Arab Strap

Arab Strap

Ancora una volta, la Scozia è la terra promessa della musica inglese.
Gli Arab Strap, però, non vengono da Glasgow, prevedibile epicentro di quanto di meglio accada in ambito indie dagli anni Novanta in avanti. Sono di Falkirk, descritta con efficacia dalla band stessa: "Un paese di m***a nella terra sterile tra Edimburgo e Glasgow". Niente vita, niente cultura, niente prospettive, solo pub, alcolisti, tossicodipendenti e gli hobby locali: risse e sveltine da quattro soldi.
Aidan Moffat e Malcolm Middleton nascono e crescono qui, frequentano il liceo e passano il tempo in qualche band locale o suonando da soli nelle loro camerette. Dopo diversi anni passati così, finiscono inevitabilmente per conoscersi e formare un gruppo, scegliendo come nome quello di un aggeggio erotico scovato su una rivista porno. Con loro ci sono David Gow (batteria) e Gary Miller (basso), ma questi e altri membri varieranno nel tempo.
Il primo demo viene inviato alla Domino e alla Chemikal Underground, label dei Bis e dei Delgados. Accasati presso la seconda, nel 1996 gli Arab Strap pubblicano il singolo "The First Big Weekend", una storia di comportamenti debosciati nel giorno in cui l'Inghilterra batte la Scozia 2-0 agli Europei, raccontata con giusto chitarra-drum machine-voce. La canzone impazza su Radio 1, seduce John Peel e finisce a fare da colonna sonora a uno spot della Guinness.
Vista l'accoglienza, a fine anno arriva il disco "The Week Never Starts Round Here", impregnato di musica minimalista (come nel singolo: elettronica, chitarra, voce e poco più), volutamente dimessa e nera come la pece. La critica acclama, ma le vendite languono. Nel 1997 escono il mini "The Girls Of Summer" e la cover di "Don't Die Just Yet" di David Holmes, ribattezzata "Holiday Girl", che finalmente trova la via delle classifiche.
Rinfrancati dal successo, gli Arab Strap ci riprovano nel 1998 con "Philophobia", bigino crudo di storie di amore e sesso, dolore e disillusione, narrate senza peli sulla lingua e con un pizzico di ironia. Il disco raggiunge la Top 40 e viene distribuito anche in America dalla Matador. Con solo due LP in curriculum, gli Arab Strap sono già considerati una delle band indie più straordinarie e originali della Gran Bretagna. Capaci, per di più, di show dal vivo semplicemente ipnotizzanti.
Si fanno sotto diverse etichette: alcune fuggono spaventate dalla personalità deviata dei due, la Go! Beat, invece, li convince a firmare un contratto offrendo la massima autonomia creativa e soprattutto più soldi. Nel 1999 (nel frattempo Middleton mette in piedi il suo progetto solista sotto lo pseudonimo di Lucky Pierre) esce il live "Mad For Sadness", seguito dall'EP "Cherubs " e dal disco "Elephant Shoe".
Questa volta le critiche colano meno lodi e le vendite non soddisfano. La label si rimangia la parola e domanda alla band di scrivere pezzi più accessibili, gli Arab Strap rifiutano e la rottura è inevitabile.
Tornati in grembo alla Chemikal, pubblicano un singolo nella serie "Fukd ID" (per la precisione, il volume numero 2), pompando come mai prima la sezione elettronica della loro musica. Ma già il nuovo album, "The Red Thread" (inizio 2001), segna il ritorno al classico stile narrastorie, umorale e onesto. Dopo il tour americano, Aidan si dedica a progetti extra e comparsate: con i Reindeer Section, insieme a Jason Famous (con il nome collettivo di Ben Tramer) e in altre scorribande sparse.
Nel 2002 gli Arab Strap vengono messi in animazione sospesa, per dare spazio appunto ai progetti paralleli: Aidan riesuma l'alter ego Lucky Pierre e poi forma i The Sick Anchors (con Stuart Braithwaite dei Mogwai). Anche Malcolm lancia il suo primo lavoro solista, "5:14 Fluoxytine Seagull Alcohol John Nicotine".
Un anno dopo il duo torna unito per incidere il suo quinto LP, "Monday At The Hug & Pint", e spende poi diversi mesi suonando dal vivo. Il 2004 scivola via senza troppe novità, il 2005 invece è colmo di eventi: due dischi solisti ("Touchpool" di Aidan e "Into The Woods" di Malcolm) e le registrazioni del nuovo Arab Strap, quel "The Last Romance" che esce a ottobre e riconferma, come se ce fosse ancora bisogno, la classe del duo. Poi parte il tour, prima in Inghilterra e nel 2006 in giro per il mondo.