Alicia Keys

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Alicia Keys

Nata per cantare.
Alicia Keys appartiene al ristretto circolo di ragazze prodigio del nuovo millennio, di cui sono socie anche Norah Jones e Nelly Furtado, che salgono alla ribalta della scena mondiale già dal primo disco, vendendo tonnellate di dischi.
Quella di Alicia Keys è infatti la storia di un trionfo annunciato, la cronaca di un'artista che fin dalla nascita ha sempre brillato di luce propria. Nata da madre bianca e padre nero, Alicia cresce nel cuore urbano di New York, Hell's Kitchen, dove coltiva in maniera consapevole la sua forte sensibilità soul.
Nonostante sia circondata, e affascinata, da una predominanza di suoni e immagini legate all'hip hop della Grande Mela - Notorious B.I.G. e Jay-Z, ad esempio – la predisposizione naturale di Alicia verso la scrittura e l'interpretazione di testi soul e r'n'b ne segna inevitabilmente il destino.
Le prime performance dal vivo non passano inosservate, tanto che volano subito i paragoni con le grandi, tra cui Roberta Flack: la ragazza possiede una voce forte e penetrante, suona il piano con la disinvoltura di un concertista navigato, e soprattutto è ancora una ragazzina.
Il talento da solo non basta, questo è ovvio, e Alicia per questo deve ringraziare la madre italoamericana Terri Augello che fa di tutto perché le potenzialità della figlia non vadano sprecate. Il suo cavallo di battaglia rivolto alla figlia è:"Puoi rinunciare a tutto ciò che vuoi, tranne alle lezioni di piano".
Una fonte di continua ispirazione è invece l'insegnante alla Professional Performance Arts School di Manhattan, che le dedica molto tempo per fornirle validi consigli su come usare al meglio la voce. Terminata l'high school in anticipo, a 16 anni Alicia comincia a lavorare più seriamente al suo ingresso nel musicbiz.
Nel '96 la troviamo alla SoSoDef di Jermaine Dupri, per partecipare alla compilation "Sosodef Christmas" e alla soundtrack del film "Men In Black", per poi agganciarsi a Clive Davis e all'Arista Records nel 1998, quando compone con Isaac Hayes il brano "Rock Wit U" per la colonna sonora di "Shaft".
Alla fine del 1999, Alicia segue Clive Davis, l'uomo che ha scoperto Whitney Houston, nella sua nuova etichetta, la J Records. Clive le offre l'opportunità di esprimersi liberamente, anche perché si rende conto di avere tra le mani una ragazza dal talento sconfinato e dalle idee chiare: rinverdire gli antichi fasti della black music.
Durante la lunga attesa per la pubblicazione del suo album, Alicia affina la sua musica, che è una raffinata miscela di vecchio e nuovo (vintage soul, musica classica, jazz, r'nb e hip-hop) e rafforza la sua voglia di emergere: "Io credo nel destino. Mi piace pensare che tutto fosse predestinato, cioè che dovesse arrivare il momento giusto per me e quel momento è ora! Devo continuare a fare ciò che ho sempre fatto: mi piace cantare, scrivere canzoni, fare la mia musica". Per forza del destino e sicuramente per doti canore e musicali che trovano pochi rivali, Alicia arriva così alla realizzazione di "Songs In A Minor", album d'esordio che avviene alla soglia dell'estate del 2001. Il disco debutta direttamente al numero 1 delle chart americane, vende 10 milioni di dischi in tutto il mondo e dopo 29 settimane è ancora nella top 20.
Il primo singolo, "Fallin'", una delle song più vibranti degli ultimi anni, è dedicato alla madre e conclude l'anno al numero 2 nella classifica dei Billboards Hot 100. Pubblicato in Italia a fine settembre 2001, il disco dimostra tutto l'amore della sua autrice per Thelonious Monk, Aretha Franklin ma anche Beethoven e Bach. L'album fa incetta di premi, dai Grammy Award ai Video Music Award, e durante la premiazione di quest'ultimi Alicia si esibisce in una performance da brivido al pianoforte.
Nel 2003 Alicia Keys ritorna in studio di registrazione per preparare il sequel "The Diary of Alicia Keys", un disco che viene comprato a occhi chiusi, oltre 600.000 copie vendute in una settimana, che debutta di nuovo al primo posto delle classifiche Usa e le frutta .
Con soli due album alle spalle, è chiaro a tutti che l'enfant prodige è diventata grande, una superstar di 22 anni con uno zoccolo durissimo di fan e una reputazione inossidabile.
A ottobre 2005 arriva anche la rivisitazione del passato con un "MTV Unplugged" che la consacra definitivamente come icona mainstream: il disco, pubblicato singolarmente sia come CD sia come DVD o in edizione limitata comprendente entrambi, ripropone il concerto che Alicia Keys ha tenuto alla Brooklyn Academy of Music di New York. La playlist comprende ovviamente tutti i più grandi successi della cantante newyorchese ma anche brani inediti e duetti con Common, Mos Def, Damian Marley e Adam Levine dei Maroon 5. Le novità sono il singolo "Unbreakable", la cover di "Wild Horses" dei Rolling Stones" e "Stolen Moments"', scritta insieme alla leggenda del soul Al Green.
L'album debutta al numero 1 della Billboard Top 200 americana con oltre 190mila copie vendute nella prima settimana, e questo risultato la incorona prima artista femminile R'n'B a collezionare tre debutti consecutivi al primo posto.
Il 2006 è un momento di svolta per Alicia, che allarga i suoi orizzonti artistici e fonda insieme al suo manager Jeff Robinson la compagnia di produzione televisiva Big Pita, Lil' Pita. Debutta, inoltre, nel mondo del cinema, con due film che escono nel 2007, "Smokin' Aces" con Ben Affleck, Andy Garcia e Ray Liotta, e "Diario Di Una Tata" al fianco di Scarlett Johansson.
In tutto questo, la musica non passa certo in secondo piano, e nel novembre 2007 arriva "As I Am", un album più spigoloso del solito, che vede la partecipazione di artisti come John Mayer, Linda Perry, John Legend e del produttore Timbaland.