...And You Will Know Us By The Trail Of Dead

...And You Will Know Us By The Trail Of Dead
  • Emo/post punk con influenze Maya ed elettroniche? Con i Trail Of Dead può succedere anche questo. Kevin [... altro]

Emo/post punk con influenze Maya ed elettroniche? Con i Trail Of Dead può succedere anche questo.
Kevin Allen, Neil Busch, Conrad Keely e Jason Reece crescono nella minuscola comunità cristiana di Paloe, nel Texas: una località nota più per le mandrie di mucche che per l'emocore. I quattro, oltre all'indottrinamento domenicale, condividono la passione per la scienza, la letteratura e il canto, anche se per il momento solo nel coro della chiesa.
Il college li separa brevemente; Jason Reece e Conrad Keely cominciano a dare forma al progetto Trail Of Dead prima alle Hawaii e poi nell'incubatoio di Olimpia, Washington, dove Reece percuote la batteria per i Mukilteo Fairies. I due ragazzi si riuniscono ad Austin, dove Neil Busch frequenta l'università. Rispolverano l'amore per il canto e per un certo periodo si esibiscono come quartetto vocale, sempre per la chiesa locale. Poi, i fatti incominciano a virare verso il bizzarro. Incontrano Mike McCarthy (il quale più avanti li avrebbe introdotti nel music business) che li intriga con una curiosa teoria, secondo la quale la tecnologia applicata al suono è precedente anche al motore a vapore, e anzi esiste da migliaia di anni.
I quattro, poi, si appassionano alla cultura Maya, un campo di studio molto avanzato all'Università del Texas. A questa curiosità si somma il tarlo instillato dalle idee di Greil Marcus, Guy Debord e Anton Levay: trovare il nodo comune, l'archetipo, che riporti i temi delle antiche culture popolari ad un singolo tema unificante. In breve: la Teoria della Costante Universale applicata all'antropologia.
Studi incrociati conducono al cosiddetto '…And You Will Know Us By The Trail Of Dead', un geroglifico presente contemporaneamente in culture sepolte dal passato e lontanissime geograficamente una dall'altra. Una sfida per la scienza e un'illuminazione per i ragazzi, che decidono di tentare un esperimento pratico: mettere insieme una band senza avere alcuna preparazione musicale e vedere se il nodo antropologico sotteso all'abilità artistica, letteraria e formale dell'uomo, agisce anche nel caso specifico.
Una marasma di idee che si traduce, in pratica, in una band sconquassata di emo/post-punk con una tecnica in apparenza approssimativa ed un'estetica al limite del delirio; sample ed elementi elettronici rivelano l'influenza degli esperimenti di McCarthy sul suono. Prendiamo "Richter Scale Madness", il primo esperimento della band: si tratta dell'inno religioso "Lord Of All Hopefulness" riletto attraverso gli archetipi del rock, del folk etnico (da Papua Nuova Guinea, all'Hindu Kush) e arrangiato secondo un arco logaritmico casuale. O, per lo meno, questo è quanto sostengono loro stessi.
I nudi fatti raccontano che gli …And You Will Know Us By the Trail Of Dead girano per anni l'America e l'Europa, infestandole con il loro sound apocalittico, e registrano tre dischi. Il primo, omonimo e il più selvaggio, esce nel 1998 e si insinua nel solco di "Richter Scale Madness" (si parla di 'secular rock disaster theory'). "Madonna" segue nel 1999 ed è infarcito di temi come iconoclastia, diffamazione degli idoli popolari e cinismo pre-adolescenziale dovuto all'influsso nefasto dei media.
La band prosegue poi nel suo cammino con "Source Tags & Codes" del 2002: melodico e aggressivo, contorto e introspettivo, a tratti anche sensuale, il disco è incentrato sulla perdita dell'innocenza bucolica, schiacciata da un mondo dominato dal feticcio-cifra, e sul futuro: utopia scintillante o desolazione alienante?
La risposta rimane sospesa, perché i Trail Of Dead cambiano il focus della loro attenzione e nel 2003 escono con l'EP "The Secret Of Elena's Tomb", che solo nel titolo rimanda alla strana storia, narrata da Carl von Cosel, di un dottore che si innamora di una paziente molto malata. Divincolatisi dai legami con il passato i TOD si mettono al lavoro per il loro quarto album, la prova del fuoco di ogni band: i conntinui rinvii e l'abbandono di Neil Busch per problemi di salute (rimpiazzato da Danny Wood della band texana The Rise, anche se la sua mano è comunque presente sia in fase di composizione che di registrazione) fanno attendere fino al 2005, quando i TOD tornano con un album che è l'ennesima contraddizione in essere della loro geniale schizofrenia. "World Aparts" comincia dall"Overture", con un coro che canta di antichi dei egizi, e poi trasporta tutto alle estreme conseguenze della psichedelia e dell'hardcore violento.
Questa volta la band non perde tempo, e nel novembre dell'anno successivo pubblica "So Divided", un disco che riprende le tematiche del precedente ma da cui i cinque si discostano immediatamente, decidendo di non pubblicare alcun singolo e di concentrarsi sul loro tour mondiale, che prosegue fino al marzo 2007, e sulla scrittura di nuovo materiale.