Alexandra Burke

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Alexandra Burke

In fase di audizioni per l'edizione dello scorso anno di X Factor, la futura vincitrice dello show Alexandra Burke fece un piccolo patto con se stessa. "Mi sono detta che se non ce l'avessi fatta a superare le sfide, allora avrei seriamente riconsiderato la mia carriera musicale. Volevo provare a me stessa che ero nata per la musica". Si dà il caso che il programma televisivo sia stato solo l'inizio per l'energica cantante di Londra Nord.
Mentre le 12 settimane passavano, con non pochi colpi di scena man mano che i favoriti venivano eliminati, Alexandra continuava a darsi pizzicotti per rendersi conto che, se per alcuni era solo "reality tv", per lei invece tutto era particolarmente reale. La finale si stava avvicinando: la finale in grande stile, l'incoronazione di un nuovo talento, e lei era ancora lì, a mangiarsi le unghie dietro le quinte, mentre si preparava a cantare con il suo idolo Beyoncé "per realizzare tutti i miei sogni in una sola notte".
Eppure non ci credeva affatto. Quando rivede la registrazione del suo momento di gloria ancora adesso, riesce a sentire l'adrenalina che pompa e la tensione che aumenta, pur conoscendo già il risultato del televoto. "Ogni volta che guardo la mia audizione mi commuovo. Quando mi rivedo superare le sfide, piango. Quando vinco? Come una fontana. Sono una persona emotiva e non ho paura di ammetterlo. Metto tutta me stessa in quello che faccio. Devo farlo: se non credo in qualcosa, non riesco a farla".
I fatti rimangono. Sono passati 12 mesi, è nata una stella e Alexandra Burke non fa più duetti con Beyoncé. È in competizione con lei.
Già dalle prime battute del suo tormentone disco fantascientifico -- e candidamente impertinente -- "Bad Boys", è chiaro che il reality aveva prodotto una performer pronta per i palcoscenici mondiali. Il brano irresistibile, che conquista fin dal primo ascolto, è destinato a consolidare il profilo di Alexandra da audace contendente a leader di mercato. La partecipazione del rapper statunitense Flo Rida come guest del brano è stato il sigillo di approvazione internazionale, a conferma di ciò che molti già immaginavano in base alle performance di Alexandra, che mandava in visibilio 13 milioni di spettatori alla settimana con le sue emozionanti e impeccabili interpretazioni di canzoni pop e classici.
Se per Alex non è ancora completamente chiaro, lo è per quelli che stanno ballando sulle note della sua prima incursione nelle onde radio come artista a tutti gli effetti. Non si tratta di una meteora.
Appena 21enne e con un luccichio birichino negli occhi, Alexandra Burke è uno dei più entusiasmanti debutti pop del decennio. Il corso della sua vita è cambiato radicalmente negli ultimi sei mesi, quando ha smesso di essere sinonimo del mezzo che l'ha lanciata sotto i riflettori per acquisire il metodo con cui è pronta a gestire il suo tempo sotto la ribalta, la notorietà che le si addice naturalmente. I più importanti produttori americani ed europei hanno fatto la fila per lavorare con la ragazza dalla voce d'oro. Sono intervenuti i migliori coreografi aerei per valorizzare il suo talento soprannaturale per la danza. I media le hanno dedicato la massima attenzione. Alexandra Burke è pronta ad esplodere.
Per una ragazza dalle umili origini, cresciuta in una casa popolare a Londra nord, l'ultimo anno è andato ben oltre i suoi sogni. Dopo una tournée sold out nei palazzetti insieme agli ex compagni di X Factor, è stata lasciata prima a New York e poi a Los Angeles per trasformare alcuni di quei sogni in realtà. "In America sono stata proprio mandata allo sbaraglio.
Le prime persone con cui ho lavorato sono stati i produttori Stargate. Chiaramente ero terrorizzata. Non sapevo come affrontare la cosa. Ero stata un pesce grosso in uno stagno, e improvvisamente ero con una nuova etichetta, una nuova società di management e c'erano anche questi nuovi produttori da brivido (Roc Nation, Red One, Stargate e The Freemasons). Intorno a me, tutto è nuovo. Ho dovuto instaurare velocemente un rapporto con le persone".
Quello che Alex sottovalutava era quanto importante fosse lei per tutte queste nuove persone. "Ho amato il mio team da subito, perché loro mi ascoltavano. Hanno detto fin dall'inizio che la musica non avrebbe funzionato se non fosse stata una mia idea".
Ha sperimentato con le idee per ottenere un sound che le si addicesse. Ha trascorso una settimana a studiarsi lo stile della vecchia Motown, prima di abbandonare l'idea e optare per un approccio fresco alla musica che venisse da dentro. "Ho detto al mio manager che volevo che la mia musica fosse godibile, positiva e audace. Voglio che rifletta la mia personalità. Voglio che sia diretta, che sia una belva. Voglio che sia energica e che faccia divertire. Quando incido le ballate, voglio piangere. E se per registrare questo disco faccio un giro sulle montagne russe, allora voglio che anche gli ascoltatori si sentano sulle montagne russe quando lo ascoltano. Ho detto esattamente la stessa cosa a Simon Cowell e ho visto il sollievo sul suo viso durante la riunione. Mi ha detto: 'Qualsiasi cosa fai, deve venire dal cuore'".
Non sarebbe potuto essere altrimenti. Quando ha incontrato per la prima volta Red One, il produttore di Lady Gaga, questi aveva una serie di brani già preparati che pensava potessero essere giusti per lei. "E cinque minuti dopo avermi incontrata, li ha messi da parte e abbiamo iniziato daccapo. Mi ha detto: 'Non sei la ragazza che mi aspettavo'. E io: 'Come ti aspettavi che fossi? Tranquilla?!'. Ho detto che volevo che le mie canzoni dessero potere alle donne e lui l'ha fatto subito". Hanno creato la prima di una serie di successi ancora in fase embrionale, una hit da dancefloor su un groove elastico intitolata 'Broken Heels'. È la prima canzone che ho fatto e sapevo di aver trovato il mio sound".
Il suo sound è espresso perfettamente in "Bad Boys", ma anche in molti altri brani. Chiamatelo techno future-pop del 21esimo secolo. Dopo che Alexandra ha trovato un sound capace di distinguerla dai soliti motivetti, si è buttata anima e corpo nell'opera: mettere insieme un album di cui sarebbe stata fiera, che lei stessa avrebbe ascoltato, che mostrasse tutta la sua vita. "Dicevo alla gente: 'Ascolta, dormirò quando muoio. Ora ho questa cosa da fare e devo metterci tutto ciò che ho'".
Fin da subito sono emersi dei brani straordinari. Il moderno groove dancehall e il ritornello killer di "Dumb" uscivano dalle casse dell'impianto come un ariete. L'emozionante ballata "Silence" ("parla di quando ci si prendere una pausa da un uomo. Ci siamo passate tutte, no?") e la stupefacente "Perfect", con cui si mette a nudo ("sono una ragazza di Londra nord, nata e cresciuta in una casa popolare. A volte dico parolacce. Posso essere un po' chiassosa. Mi piace andare a ballare, ogni tanto mi piace bere. Sono una ragazza giovane. Sono così. Non sono perfetta, ma non lo è nessuno"), le hanno fatto accapponare la pelle.
"Bad Boys" è venuta fuori verso la fine del processo di registrazione, durato due mesi e mezzo e svoltosi in varie parti del globo. "Io e il responsabile della casa discografica eravamo in una stanza d'albergo quando abbiamo sentito parlare di questa canzone. Il titolo mi è piaciuto dal momento in cui l'ho sentito. In studio, dopo aver cantato la prima strofa, ho smesso di cantare e ho detto ai produttori The Phantom Boys: 'Vi rendete conto di quanto io mi ritrovi in questa canzone?'. Ho avuto subito una bella sensazione. È proprio quello che faccio io! Vado dietro ai ragazzi cattivi. Vado dietro ai ragazzi che non fanno per me. Il demo suonava bene, sono tornata a New York per registrarlo e sapevo che doveva essere il primo singolo. Ho mandato un sms a Simon dicendo 'Bad Boys come primo singolo?', e lui mi ha subito scritto 'assolutamente sì'". In studio a Los Angeles, Alex ha legato con il rapper ospite del brano. "Aveva gli occhiali da sole e gli ho detto: 'Flo, vedi luce qui?' e così ho rotto il ghiaccio. Se li è tolti, ha sorriso, e poi se li è rimessi. Tutto qui. Dovevo guardarlo negli occhi. Abbiamo stabilito un contatto. Lui ha fatto il salto al livello successivo".
Che è quello che Alexandra Burke farà con la pubblicazione del suo primo album. C'è però ancora un ostacolo da superare; se voleste conferme di quanto Alex si stia impegnando, non potreste che trovarle nelle parole della ragazza stessa, audaci come sempre: "Tornare a esibirmi a X Factor sarà surreale. Voglio essere padrona del palcoscenico. Voglio fare ore e ore di prove. La tensione sarà alle stelle, questo lo capisco. Ma voglio reprimerla come ho fatto per la finale lo scorso anno ed essere padrona della scena. Ho imparato così tanto nell'ultimo anno e ogni piccola cosa che ora so deve entrare nelle mie esibizioni. È solo l'inizio".