Anouk

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"Io sono unica… Io sono Anouk!": un'esplosione di energia.
Anouk Teeuwe nasce l'8 aprile del 1975 a L'Aia, in Olanda. Figlia di una cantante blues, è una ragazzina irrequieta: la sua giovinezza trascorre turbolenta, scandita da guai di ogni sorta e dalle continue fughe dai collegi. Solo più tardi Anouk troverà una valvola di sfogo più sana e convoglierà tutta la sua vitalità nella musica.
Quando ha 18 anni entra a far parte di una formazione r'n'b, che però lascia presto per frequentare il Conservatorio dell'Aja, a sua volta abbandonato due anni dopo senza aver ottenuto grandi risultati. Nel 1995 fonda la sua prima band e si sposa con il suo manager (da cui divorzia nel 1996), ma il personaggio chiave della carriera musicale di Anouk è Barry Hay dei Golden Earning, storica band olandese ('I Rolling Stones d'Olanda', li definisce lei): la giovane cantante, scatenata, canta con Hay sul palco in occasione di un festival e lo lascia di sasso. E dire che lui, ignaro di quell'ugola straripante, l'aveva invitata solo perché è graziosa…
Risultato di questo incontro fulminante è il primo singolo di Anouk, "Mood Indigo", scritto proprio da Hay (che diventerà anche uno dei produttori della ragazza) e dal socio chitarrista George Kooyans e pubblicato per la Dino nel 1996.
Anouk abbandona i toni caldi del soul a favore di un rock carico e aggressivo; nel 1997 pubblica "Together Alone", il suo disco di debutto, anticipato da "Nobody's Wife": Anouk stessa e il co-autore Bart van Veen firmano un singolo potente e azzeccato, che trascina la cantante oltre i confini del Benelux e la lancia nelle classifiche di mezza Europa.
Dall'album vengono estratti altri due singoli, "It's So Hard" e "Sacrifice", e Anouk può finalmente lasciar il posto di maestra d'asilo e tutti gli altri lavoretti con cui si è mantenuta finora.
Due anni più tardi esce "Urban Solitude" (1999), interamente prodotto dall'artista stessa, che si prende anche il lusso di flirtare con sonorità atipiche nel rock – ska, hip-hop, funk, in canzoni come "R U Kiddin' Me", "The Dark" e "Don't" – bissando comunque il massiccio successo del primo LP. Anouk conquista altri due Edison Award, dopo i tre vinti nel 1998 (compreso quello per la miglior cantante olandese).
"Lost Tracks", pubblicato nel 2001, è un contenitore di materiale inedito pensato per mantenere in caldo i fan: ancora una volta, un centro pieno, che registra ottimi dati di vendita. L'evento del 2002, invece, è la nascita del figlio Benjahmin Kingsley, avuto da Remon Stotijn, un cantante raggae olandese.
Nel 2003 il singolo "Everything", aspro e diretto, anticipa l'uscita di "Graduated Fool": un LP infuocato e maturo, arrabbiato e ruvido, che conferma il talento di Anouk – davvero 'matta patentata' - per il rock puro e semplice. Anche in ambito familiare la cantante raggiunge l'ennesimo successo con la nascita del secondo figlio, Elijah Jeremiah.
All'inizio del 2004 Anuok si chiude nella stanza numero 101 dell'hotel New York di Rotterdam per concentrarsi sul nuovo album che inizia a registrare in estate con il produttore Cliff Norrell (già al lavoro con R.E.M. e Weezer) e Tony Maserati (Black Eyed Peas, Beyoncé, Alicia Keys) che si occupa del mixaggio. Nel frattempo arriva nei negozi "Update", un album di canzoni in versione acustica e live tra cui spicca la cover di "Losing My Religion" dei R.E.M.. In ottobre è pronto per il mercato olandese e belga "Hotel New York": un album rock con un tocco di reggae ("Heaven Knows"), un pizzico di pop ("Alright"), e alcune ballad introspettive come "Falling Sun", "One Word" o "Fading".
A giugno del 2005 la famiglia Stotijn si allarga ulteriormente con la nascita della piccola Phoenix Ray, la prima sorellina per Benjahmin e Elijah. Agli MTV Europe Music Award di Lisbona Anouk vince il premio come Best Begium/Dutch Artist e finalmente a novembre anche nei negozi italiani arriva "Hotel New York".