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Foot Of The Mountain

Parlare di pop e non parlare degli A-ha? Impossibile.
Gli A-ha sono stati, durante la seconda metà degli anni Ottanta, un autentico fenomeno, eredi di quel successo che i Duran Duran e gli Wham! avevano saputo costruire con l'aiuto di un talento non comune per il pop e di una sapiente produzione (non dimenticando certamente l'importanza della presenza estetica).
A partire dai Beatles, d'altronde, la formula è quella: si tratta di trovare qualcuno in grado di applicarla. Gli A-ha hanno saputo farlo in maniera impareggiabile, tanto che l'eccellente vena compositiva dei tre norvegesi (il vocalist Morten Harket, il tastierista Magne Furuholmen e il chitarrista Pal Waaktaar), può creare l'illusione che ci si trovi di fronte a musica 'facile'. Nulla di più falso, invece, come si accorge immediatamente chiunque provi a riprodurre i loro pezzi con uno strumento in mano.
La storia comincia nel 1982, quando il trio comincia a fare musica insieme dopo anni trascorsi a suonare in varie formazioni (come, ad esempio, i Bridges).
Il monicker A-ha viene scelto quasi per caso, dopo ore passate a consultare vari dizionari per evitare gaffe: è breve, facile da ricordare e indica in moltissime lingue un segno di apprezzamento. Lasciano la Norvegia – senza Harket, titubante – per tentare fortuna a Londra, rientrano in patria delusi dopo sei mesi, convincono Harket a riprovarci tutti insieme e già un anno dopo riescono a firmare con Warner Bros., realizzando un primo singolo.
Nella sua versione primitiva, tuttavia, quello che sarà un grande successo non riesce ancora a sfondare; affidata la produzione a mani più abili, gli A-ha riescono a piazzare "Take On Me" (destinata a diventare un simbolo del decennio) al primo posto negli USA e al secondo nelle isole britanniche. Gran parte del successo è merito del video, una stupefacente fusione di animazione e riprese reali, una pietra miliare nell'evoluzione dei video musicali. Di qui in avanti la strada è tutta in discesa: "The Sun Always Shines On TV" arriva al primo posto oltremanica ed entra nella top 20 americana, trascinando al successo l'album di debutto "Hunting High And Low" (1985).
La critica non ci mette due secondi a bollare gli A-ha come l'ennesima meteora di synth-pop per adolescenti; invece, l'anno seguente, con "Scoundrel Days" gli A-ha confermano tanto la loro fortuna commerciale, quanto un'innegabile capacità creativa, in crescita continua. E alla critica tocca ritrattare. Seguono un tour mondiale e la partecipazione alla colonna sonora del film di James Bond "007-Zona Pericolo".
"Stay On These Roads" (1988) tenta di battere strade meno commerciali, anche se l'impressione è quella di un disco opaco, nonostante alcuni testi eccellenti che mostrano una profondità non comune nel pop da classifica. Non va benissimo nemmeno con il disco seguente: gli unici veri brividi di "East Of The Sun, West Of The Moon", pubblicato nel 1990, sono il plauso dei mitici Everly Brothers per la versione di "Crying In The Rain" contenuta nell'album e l'apprezzamento della critica. Per il resto, calma piatta: il vento in Inghilterra tira verso la dance e la scena di Manchester, e il nuovo lavoro degli A-ha passa quasi inosservato; nel 1991 arriva il greatest hits "Headlines And Deadlines".
Eppure, i fan continuano ad amarli con passione sconfinata, tanto che il tour mondiale del 1992 è un successo e la folla di 120mila persone che si ammucchia a Rio de Janeiro per ammirarli permette agli A-ha di superare il record di spettatori per un concerto pop-rock (il precedente primato era di Paul McCartney).
"Memorial Beach" (1993), che pure immette nella formula del trio nuove influenze e ispirazioni, riceve la stessa tiepida (dal punto di vista delle vendite) accoglienza dell'album precedente; solo i singoli continuano a cavarsela più che bene, anche se un paio di video (come quello di "Dark Is The Night For All") non vanno in heavy rotation perché considerati 'troppo disturbanti' per i telespettatori. In seguito a questa flessione di celebrità, il gruppo si sfrangia: Morten Harket tenta la carriera solista, Waaktaar forma i Savoy (entrambi, peraltro, senza avvicinarsi ai risultati precedenti), Furuholmen si dedica alla sua passione per l'arte figurativa e si ritira dalla scene.
Dopo un lungo silenzio, gli A-ha ritornano a suonare insieme nel 1998, a Stoccolma, in occasione della cerimonia di consegna dei Nobel. Nuova energia e nuova sintonia: i tre si rimettono al lavoro e nel 2000 sono ancora in pista con "Minor Earth | Major Sky", un album di buona qualità registrato tra New York, Oslo e Amburgo, che riceve ottima accoglienza un po' dappertutto rilanciando la band.
Anche se i fasti sfavillanti degli anni Ottanta sono lontani, gli A-ha godono ancora di un seguito massiccio, grazie allo zoccolo duro dei vecchi fan e alla rivalutazione del pop algido degli anni Ottanta, e le tournée in Germania e in Giappone vanno alla grande.
Riguadagnata la posizione che compete loro, nel 2002 esce "Lifelines" (anticipato dal singolo bello e ruffiano "Forever Not Yours"), un disco moderno nella cura dei suoni, ma indelebilmente marchiato dalla vena malinconica e dal brillante songwriting tipici del trio.
Dopo il tradizionale tour a sostegno dell'album, a marzo del 2003 gli A-ha pubblicano il loro primo disco dal vivo, "How Can I Sleep With Your Voice In My Head", una sorta di greatest hits in versione live (visto che contiene tutti i loro brani più famosi).
L'anno successivo, il 2004, è un anniversario importante: si celebrano i 20 anni di vita della band. Per l'occasione vengono pubblicati "The Swing Of Things" (un libro contenente un CD con demo risalenti ai loro esordi) e "The Singles: 1984-2004" (una compilation che raggruppa alcune delle loro cose migliori e che li riporta nella Top20 inglese).
La prima parte del 2005 è tutta all'insegna delle esibizioni dal vivo. Rimangono memorabili quella al Live 8 di Berlino (2 giugno 2005), quella del 27 agosto a Oslo (i 150.000 fan accorsi stabiliscono il nuovo record di presenze per un concerto in Norvegia) e le date statunitensi di settembre (gli A-ha non tornavano in Usa sin dal 1986).
Forti di tanto consenso, gil A-ha sfornano un nuovo disco di materiale originale: si intitola "Analogue", esce a novembre del 2005 e dà il via a una nuova serie di concerti in giro per l'Europa (non mancano un paio di date estere).