Andrew W.K.

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Andrew W.K.

"Cerco di fare la musica più eccitante del mondo" (Andrew W.K.).
La stampa britannica lo ha subito idolatrato: da NME a The Face, le riviste che contano nel campo musicale (e di tendenza) hanno individuato in lui il fenomeno rock del secondo millennio. Sicuramente non ha contato poco il fatto che Andrew W.K. abbia usato come immagine promozionale una foto che lo ritrae, in primo piano, ricoperto di sangue. Si sa, la forma conta: ma qui c'è anche sostanza. E molta.
Andrew Wilkes-Krier (sono i cosgnomi della madre e del padre) nasce a Los Angeles nel maggio 1978 e all'età di quattro anni si trasferisce con i genitori a Ypsilanti, vicino a Detroit. Contrariamente a molti rocker, la sua non è un'infanzia infelice, anzi: i genitori lo sostengono nel perseguire la carriera artistica, facendogli prendere fin da piccolo lezioni di pianoforte, che Andrew continua a studiare per dieci anni.
Durante gli anni del liceo la futura belva da party suona in parecchie band della storica scena di Ann Arbour (quella che diede i natali a MC5 e Stooges), fra cui i Cathode (crossover hardcore/death metal) nel ruolo di batterista. A diciotto anni decide di andare a New York, stabilendosi nel quartiere del Bronx. Di giorno si mantiene con lavori occasionali, la sera si esibisce dove riesce attrezzato con un lettore CD, basi registrate, una tastiera e un microfono, senza band.
Poi arriva la grande occasione: il suo demo finisce nella mani di Dave Grohl, che ne rimane folgorato. L'ex Nirvana lo convoca per suonare in apertura dei suoi Foo Fighters al Warfield Theater di San Francisco: Andrew stupisce il pubblico scatenandosi in un forsennato air guitar in puro stile headbanger anni '80.
La carriera discografica di Andrew WK inizia con le indipendenti. Parentesi: l'acronimo WK viene dalla iniziali del doppio cognome, ma sta anche – si dice - per Wild Kid, Want Kicks, Woman Kum, o White Killer. Torniamo alla musica: l'etichetta Bulp di New York pubblica due EP, "Girl's Own Juice" (2000) e "Party Til You Puke" (2001), che anticipano al firma del contratto con la Def Jam/Island.
Per Andrew è ormai il momento di mettere insieme una vera e propria band: recluta prima il suo miglior amico Jimmy Coup, già chitarrista in un gruppo del Minnesota, i Coup De Grace. Poi Donald Tardy, batterista negli Obituary (storica e defunta death metal band), Erik Payne (chitarra) e Gregg Roberts (basso), entrambi provenienti dagli Intoxicated, e il terzo chitarrista Sergeant Frank. La truppa quindi emigra in Florida.
Si registra il disco di debutto per la major; nell'attesa esce il singolo strappamutande "Party Hard" (colonna sonora perfetta per un "Animal House" del nuovo millennio), che in Inghilterra fa sfracelli, tanto che Andrew attraversa l'Atlantico e suona in Gran Bretagna una serie di concerti tutti esauriti. NME lo piazza in copertina per ben due volte, Kerrang! una. È la consacrazione.
"I Get Wet" esce in America alla fine del 2001 (nel 2002 nel resto del mondo): una combinazione dinamitarda tra la potenza del metal e l'eccitazione epidermica della pop music, un forsennato, irresistibile inno al divertimento puro e alla guerriglia da party. C'è chi lo trova orrendo e idiota (pochi), chi assolutamente meraviglioso (molti): Andrew WK ha tutte le carte per diventare un mito. L'Europa che ancora non lo conosce impara ad amarlo e lui viene ancora a suonare in giro per il vecchio continente.
A sorpresa, già nell'agosto 2003 l'inarrestabile Andrew sforna il nuovo "The Wolf" (senza sangue da naso spaccato in copertina) e lo promuove a modo suo, telefonando di persona ai primi 250 fan che ordinano il sito in prevendita su Internet. Il fenomeno Andrew WK si ripete alla grande: è ancora tempo di rock'n'roll!