3 Doors Down

3 Doors Down
  • Rock, Post-Grunge, Southern Rock, Alternative Metal, Alternative Pop/Rock
  • È solo rock'n'roll, sano e genuino rock'n'roll. Si può piazzare quattro singoli al numero uno delle chart [... altro]

È solo rock'n'roll, sano e genuino rock'n'roll.
Si può piazzare quattro singoli al numero uno delle chart americane, fare sold out con 2 tour mondiali consecutivi, vendere 6 milioni di dischi e tornarsene a casa a Escatawpa, Mississippi, uno sputo da Biloxi, come se niente fosse?
Sì, si può fare, soprattutto se ti chiami 3 Doors Down e da quel puntino sulla cartina degli Stati Uniti è cominciata la tua avventura.
Perché Brad Arnold, Todd Harrell e Matt Roberts sono tre ragazzi di quelle parti, che come molti altri hanno messo insieme una band (il nome l'hanno trovato scritto su un muro di un edificio quando erano in tour in Alabama) per coltivare la loro passione, cioé suonare del sano e ricostituente rock'n'roll. Certo, un conto è essere la band favorita della tua piccola città, un altro paio di maniche è raggiungere la vetta delle classifiche delle radio americane. Ma quando hai tra le mani un singolo come "Kryptonite" le due cose possono anche coincidere: provate a chiederlo a Kenny West, che ha cominciato a far girare "Kryptonite" nella programmazione WCPR-FM e si è trovato con il centralino della radio intasato di telefonate di fan innamorati al primo ascolto. Il buon Kenny West ha capito al volo di avere tra le mani qualcosa di grande e una bella mattina ha alzato la cornetta del telefono e ha chiamato Phin Daly, suo amico in quel di New York, ma soprattutto manager della Indegoot Entertainment.
Quando Phin ha piazzato il CD nel suo lettore si aspettava la solita band di amici degli amici ma è bastato un ascolto per organizzare una data al C.B.G.B., un palco sul quale le cose cominciano a farsi serie per qualsiasi band. Figuratevi per i 3 Doors Down che si presentano nel locale della Grande Mela con Brad Arnold e la sua batteria piazzati davanti agli altri membri della band, per il semplice motivo che Brad è non solo il batterista ma anche il cantante dei 3 Doors Down. Poco male, perché nonostante la stranezza scenografica i 3 Doors Down strappano vibrazioni magiche a quella platea super esigente e poco dopo, anche grazie al suggerimento dei loro nuovi manager Bill e Rose McGathy, alla band si unisce Richard Lyles, il batterista, anche lui nato lungo gli argini del Mississippi, che permette a Brad Arnold di trasformarsi nel vero frontman del gruppo.
Lo stesso show al C.B.G.B. stuzzica le orecchie della Republic Records, una sussidiaria della Universal, che li porta in studio per la registrazione di "The Better Life", disco d'esordio che esce agli inizi del 2000. L'escalation dell'album è clamorosa (più volte di platino, heavy rotation nelle radio di tutto il mondo, candidature ai Grammy Awards) esattamente come la mega tournée che porta i 3 Doors Down in giro per il mondo. E quando salti da un palco all'altro, da un concerto all'altro, di città in città, attraversando frontiere e cambiando continenti come se ti muovessi nel salotto di casa, non è facile tenere i piedi per terra. È come se tutto intorno a te si muovesse a velocità supersonica, con il rischio di sentirsi soli. Ecco perché quando questo vortice di attività live si è concluso (trionfalmente, non serve dirlo) i 3 Doors Down hanno voluto tornare a Escatawpa, dai loro amici, con i ritmi della loro vita, sulle strade che conoscevano meglio.
E da lì, da quelle strade e da quei cieli conosciuti, ricominciare piano piano, ritrovandosi ogni pomeriggio a suonare o, meglio ancora, a dedicarsi al jamming. Perché "Away From The Sun", il secondo disco dei 3 Doors Down, nasce da quelle sedute improvvisate per poi diventare un disco di 12 brani con il marchio delle chitarre possenti, del basso che si fa sentire e della batteria picchiata con forza ad accompagnare le melodie vocali di Brad Arnold. Certo, dalla cantina di casa riscoperta per scongiurare la maledizione del secondo album al lancio del disco ci si è messo anche lo zampino di Rick Parashar (uno che ha lavorato con Alice In Chains, Pearl Jam e Blind Melon), ma "When I'm Gone" e "Here Without You", i primi singoli tratti da questo disco, e poi tutte le altre canzoni, hanno una loro forza autonoma. Quella forza di chi ha pensato e ripensato, durante le notti in tour, a quanto sia importante non sentirsi soli e poi ha trasformato quei pensieri in un disco. Il capolavoro dei 3 Doors Down, come dicono loro stessi.