CYPRESS HILL

Genere: Rap & Hip Hop CYPRESS HILL

I Cypress Hill sono i re dell'hip-hop esaltato dalla marijuana e folgorato dal rock duro.
La loro formula ibrida e la loro retorica cimiteriale e ironica hanno avuto un'influenza enorme sull'hip-hop di tutti gli anni Novanta e sui generi (più o meno) derivati, fino al trip-hop inglese. Come tutte le teste [... continua]

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CYPRESS HILL: La biografia

I Cypress Hill sono i re dell'hip-hop esaltato dalla marijuana e folgorato dal rock duro.
La loro formula ibrida e la loro retorica cimiteriale e ironica hanno avuto un'influenza enorme sull'hip-hop di tutti gli anni Novanta e sui generi (più o meno) derivati, fino al trip-hop inglese. Come tutte le teste coronate, anche i re del rap-rock sono nudi: potenti, gonfi di groove stordente e geniali, nella loro carriera hanno spesso rasentato il ridicolo, talora diventando la parodia di se stessi.
Nei DVX - la prima incarnazione dei Cypress Hill formata nel 1986 - militano i fratelli cubani Sen Dog (al secolo Senen Reyes, nato nel 1965) e Mellow Man Ace, insieme ai compagni DJ Muggs (Lawrence Muggerud, 1968) e B-Real (Louis Freese, 1970), entrambi di Los Angeles. I quattro pionieri sperimentano una fusione insolita di gergo hip-hop e umori latini.
Nel 1988 Mellow Man Ace lascia e il gruppo si ribattezza Cypress Hill, ispirato dal nome di una strada. Continuano senza sosta ad esibirsi a Los Angeles e dintorni e finalmente nel 1991 arriva il contratto con la Ruffhouse/Columbia.
La fusione tra la voce nasale ed eccessiva di B-Real e i beat intossicati degli altri tre è fenomenale e il disco omonimo di debutto – anche se a scoppio ritardato – lascia un segno ciclopico. Una nube densa di marijuana aleggia sui loop bass'n'drum e sui testi della band, che si schiera apertamente a favore della liberalizzazione dell'erba: la scena del rock alternativo li adotta come icone e i singoli "How I Could Just Kill A Man" e "The Phuncky Feel One" diventano enormi hit underground.
Il secondo album, "Black Sunday" (1993), suona molto simile al primo, ma lancia i Cypress Hill direttamente in vetta alle classifiche, trascinati dall'anthem crossover "Insane In The Brain". Per un curioso fenomeno di slittamento estetico-musicale, il disco sfonda soprattutto nella comunità bianca suburbana mentre i fan dell'hip-hop duro e puro (e nero) si allontanano dalla band.
Nel 1995 il combo incendia il palco del quinto Lollapalooza e poi pubblica (con il nuovo accolito Bobo dietro le pelli) il terzo LP. "Temples Of The Bloom" è un altro oggetto misterioso e scatena reazioni bizzarre: più tetro e nero che mai, viene linciato dalla critica, ma riguadagna ai Cypress Hill una certa credibilità hip-hop.
Invece di approfittare di uno status nuovamente solido come cemento, la band si affloscia. Sen Dog abbandona la nave nel 1996 e in quell'anno Muggs è troppo impegnato con il suo progetto solista per pensare ad altro. Quando poi "DJ Muggs Presents The Soul Assassins" (1997) esce sul mercato con risultati stupefacenti, sembra che la sorte dei Cypress Hill sia segnata. Invece, nel 1998 Sen rientra nei ranghi e la band incide "IV", non all'altezza dei primi album, ma gonfio di una ritrovata carica tellurica; due anni dopo il combo pubblica il doppio "Skull And Bones": un cd di stoned hip-hop sui generis e uno di materiale percorso da scosse di rock pesante, funky grumoso, blues rovente. Il singolo "Superstar" compare – significativamente – in due versioni: una per ogni anima dei Cypress Hill.
Il flirt con il rock intensifica le sue bordate in "Stoned Raiders" (2001): a dieci anni di distanza dal primo album, la band macina riff spessi e sconvolgenti e li incendia con un rap furibondo. Paradossalmente, a lasciare perplessi sono proprio i pezzi hip-hop più canonici. Ennesima (mini) crisi d'identità?
Nel 2004 il quartetto ci riprova con l'ennesimo album registrato in studio: "Till Death Do Us Part" è un disco eterogeneo, quindi segnato dall'abituale calderone di generi (hip hop, metal, ska, reggae e dub), che rispecchia la natura ibrida della band.
Si passa con disinvoltura da un gangsta rap ("Can't Stop the Gunshot") alla musica latina di "Latin Thugs" registrato con il portoricano Tego Calderon, da "Last Laugh" prodotto con i Prodigy alla dancehall di "Ganja Bus" con la presenza del figlio d'arte Damian Marley. Il singolo trainante è però "What's Your Number?", riprodotto in salsa Clash ("Guns of Brixton", per la precisione) con l'ausilio della chitarra di Tim Armstrong dei Rancid. Quasi un compendio di 15 anni di storia dei Cypress Hill ma formulato con pezzi inediti.

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