Antony and the Johnsons

Antony and the Johnsons

"La speranza e la sincerità sono il nuovo punk" (Antony).
Antony Hegarty (in arte Antony e basta) è una persona sorprendente: uno che non ha paura di dare in pasto i propri sentimenti al pubblico, uno che coltiva la diversità come arte. Uno che si presenta in vesti femminili da androgino ossigenato, uno che è alto due metri e canta come un ibrido tra Nina Simone, Billie Holiday e Otis Redding. Nasce a Londra nel 1971 e quando ha 10 anni si trasferisce con la famiglia in California. Frequenta un liceo di performing arts a San Jose ("Forse l'unica scuola della zona dove non mi avrebbero appiccicato a un albero con il nastro adesivo e preso a schiaffi", ricorda); ha i capelli lunghi, perché scrive e canta in una band death metal. Poi, quando vede il documentario "Mondo New York" (datato 1987), resta folgorato: tutti quei cabaret underground e le drag queen e i punk, Joey Arias e Dean Johnson e Phoebe Legere... E' il 1990, Antony lascia tutto e si trasferisce a New York - in pratica va a New York solo per il Pyramid Club, il fulcro di tutto quello che ama. Si immerge nella farneticante vita culturale della scena cittadina, pratica teatro sperimentale e grand guignol ("Era oltraggioso e bellissimo"), si circonda di "pervertiti sdentati, drag queen e donne punk", con loro mette in scena "storie di ermafroditi che cercano i loro genitori alla fine del mondo". Il suo gruppo-comune si chiama Blacklips, Antony recita il ruolo della drag Fiona Blu con piglio marziale, solitamente alle 2 del mattino di fronte alle platee strafatte dei club. Intanto scrive e canta canzoni, scoprendo che qui sta il suo maggior talento, tanto che inizia anche a registrarsi con la tastiera su un 4 tracce. Nel 1995 i Blacklips si sciolgono e lentamente, nel giro di un paio d'anni, Antony assembla i Johnsons, band mutevole che si assesterà su 3 archi, pianoforte, basso e batteria; alle esibizioni prendono parte anche i performer Johanna Constantine e Julia Yasuda, ermafrodita transessuale. Portano il loro cabaret da camera intimo e suadente, che racconta con innocenza di dolore, masochismo e confusione sessuale, nei locali di mezzo mondo, al Joe's Pub (Public Theater), al The Kitchen e alla Knitting Factory di New York e poi al Bloomsbury di Londra, in Francia, in Italia. Nel 1998 esce l'omonimo disco di debutto per la label londinese Durtro, a cui segue nel 2001 l'EP "I Fell In Love With A Dead Boy" (con tanto di cover di "Mysteries Of Love" di David Lynch e Angelo Badalamenti). Antony compare nel film "Animal Factory" (2000) di Steve Buscemi e reciterà poi nel film indipendente "Wild Side" (2004) del regista francese Sebastien Lifshitz. La sua voce stupefacente conquista fan d'eccezione, da Lou Reed a Laurie Anderson, e proprio Lou Reed lo vuole con sé nel suo disco "The Raven" (2003) e poi lo porta in tour, immortalando nel live "Animal Serenade" (2004) una versione unica di "Candy Says". Intanto Antony ha firmato per la label canadese Secretly Canadian, che nel 2004 ristampa il primo disco della band e poi pubblica l'EP "Fistful Of Love", una collaborazione con Lou Reed, a cui seguono il singolo "The Lake" a fine anno e nel 2005 il nuovo album "I Am A Bird Now".