LITTLE TONY

Genere: Pop LITTLE TONY

Faccia pulita e ciuffo battagliero, Little Tony è la risposta mediterranea alle rockstar americane degli anni Sessanta. Mescolando l'attitudine del suo idolo Elvis Presley con la passionalità della canzone italiana, ha saputo farsi amare dalle mamme quando ancora erano ragazze e ha fatto breccia anche nel cuore [... continua]

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LITTLE TONY: La biografia

Faccia pulita e ciuffo battagliero, Little Tony è la risposta mediterranea alle rockstar americane degli anni Sessanta. Mescolando l'attitudine del suo idolo Elvis Presley con la passionalità della canzone italiana, ha saputo farsi amare dalle mamme quando ancora erano ragazze e ha fatto breccia anche nel cuore delle figlie.
Antonio Ciacci nasce a Tivoli il 9 febbraio 1941 in una famiglia di musicisti originari di San Marino. Il padre, Novino, suona musica di tradizione in teatri, locali e taverne insieme a due zii. Anche i fratelli di Antonio finiscono per appassionarsi alle sette note, Enrico mostra un gran talento per la chitarra e Alberto è un buon fisarmonicista. Il più giovane dei Ciacci, dal canto suo, sembra abbastanza indifferente al tutto, suona giusto qualche percussione ma svogliatamente.
Il suo animo si infiamma verso i tredici anni, quando dall'America arriva la più grande invenzione del secolo: il rock'n'roll. Little Richard e Bill Haley diventano degli idoli da imitare, anche i fratelli si lasciano travolgere dalla nuova passione di Tony.
Si dice che l'occasione di fare sul serio capiti ai tre ragazzini grazie a un gruppo di turisti americani. Il padre sta cantando canzoni napoletane in un ristorante, la comitiva chiede del rock'n'roll, i giovani Ciacci sono presenti per caso e si impossessano degli strumenti. Da lì non li ferma più nessuno: si esibiscono in balere, ristoranti, osterie, feste di paese, teatri. È in uno di questi, allo Smeraldo di Milano, che l'impresario inglese Jack Good li nota e li convince a trasferirsi al di là della Manica.
Dal 1958 al 1960, facendo spola tra Italia e Inghilterra, Little Tony And His Brothers pubblicano un buon numero di singoli tra cui "Lucille", "Johnny B.Good" e "Shake, Rattle And Roll". Il rock dei fratelli Ciacci ottiene buoni riscontri, pur restando praticamente sconosciuto in patria.
La prima vera occasione per sfondare in Italia capita a Little Tony nel 1961, quando va al Festival di Sanremo a cantare "24.000 Baci" inieme ad Adriano Celentano. L'attenzione è tutta per il molleggiato, già sulla strada del divismo, ma il secondo posto ottenuto dalla canzone è comunque un buon trampolino.
Nel 1961 il cantante di Tivoli inizia anche a collaborare con il cinema, facendo qualche comparsata e scrivendo canzoni per film quali "5 Marines Per 100 Ragazze", "Rocco E Le Sue Sorelle", "Pugni, Pupe E Marinai". Per il primo successo discografico, però, bisogna aspettare l'anno dopo: " Il Ragazzo Col Ciuffo" (1962) porta Little Tony nelle zone alte delle classifiche italiane.
Nel 1963 il buon momento è confermato da "T'Amo E T'Amerò" e dal secondo posto al Cantagiro con "Se Insieme A Un Altro Ti Vedrò", scritta dal fratello Enrico. Dopo una tournée in America, Little Tony è pronto per il suo secondo Sanremo, questa volta da protagonista con "Quando Vedrai La Mia Ragazza" (1964).
Nel 1966 l'Elvis italiano punta a sbancare il Cantagiro con "Riderà", arriva secondo ma batte il vincitore, Gianni Morandi, al botteghino. Nonostante il boom del rock'n'roll sia abbondantemente finito, è proprio in questi anni che Little Tony conosce il suo massimo successo. Nel 1967 presenta a Sanremo l'immortale "Cuore Matto", che lo consacra definitivamente e resta tra i primi posti nelle classifiche discografiche per dodici settimane consecutive.
Il cinema inizia a cercarlo insistentemente: Corbucci lo vuole per "Marinai In Coperta", "Riderà - Cuore Matto" e "Cuore Matto... Matto Da Legare", tutti del 1967. Little Tony diventa uno dei grandi protagonisti della stagione dei musicarelli, film prodotti e consumati velocemente costruiti attorno ai divi emergenti della canzone leggera. Tra il 1968 e il 1970 interpreta, tra gli altri, "Zum Zum Zum", "Donne, Botte E Bersaglieri", "Zum Zum Zum 2" e "Viva Le Donne".
Nel 1968 Little Tony è di nuovo a Sanremo con "Un Uomo Piange Solo Per Amore", durante l'autunno partecipa a Canzonissima dove lancia "Lacrime" e "La Donna Di Picche". Nel 1969 "Bada Bambina", altro successo sanremese, chiude i conti con la Durium. Tony fonda un'etichetta propria, la Little Records, con cui inciderà "Ritornerà", "Come Un Anno Fa" e "La Spada Nel Cuore", cantata con Patty Pravo al Festival del 1970.
L'onda lunga del successo, però, sembra destinata a esaurirsi, i gusti del pubblico cambiano e le nuove leve incombono. Negli anni Settanta il ciuffo di Tivoli tiene un profilo più basso, piazza pochi successi da classifica ma può contare su una base di appassionati vasta e diffusa in tutto il mondo.
Due, comunque, i picchi discografici: nel 1974 "Cavalli Bianchi" riporta Little Tony a Sanremo, nel 1975 il disco "Tony Canta Elvis" lo vede interpretare i grandi classici del suo idolo.
Con gli anni Ottanta Tony fonda, insieme ad altre due vecchie glorie ancora lontane dal pensionamento, i RoBoT. Con lui ci sono il finto rivale Bobby Solo e Rosanna Fratello, i tre incidono il singolo "Ma In Fondo L'Africa Non È Così Lontana" che diventa sigla di Buona Domenica.
Ma la firma più importante agli anni Ottanta Little Tony la mette scrivendo la sigla del telefilm Love Boat, "Profumo Di Mare" (1982), canticchiatissimo pezzo cult.
Negli anni Novanta, cavalcando l'onda del revival, l'Elvis nostrano torna a fare la parte del leone partecipando a trasmissioni televisive come Una Rotonda Sul Mare, Buona Domenica e Premiatissima. Approfittando della nuova visibilità pubblica "Johanna", "Se Io Fossi Nato In Texas" e il best of "Le Mie Più Belle Canzoni".
Anche a sessant'anni suonati, Little Tony continua a porsi come rockettaro spensierato, nostalgico emulo del maestro Elvis Presley. A qualcuno fa tenerezza, molti lo adorano, sta simpatico a tutti e il suo carisma resta trascinante come ai tempi d'oro. Nel 2003 torna anche al Festival di Sanremo, in compagnia dell'amico di sempre Bobby Solo con "Non Si Cresce Mai", pezzo tutta grinta e mestiere. L'anno dopo si toglie lo sfizio di spopolare perfino in discoteca, registrando "Figli Di Pitagora" (2004) insieme a Gabry Ponte.
Nel 2006, durante un concerto in Canada, viene colpito da un infarto. Lo supera brillantemente, dopo poche settimane è di nuovo in pista: niente sembra poter fermare la sua voglia di suonare e di stare in mezzo al pubblico.

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