C' è tutta una categoria di persone bisognose, disposte a farsi schiavizzare per racimolare quei quattro spicci con cui vengono pagate, che lavora nei call-center. Sono quelle vocine dall' altra parte della cornetta che ti chiamano per proporti grandiosi affari e meravigliose offerte commerciali, oppure quelli che chiami tu quando hai qualche problema con qualcosa che hai comprato o con qualche servizio che hai sottoscritto. Ora, io pensavo che lo sapessero tutti che call-center fosse sinonimo di fregatura, ma un paio di episodi recenti accaduti ad una persona a me vicina mi fanno ricredere su questa mia opinione. In entrambi i casi questa persona è stata contattata telefonicamente ed ha ricevuto delle offerte commerciali. Tutte e due le volte, e qui si rasenta la truffa, nonostante l' esplicita richiesta di non attivare nulla senza aver avuto prima la possibilità di esaminare la proposta di contratto a casa ed in forma cartacea per fare le dovute valutazioni, questa persona a me vicina si è trovata con queste proposte attivate senza aver dato un effettivo consenso e con i relativi disagi. Nessun preavviso. Così, da un giorno all' altro ti arriva un pacco con un cellulare nuovo che non hai richiesto, da un giorno all' altro ti ritrovi a non poter più utilizzare internet (che ti serve per lavoro) perché l' addetta del call center ha omesso di dirti che il disagio di un' ora al massimo era riferito solo alla linea telefonica e che per la connessione il disagio è di un paio di settimane. Non pare a voi che ci sia una sistematica tendenza truffaldina in tutto ciò? Tu, che magari in quel momento stai pensando ad altro, sei impegnato, hai i tuoi cazzo di pensieri, ti ritrovi con questi qua che ti dicono trentamila cose cui non riesci nemmeno a stare dietro e che si aspettano che su due piedi tu possa prendere una decisione? Non vi pare una comune tecnica di raggiro? Non so a voi, ma a me ricordano due personaggi di Collodi, uno zoppo ed uno cieco.
Già qui ci sarebbe abbastanza da mandare a quel paese tutti quelli che ti telefonano (io lo faccio comunemente, visto che al lavoro ricevo continuamente chiamate di call center) se non fosse che poi li devi chiamare tu, perché hai bisogno, e allora magari il discorso cambia. O no?!
No, non cambia. Facciamo degli esempi. Hai un problema con la compagnia telefonica: cambiando banca delle fatture non son state pagate, nel caos quotidiano del lavoro ti dimentichi di pagare in tempo e ti tagliano la linea, fai il bonifico subito, chiami il numero apposito, e ti chiedono di mandare un fax. Però il fax te l' hanno tagliato. Chiedi se possono riattivare quella linea, che è a parte, per inviare la prova del pagamento, e ti attaccano il telefono in faccia. Richiami, ti riattaccano il telefono in faccia in malo modo. Gentilissimi.
Altro esempio: devi cambiare l' intestatario della tua SIM (la scheda telefonica), ma il punto vendita non te lo può fare (???), quindi chiami il call center per ricevere istruzioni. Secondo istruzioni invii tutto il materiale richiesto. Chiami di nuovo, il materiale inviato non era quello che serviva, ti avevano dato istruzioni sbagliate. Chiedi nuove istruzioni, le esegui, sono di nuovo sbagliate. Preparatissimi.
Fortunatamente, come dicevo, non ho vissuto queste vicende in prima persona, ma le ho viste da vicino e m' è salito il nervoso vedere come questa invenzione, creata in teoria per aiutare a comunicare col cliente, per aiutarlo, sia diventata in realtà un filtro malsano attraverso il quale il cliente riceve tutto il peggio senza la possibilità di potersi lamentare direttamente. Il call center è lo strumento con il quale si svantaggia la persona-utente, una schiera di voci che servono a separarti dalle persone che realmente meriterebbero di ricevere il tuo biasimo.
E questo sempre che tu riesca a parlare con qualcuno, a patto che tu riesca a districarti dal malefico sistema del centralino automatizzato.
La prossima volta che vi chiama qualcuno, partite direttamente con un vaffanculo, senza remore, e posate la cornetta.
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