Adam Green

Adam Green

Uno degli ultimi eredi del cantautorato americano, Adam Green discende direttamente da quella schiera di musicisti che amano creare e sperimentare, sia con le parole che con le note.
Newyorkese di nascita, inizia la sua carriera musicale nel 1999 con i Moldy Peaches, gruppo anti-folk nato dalla collaborazione con l'amica Kimya Dawson. Dopo un periodo speso ad animare la scena underground della Grande Mela i due pubblicano l'omonimo album di debutto nel 2001, per poi intraprendere carriere soliste.
Songwriter colto e stravagante (ama esibirsi travestito da Peter Pan o da Robin Hood), Adam Green prosegue la sua personale carriera sempre sulle orme dell'anti-folk, riuscendo a fondere sonorità acustiche, melodie pop e venature lo-fi.
Nel settembre del 2002 partecipa con un suo pezzo ("My Shadows Tags On Behind") alla raccolta "Antifolk Vol.1" che raccoglie i migliori giovani artisti che gravitano intorno a questo genere. Un mese dopo pubblica il suo primo album da solista, "Garfield": trainato dalle melodie pop del singolo "Dance With Me", il lavoro denota echi del folk-singer Tim Hardin (uno degli idoli di Adam Green) e presenta per lo più canzoni chitarra e voce.
Non passa nemmeno un anno intero e Adam Green pubblica "Friends Of Mine", un disco che presenta 15 nuove canzoni e conferma il talento del poco più che ventenne songwriter americano. Gli arrangiamenti per archi di Jane Scarpantoni (già protagonista di collaborazioni illustri con R.E.M. e Nirvana) denotano una maturazione musicale, ma non intaccano la vena ironica e intimista di Green.
Dopo un'estate passata a riposare e a lavorare a un romanzo, dall'autunno 2003 Adam Green riprende la sua incessante attività live. Le prime tappe canadesi lo vedono impegnato come supporter dei Libertines, poi è la volta degli Stati Uniti e dell'Europa (Germania e Inghilterra). Per tutto l'aprile del 2004 è in studio per registrare nuovo materiale in vista di un disco per l'inverno successivo.
Nei mesi successivi Green torna ad esibirsi dal vivo con un tour mondiale che lo tiene occupato fino all'autunno. Il gennaio 2005 vede quindi l'uscita del suo terzo lavoro in studio, "Gemstones", contemporaneamente al quale pubblica il libro Adam Green: Magazine, che raccoglie pensieri e riflessioni (c'è anche un poema) scritti tra il 2001 e il 2004. Il disco, che comprende 15 nuove canzoni, viene accolto caldamente dalla critica e segna un'ulteriore crescita nella carriera del songwriter newyorkese.
Poco più di un anno dopo è la volta di "Jacket Full Of Danger", che sulla scia degli album precedenti mischia rock, soul, folk e pop, senza abbandonare il sarcasmo e i testi surreali che sono il suo tratto distintivo.
Nel gennaio 2008 i Moldy Peaches tornano a fare capolino nella vita di Adam: alcune loro canzoni vengono inserite nella colonna sonora del film indipendente "Juno", ma questo non distoglie il cantautore dalla sua carriera solista, che procede a gonfie vele. Nella primavera successiva, infatti, esce "Sixes & Sevens", il nuovo full lenght, anticipato dal singolo "Morning After Midnight".