PLACEBO

Genere: Rock PLACEBO

La versione glam dei Nirvana?
La somma efebica di Pixies + Sonic Youth + David Bowie?
Un enigma sessuale che suona rock'n'roll?
I Placebo (in formazione tipo) sono Brian Molko, Stefan Olsdal e Steve Hewitt. Il primo incontro tra Brian, meticcio [... continua]

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PLACEBO: La biografia

La versione glam dei Nirvana?
La somma efebica di Pixies + Sonic Youth + David Bowie?
Un enigma sessuale che suona rock'n'roll?
I Placebo (in formazione tipo) sono Brian Molko, Stefan Olsdal e Steve Hewitt. Il primo incontro tra Brian, meticcio anglo-scozzese allevato in Inghilterra, e lo svedese Stefan, avviene alle scuole elementari che i due frequentano in Lussemburgo. Un'amicizia che si perde subito dopo, ma il destino li fa incontrare di nuovo nella metropolitana di Londra, nel 1994, e i due decidono di iniziare a suonare insieme con il nome – che dura poco – di Ashtray Heart.
Alla batteria si alternano, a seconda delle contingenze, prima Robert Schultzberg e poi Steve Hewitt, il preferito, che all'inizio oscilla tra i suoi Breed e la creatura di Molko e Olsdal; solo più tardi entrerà nella band in pianta stabile.
L'ispirazione è il rock rumorista, alieno, psicotropo di Sonic Youth, Pixies, Smashing Pumpkins e Nirvana (impossibile prescindere), contaminato da visioni crooner (Tom Waits) ed estetica glam (David Bowie). Dopo il primo singolo "Bruise Pristine" per la label indie Fierce Panda e un assaggio fugace di successo con un altro singolo, "Come Home" (1995, sotto Deceptive Records), arrivano da una parte l'interessamento della Hut Recordings e dall'altro proprio quello del Duca Bianco, sua altezza David Bowie, che li vuole con sé per aprire alcune sue date europee.
Esce nel 1996 l'album d'esordio dal titolo "Placebo", che irrompe nella scena pop inglese - frou frou e anestetizzata - con una dose tossica di ambiguità sessuale e macina risultati eccellenti sia di critica che di vendite: grazie a singoli d'urto come "Nancy Boy" e la già nota "Bruise Pristine", l'LP raggiunge il quinto posto della classifica inglese.
Gli enigmatici Placebo sono a tutti gli effetti sensazionali, e si guadagno il diritto di suonare di spalla nei concerti di mostri sacri come Sex Pistols (quelli patetici della reunion, ma il nome glorioso rimane), U2 e Weezer. Finalmente Molko e Olsdal convincono Hewitt a diventare un Placebo a tempo pieno e scaricano Schultzberg, mai troppo amato. Nel 1997 Bowie invita il trio ad esibirsi al Madison Square Garden in occasione della festa per il suo cinquantesimo compleanno.
"Without You I'm Nothing", registrato negli studi Real World di Bath con la produzione di Steve Osborne (U2 e Happy Mondays), esce nel 1998 direttamente per la Virgin, casa madre della Hut. L'album è nero come la pece, torbido e conturbante; biglietto da visita di vorace efficacia è il singolo "Pure Morning", che si piazza subito al quarto posto della chart d'oltremanica.
Nel frattempo si interessa a loro anche Michael Stipe, leader dei REM, che invita la band a partecipare al film culto sul glam rock "Velvet Goldmine" sia come attori che come musicisti: la band per l'occasione incide una cover di "20th Century Boy" dei T-Rex.
Sempre in tema di collaborazioni eccellenti, Bowie fa una capatina sul palco durante un concerto newyorkese del trio e poi registra insieme a loro una nuova versione della canzone "Without You I'm Nothing", che esce come singolo nel 1999. Il terzo, abrasivo disco "Black Market Music" (ottobre 2000) riconferma la popolarità dei Placebo; ospiti speciali sono Rob Ellis (già a fianco di PJ Harvey), Caroline Finch dei Linoleum e il rapper americano Justin Warfield. Mostruosamente gonfi di se stessi e di droga, coscienti di essere un autentico fenomeno, i Placebo vivono un periodo trionfale, scandito da singoli clamorosi ("Black Eyed", "Special K", "Taste In Men", "Slave To The Wage") e chiuso da un tour lungo sei mesi.
In mezzo, ci sta anche l'incursione unna sul palco di Sanremo: i Placebo salgono, suonano l'inno tossico di "Special K" e spaccano chitarra e amplificatore, con sommo disappunto della Carrà e delle prime file dell'Ariston.
A fine 2001 i tre si rimettono all'opera sul nuovo album, ognuno per conto proprio. Molko si dedica anche a qualche uscita defatigante: canta in una canzone degli Alpinestars e prende parte al progetto "Trash Palace". Poi, l'incontro con il rock strafottente e sarcastico dei Queens Of The Stone Age, al festival australiano Big Day Out, smussa gli atteggiamenti da superstar dei Placebo: Homme, Oliveri e soci sono forse, al momento, la band migliore del mondo. Un bagno di umiltà che è un toccasana.
Al momento di concretizzare, il lavoro incrociato a distanza si rivela molto produttivo: i Placebo entrano in studio nell'estate del 2002 con 25 canzoni allo stato grezzo, da registrare e limare fino al traguardo di un rock enorme e tirato a lucido dall'elettronica (così promette Molko). Alla produzione c'è Jim Abbiss, l'uomo dietro UNKLE, DJ Shadow e The Music: una garanzia di successo.
E in effetti, "Sleeping With Ghosts" (pubblicato nel 2003) funziona: oscuro e umorale, sprofonda nell'abisso delle ossessioni e riemerge in fucilate rock da lasciare stecchiti. "The Bitter End", il primo singolo estratto, non lascia dubbi: i Placebo sono in piena forma e lo dimostrano anche nel tour.
Nel 2004 Molko e compagni pubblicano la raccolta "Once More With Feeling: Singles 1996 - 2004" (con due inediti: il singolo "Twenty Years" e "I Do") e festeggiano con un clamoroso concerto sold out a Wembley, durante il quale ospitano Robert Smith per le emozionanti esecuzioni di "Boys Don't Cry" e "Without You I'm Nothing".
In estate si rifugiano nel sud della Francia per comporre il nuovo materiale, registrato poi in una manciata di mesi nel 2005 ai Rak Studios, insieme al produttore Dimitri Tivokoi. Questa volta i Placebo decidono di ripulire il suono da qualunque infezione elettronica, riscoprendo un rock affilato ed essenziale che li riporta ai loro esordi. Placebo nudi e crudi. Muta anche l'immagine: ormai maturo e conscio dei propri mezzi, Molko si ripulisce dagli atteggiamenti scioccanti del passato. Non ne ha più bisogno.
"Meds" è mixato da Flood, noto per il lavoro con U2 e Smashing Pumpkins, e vanta la partecipazione di VV dei The Kills. Accompagnato dal singolo "Because I Want You", esce nel 2006 e dà il via a un intenso tour mondiale.
Nel 2009 i Placebo tornano con una nuova line-up e un nuovo album.
I rapporti all'interno del gruppo si erano appesantiti in seguito al tour massacrante legato all'uscita del precedente 'Meds' (tour che li vide suonare negli stadi del Cile, Messico, Brasile, Francia, Germania). Così Steve Hewitt, il batterista dei Placebo dal 1996, decise di fermarsi. E' comprensibile infatti una battuta d'arresto emotiva dopo 4 album da più di un milione di copie di vendite a testa e tour infiniti intorno al globo ripetuti più e più volte.
Steve Hewitt è stato così sostituito da Steve Forrest: 22 anni, californiano. La band lo aveva notato nel 2006 in una delle date americane. Suonava la batteria negli Evaline, support act del tour USA. Brian spiega "stavamo cercando qualcuno che potesse travolgerci col suo entusiasmo, che potesse sperimentare per la prima volta tutte le cose già sentite da noi e finisse col farci tornare ad essere dei ragazzini".
Musicalmente rinfrescata dalla nuova line-up, la band ha poi deciso di cambiare il business che li circondava. Una volta concluso il loro contratto con Virgin i Placebo si sono sentiti riluttanti all'idea di tornare nei meccanismi di un'etichetta major. Hanno così afferrato la grande opportunità dell'assoluta libertà creativa auto-finanziandosi la registrazione del nuovo album "Battle For The Sun" e dando il disco coraggiosamente in licenza e distribuzione a diverse etichette indipendenti, territorio per territorio, partendo dalla PIAS per l'Europa.
Il 16 settembre 2013 esce il settimo album di inediti della band, intitolato "Loud Like Love". Il disco è stato prodotto da Adam Noble e contiene dieci brani inediti.

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