AVITABILE, ENZO

Genere: R&B, Soul & Reggae AVITABILE, ENZO

Sassofonista di grandissimo talento (ha suonato con mostri sacri come James Brown e Richie Havens), Enzo Avitabile, artista partenopeo dall'anima profondamente black, è anche autore di brani straordinari, ricchi di contaminazioni Soul, blues, Funky.
Enzo Avitabile nasce a Napoli nel 1955.
Inizialmente [... continua]

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AVITABILE, ENZO: La biografia

Sassofonista di grandissimo talento (ha suonato con mostri sacri come James Brown e Richie Havens), Enzo Avitabile, artista partenopeo dall'anima profondamente black, è anche autore di brani straordinari, ricchi di contaminazioni Soul, blues, Funky.
Enzo Avitabile nasce a Napoli nel 1955.
Inizialmente autodidatta, frequenta successivamente il conservatorio S. Pietro a Maiella, diplomandosi in flauto. Negli anni seguenti collabora con tutti i più grandi artisti partenopei degli anni '80, da James Senese a Pino Daniele fino a Edoardo Bennato, e incide il suo primo disco nel 1982. L'album si chiama "Avitabile" e non è certo il suo lavoro più maturo, eppure ascoltandolo è già possibile cogliere lo spirito di apertura verso altri generi tradizionalmente poco affini alla musica italiana, come il blues e il soul.
Con il secondo album, "Meglio Soul", continua la sua evoluzione musicale e intanto aumenta la sua notorietà. Il disco, prodotto dalla EMI, vede la partecipazione del grande Richie Havens ("Goepel Mio").
La propensione di Avitabile verso la musica nera si fa ancora più marcata nei successivi lavori: "Correre In Fretta", del1984, e soprattutto "S.O.S. Brothers" del 1986. Con quest'ultimo disco, grazie a straordinari brani cone "Soul Express", "Sos brothers", "Mamma Che Caos" e "Sorridimi", Avitabile riesce a convincere ed entusiasmare sia critica che pubblico. Il disco, prodotto senza risparmio, si distingue anche per l'apporto grafico del grande disegnatore Andrea Pazienza.
Il successo di vendite è notevole e lo proietta immediatamente nell'olimpo dei musicisti che contano, come uno dei più innovativi e dirompenti del panorama.
Va detto, a onor del vero, che le contaminazioni decisamente black e il linguaggio ibrido italiano/partenopeo/inglese (un po' da scugnizzo dell'immediato dopoguerra) presenti nei suoi dischi non devono meravigliare più di tanto. Enzo Avitabile fa parte, in quegli anni, di quella straordinaria e irripetibile corrente di 'blus partenopeo', che vede i suoi massimi esponenti in James Senese e Pino Daniele.
Semmai Avitabile, da musicista vero qual'è, non si limita fare da gregario ai suoi maestri, ma offre una sua personale interpretazione del fenomeno, con una più marcata colorazione soul e funky e testi (anche per le pressioni della Emi) prevalentemente in italiano.
Passano due anni prima di un suo nuovo rientro in studio. Altrettanto trascinante musicalmente, "Alta Tensione" (1988) conserva molta della carica del suo illustre predecessore. Si tratta di un lavoro interessante e musicalmente molto valido che, come nelle sue produzioni successive, prende la direzione precisa del messaggio sociale e politico. Nello stesso anno incide "Street Happiness" (maxi-single e 45 giri) con gli Afrika Bambaata. Poi, nel 1990 esce "Stella Dissidente", album un po' interlocutorio e senza il pathos dei precedenti, che segna l'inizio di un periodo avaro di soddisfazioni.
È in realtà una vera e propria crisi di identità. Avitabile (cedendo probabilmente alle pressioni della sua etichetta) prova a rinnovare il suo look e si ripresenta sulle scene dimagrito e tirato a lucido, ma soprattutto affiancato da Corrado Rustici e da generici session man ingaggiati per l'occasione.
Si tratta evidentemente di un notevole sforzo di produzione orientato a rilanciare la sua immagine (la Emi evidentemente continua a credere nelle sue capacità), che finisce però per snaturare l'artista e aumentare il suo smarrimento artistico. Il disco che ne viene fuori, "Enzo Avitabile" (1991), è indubbiamente ben confezionato e presenta spunti interessanti (come "Vide C'O Teng" in dialetto napoletano) ma non riscuote il successo sperato.
A questo punto, visto il momento particolare che sta vivendo, Avitabile si prende un lungo periodo di riflessione in cui si dedica quasi completamente al suo grande amore: il sax.
Per un ritorno sulle scene bisogna aspettare il 1994. "Easy", il suo ottavo disco, presenta un soul più 'facile' e orecchiabile (ma non commerciale), ha tutte le carte in regola per arrivare anche al grande pubblico (memorabile il duetto con Randy Crawford in Leave me or love me). Quando però la Emi (con la quale il rapporto non è mai stato idilliaco) cerca di convincerlo a partecipare a Sanremo, si arriva alla rottura definitiva.
È una svolta nella carriera dell'artista e un passaggio epocale: da questo momento Enzo Avitabile è libero, nel bene e nel male, di scrivere quello che sente dentro.
Così, nel 1996 esce "Addo'", che segna il definitivo abbandono dell'italiano in favore del dialetto napoletano. Per chi ha ascoltato questo disco (non così tanti, purtroppo) c'è un unico verdetto: è un capolavoro. Avitabile ci mette tutto quello ha da dare e che ha accumulato negli anni, senza risparmiarsi in alcun modo.
Negli anni che seguono l'attività di Avitabile rimane intensa e ricca di concerti, manifestazioni e illustri collaborazioni.
Tuttavia ln suo lavoro, un po' per sua scelta, un po' per l'assenza di un'adeguata produzione alle spalle, non riesce più a raggiungere il grande pubblico.
Con l'unica eccezione nel 1999, quando conosce il cantautore africano Mory Kante. Dal sodalizio vengono fuori due brani composti a quattro mani ("Mane E Mane" e "O Issa") e un album davvero straordinario che riporta per qualche tempo all'attenzione della stampa internazionale. Il disco si chiama "O Issa" e, rispetto al precedente, appare più maturo, attuale, etnico e pieno di contaminazioni di ogni genere (i guadagni, inoltre, sono interamente devoluti all'Unicef).
Poi Avitabile, accompagnato dai suoi Bottari Di Portico, torna alla sua vita fatta di concerti in piazze, centri sociali, festival, ma sempre rigorosamente al di fuori dei circuiti ufficiali. Negli ultimi anni è infatti quasi impossibile conoscere la sua musica se non ascoltandolo suonare live (ma ne vale davvero la pena). L'ultimo rientro in studio è del 2004 e l'album, "Salvamm'O Munno", è stato pubblicato dalla etichetta alternativa Il Manifesto e distribuito prevalentemente nelle edicole.

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