L'unicità dei Karate – molto, molto di più di una semplice college-rock band – deriva senza dubbio dalle eterogenee influenze dei suoi membri.
Il gruppo vede la luce nel 1993 in quel dell'università di Boston. A dare vita ai Karate ci pensano
Gavin McCarty (batteria),
Geoff Farina (chitarra e voce) e lo studente di medicina
Eamonn Vitt (basso), che abbandonerà i compagni nel 1997 per seguire la sua vocazione di medico. Sempre nel 1993, il frontman Farina forma un'altra band insieme all'artista Jodi Buonanno, i
Secret Stars, con i quali, nell'arco di cinque anni, pubblica due album ("Secret Stars" e "Geneologies"). Al trio si aggiunge nel 1995 il bassista
Jeff Goddard, il cui ingresso nella band permette a Vitt di slittare alla seconda chitarra.
Il background musicale della band universitaria è dei più eclettici: Farina, diplomato al Berklee College of Music, è un provetto jazzista con una smodata (e comprensibile) passione per
Joy Division, Philip Glass, Run DMC e la vecchia scuola hip-hop; Goddard viene dal conservatorio dove ha compiuto studi classici, McCarty (altro diplomato al Berklee) e Vitt hanno origini blues e punk. Tutto questo, naturalmente, si riflette nella musica dei Karate e nella sua evoluzione verso una personale sintesi di rock moderno.
Il primo singolo, "Death Kit", arriva nel 1994 – quando il gruppo firma con l'etichetta indipendente Southern Record - e rappresenta una perfetta commistione di punk, lo-fi e post-rock, in una sintesi che ricorda i seminali Pixies e Pavement. L'anno seguente esce il secondo mini, lo split con i Lune "The Schwinn". Dopo una massiccia esperienza live, che affina la coesione della band, arriva nel 1996
il disco omonimo, che segna il vero e proprio debutto discografico dei Karate. L'album risente delle influenze punk e college-rock in voga nella scena indie USA del periodo, così come sarà per "
In Place Of Real Insight", che viene pubblicato nel 1997 poco prima del ritiro di Vitt.
Il 1998 è un anno decisivo per il gruppo, ormai diventato un trio: esce "
The Bed Is In The Ocean" (gran titolo), una vera e propria svolta. Le chitarre distorte lasciano posto ai suoni caldi e agli assolo vibranti che emergono dal passato jazz di Farina, senza però rinunciare a quell'atmosfera lo-fi che è il marchio di fabbrica del gruppo.
La conferma definitiva dell'evoluzione sofisticata dei Karate arriva nel 2000, anno in cui la band pubblica "
Unsolved" (che uscirà in Italia solo un anno dopo). Le 9 track presenti nell'album sembrano frutto di una jam-session fra un consolidato gruppo di jazzisti che strizzano l'occhio al rock e al blues, tutto condotto con sano orgoglio di band indipendente.
Nel 2001 è la volta del bizzarro e fascinoso super-mini "Cancel/Sing": due canzoni, 25 minuti di post-rock dilatato, con sommesse e diffuse reminiscenze jazz. I Karate intraprendono la strada dell'astrattezza e della rarefazione, senza sfociare nel caos e nella cancellazione della forma, ma utilizzando il songwriting come creta malleabile. Un indubbio passo avanti; eppure, l'atteso nuovo LP "
Some Boots" (2002) lascia perplesso più di un critico: troppa dispersione, troppi assolo. Senza contare che il metodo della scrittura automatica usato per comporre i testi aumenta lo smarrimento. Ma la qualità, il talento, le intuizioni restano.
Il 2003 è anno di celebrazioni: i Karate compiono dieci anni. Farina, comunque, spende gran parte del suo tempo (come sempre) lontano dai compagni, rifugiato nella casa-studio
Naragansett Grange Hall a Rhode Island in compagnia dell'amica e collaboratrice Buonanno, suonando drum machine e riparando amplificatori rotti, oltre che portando avanti diversi progetti, dai dischi solisti ai Secret Stars.
All'inizio del 2004 Farina parte per una tournée americana in solitaria, poi al ritorno rimette in pista i Karate. L'agenda degli impegni è fittissima: tour europeo (Italia compresa, dove Geoff già che c'è incide materiale con gli Zu), registrazioni per un volume di "
In The Fishtank" (una serie di album sperimentali) della label Konkurrent, pubblicazione del nuovo disco "
Pockets" con Chis Brokaw alla chitarra, e ancora concerti negli Usa, in Giappone e nel 2005 ancora in Europa.