NATALIE IMBRUGLIA

Genere: Pop NATALIE IMBRUGLIA

Mescola un modo di cantare che richiama Alanis Morissette e Lisa Loeb con le sonorità dei Portishead più orecchiabili. Debutta col botto e diventa una delle sensazioni pop più acclamate di fine anni Novanta. Il suo nome è Natalie Imbruglia, australiana ma di origini italiane (suo padre è di Lipari).
Natalie nasce il [... continua]

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NATALIE IMBRUGLIA: La biografia

Mescola un modo di cantare che richiama Alanis Morissette e Lisa Loeb con le sonorità dei Portishead più orecchiabili. Debutta col botto e diventa una delle sensazioni pop più acclamate di fine anni Novanta. Il suo nome è Natalie Imbruglia, australiana ma di origini italiane (suo padre è di Lipari).
Natalie nasce il 4 Febbraio 1975 a Berkleyvale, piccola cittadina costiera nello stato del New South Wales. Da sempre interessata al canto, comincia a prendere lezioni ‘serie’ soltanto all’età di 13 anni. Due anni dopo si trasferisce con tutta la famiglia a Sydney e inizia a frequentare anche una scuola di recitazione.
Gli studi durano poco, comunque: tempo sei mesi e abbandona i banchi per cominciare a lavorare su piccolo schermo: dopo essere stata la principessa dell’ananas per una pubblicità giapponese e aver recitato per altri spot più o meno importanti, entra nel cast della soap australiana "Neighbours" (la stessa in cui appare anche Kylie Minogue). Il successo comincia a sorriderle.
Nel 1994 decide di cambiare aria e si trasferisce a Londra. Inizialmente viene accolta a braccia aperte, soprattutto perché "Neighbours" è molto popolare, ma il calore dei britannici si raffredda presto e l’ambiziosa brunetta dagli occhi verdi passa un periodo nell’ombra. Niente di più provvidenziale, perché è proprio questo il momento in cui si rende conto che ciò che vuole veramente fare è scrivere canzoni.
Da qui a incidere un album il passo è gigantesco, ma la fortuna le sorride al bancone di un bar: è qui che per caso incontra Anne Barret, la sua futura manager. Lei la convince a incidere un demo con 4 canzoni e lo sottopone a RCA. Mossa azzeccata: l'etichetta si fionda da Natalie Imbruglia e la mette sotto contratto. È il 1996.
L’anno successivo esce l'album di debutto, "Left Of The Middle", anticipato dal singolo "Thorn", una canzone prodotta da Phil Thornalley dei Cure e precedentemente incisa da un’artista danese e una norvegese. Il brano la proietta in vetta alle classifiche inglesi, dove rimane per ben 14 settimane consecutive vendendo oltre 1 milione di copie. Le classifiche del resto d'Europa seguono a ruota e la trasformano nella nuova sensazione pop. Tanto che la cattivissima stampa specializzata britannica la riempie di complimenti, descrivendo il lavoro come "canzoni intelligenti, piene di forza interiore con una voce potente proiettata da una sicurezza intrinseca" (Melody Maker).
Sull'onda dell'entusiasmo anche l'album "Left Of The Middle" scala le classifiche, forte della collaborazione con produttori come Nigel Godrich (Radiohead) e Mark Goldenberg (Eels), e grazie anche ai brani "Wishing I Was There", "Big Mistake" e "Smoke" (oltre a "Thorn", naturalmente).
Segue un tour a cavallo fra il '97 e il '98 che tocca il Vecchio Continente, gli USA, il Giappone e l'Australia.
È nato una nuova regina pop? No: chissà come Natalie Imbruglia evapora alla stessa velocità con cui era diventata una star. Per tre anni di lei non si sa più nulla, se non grazie a qualche piccolo trafiletto nelle colonne di gossip (si parla di un flirt con Lenny Kravitz).
A fine 2001, però, Natalie ritorna più matura e piena di energia. Il nuovo album si intitola "White Lilies Island" e prende il titolo dall’isola sul Tamigi dove vive. Il disco, frutto di un lungo periodo lontano dai riflettori passato a riflettere sulle cose che veramente contano nella vita, è una piacevole e riuscita esplorazione nel guitar-rock melodico che ha reso famosi U2 e più recentemente i Coldplay, senza disdegnare influenze anni ’80, in particolar modo quella degli Eurythmics. La rinascita della Imbruglia sembra arrivare sotto i migliori auspici, grazie al traino del primo singolo ("That Day") che si guadagna un istantaneo airplay radiofonico e televisivo. Critica e pubblico confermano l'impressione e rispondono molto bene al secondo lavoro della cantautrice australiana.
Gli anni successivi sono all'insegna della versatilità: si inserisce nella colonna sonora dei film "Y Tu Mamá También" (2001) e "Mr.Deeds" (2002), sempre nel 2002 diventa uno dei volti di L'Oreal e poi sbarca al cinema interpretando un ruolo nel film "Johnny English" (2003, accanto a Rowan Atkinson e John Malkovich).
L'atteso ritorno discografico è datato aprile 2005, quando viene pubblicato "Counting Down The Days". Il nuovo album è nell'aria fin dal 2002, quando Natalie Imbruglia scrive gran parte dei brani che lo compongono. L'attesa di quasi 3 anni è motivata sia dagli altri impegni lavorativi sia dalla volontà di limare e riscrivere i brani, cercando di capire quale direzione prendere e come ottenere il massimo da sé e dai suoi collaboratori.

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