LACRIMOSA

Genere: Hard & Heavy LACRIMOSA

Dolenti e sinfonici, i Lacrimosa sono l'anima disperatamente gotica della musica rock. Una decina di album tutti diversi l'uno dall'altro, figli di una lenta evoluzione e di una ostinata coerenza artistica: la creatura di Tilo Wolff e Anne Nurmi è questo, amore e dolore, melodia e tormento. Prendere o [... continua]

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LACRIMOSA: La biografia

Dolenti e sinfonici, i Lacrimosa sono l'anima disperatamente gotica della musica rock. Una decina di album tutti diversi l'uno dall'altro, figli di una lenta evoluzione e di una ostinata coerenza artistica: la creatura di Tilo Wolff e Anne Nurmi è questo, amore e dolore, melodia e tormento. Prendere o lasciare.
Il nome inizia a girare sul finire del 1990, quando la scena underground svizzera accoglie con curiosità "Clamor", primo demotape registrato da Tilo Wolff sotto moniker Lacrimosa. Tilo è un tedesco che vive in Svizzera, è un genio, ha diciotto anni, un ciuffo bianco e le idee chiare. Per il suo progetto non cerca una casa discografica, la fonda: con la Hall Of Sermon si garantisce completa libertà artistica, creativa e progettuale. A diciannove anni Tilo Wolff ha una casa discografica e un gruppo con l'album d'esordio pronto a uscire: "Angst", anno 1991.
"Angst" è un disco maliconico e minimalista. L'impianto musicale è retto dal tappeto dark delle tastiere, ricamato dalla voce graffiante di Tilo che alterna momenti depressi a passaggi frenetici e psicotici. I testi, scritti e cantati in tedesco, ribadiscono l'umore generale, sbattendo la porta in faccia alla gioia di vivere: i Lacrimosa cantano la paura, la solitudine, la triste illusorietà dell'amore, la morte.
Tenebrosa quanto basta anche la copertina: una triste sagra di paese sotto un cielo coperto di nubi. Ideata dall'onnipresente Wolff e disegnata da Stelio Diamantopoulos, la cover di "Angst" presenta già tutte le linee portanti che caratterizzano l'artwork dei dischi dei Lacrimosa: bianco, nero e tanti toni di grigio, sapore generalmente plumbeo, un triste pierrot da qualche parte nella scena. Pierrot utilizzato anche nel logo della band.
Nel 1992 Tilo è già pronto col secondo disco, "Einsamkeit", che non sposta di molto le coordinate dell'esordio, pur iniziando a far intravedere una certa vocazione rock e dando spazio a chitarre e basso. La traiettoria presa dai Lacrimosa - o da Tilo Wolff, che è lo stesso - diventa chiara l'anno dopo: terzo album in tre anni, nel 1993 esce "Satura".
Depresso, lento e disperato come si conviene, "Satura" è però un disco rock. O almeno, dark-rock. Una reinterpretazione cupa e svizzera di certe sonorità dei Depeche Mode, il giusto apice della prima fase della creatura di Tilo. In copertina, Diamantopoulos disegna una cattedrale gotica attorno a una titanica donna nuda. Le prime avvisaglie del prossimo passo dei Lacrimosa.
Nel 1994, lavorando al quarto disco, Wolff incontra la bella e algida Anne Nurmi, finlandese, tastierista e voce delle Two Witches. È amore a prima vista, almeno sul piano artistico: Anne diventa membro fisso dei Lacrimosa, e finalmente si può iniziare a parlare di band - o meglio, di duo. Anche nelle retrovie il gruppo trova un po' di stabilità: tra tanti figuranti, al basso entra Jan Peter Genkel, musicista misurato ed eclittico che collaborerà, nel corso degli anni, con gente del calibro di Therion e Cradle Of Filth. Forte della sua nuova ciurma, Tilo guida i Lacrimosa verso le spiagge dell'heavy metal: nel 1995 esce "Inferno".
Con la sua infilata di suite cupe e maestose, "Inferno" non è un disco facile da ascoltare, ma è decisamente un gran disco. Quasi tutti i pezzi durano sopra i sette minuti, "Der Kelch Des Lebens" chiude la tracklist dall'alto dei suoi quattordici minuti. Non è roba per tutti, nonostante cambi di ritmo e un'andatura decisamente più sostenuta rispetto agli esordi. Anne fa capire subito di che pasta è fatta: scrive e canta in inglese (Tilo continua con l'amato tedesco), contrappunta angelica la voce rabbiosa di Wolff in "Copycat", pezzo atipico e rabbioso, al limite del trash. Pezzo che diventa un classico live del combo svizzero.
La nuova verve metal della band è ribadita nel disco successivo, "Stille", lacerante e armonioso, dipinto con progressioni ipnotiche e d'ampio respiro. Un lavoro riuscito, dove l'anima gotica dei Lacrimosa si declina maestosa in pezzi solenni come le colonne di una cattedrale. L'equilibrio raggiunto funziona, Tilo e Anne portano la band in giro per l'Europa e buttano sul mercato, nel 1998, un doppio live intitolato, senza sprechi di fantasia, "Live". Più sobri e spiccatamente rock, gli arrangimenti dal vivo funzionano alla grande senza tradire la vocazione intimista della band.
L'anno dopo i Lacrimosa tornano in studio, Genkel prende il controllo anche delle sei corde e il gruppo partorisce il suo grande capolavoro, il disco che consegna al mondo i nuovi maestri del gothic sinfonico: 1999, "Elodia". Tilo non si fa mancare niente: orchestra, arrangia e assolda la London Symphony Orchestra, scrive un concept su amore e morte, infila qua e là persino qualche apertura alla speranza e alla serenità. Nel disco più pomposo della carriera dei Lacrimosa, il lavoro sporco alla chitarra di Genkel si rivela la vera marcia in più: dialoga con l'orchestra da gran signore, ricama riff e assoli con l'eleganza dei maestri e quando serve picchia duro.
Esaurita la furia dei vent'anni, Tilo Wolff sembra essersi assestato sulla rimarchevole media di un disco ogni due anni: nel 2001 esce "Fassade", ancora più sinfonico e incalzante di "Elodia". Del minimalismo degli esordi resta ben poco, la cifra stilistica è ormai chiara: progressioni in mid tempos accumulando strumenti su strumenti, un appeal gotico e dark che sposa la fastosità del metal tedesco.
A "Fassade" segue "Echos", 2003, e Tilo e Anne spostano ancora il fulcro del loro discorso artistico. L'attitudine metal è messa in secondo piano, mentre il centro della scena è guadagnato dalla matrice classica del gruppo. Soluzioni di ampio respiro, chitarre elettriche che cedono il passo a strumenti e cori da orchestra, pezzi armoniosi e raramente aggressivi.
Nel 2004 Tilo lancia un nuovo progetto solista, al confina tra dark e industrial, gli SnakeSkin, ma l'anno dopo è già al lavoro con Anne sul suo figlio primogenito: nel 2005 i Lacrimosa festeggiano tre lustri di carriera con "Lichtgestalt".
Per il loro nono album in studio la band a mettere l'accento sulle componenti rock e metal della musica firmata Wolff-Nurmi: in "Sappire" Tilo si rimette addirittura a cantare growl a dieci anni di distanza dalla sfuriata vocale di "Copycat". I Lacrimosa hanno trovato un nuovo equilibrio tra la loro anima sinfonica e romantica e quella più metal e tormentata.

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