CATERINA CASELLI

Genere: Pop CATERINA CASELLI

Da reginetta del beat a guru della produzione italiana.
Nata a Modena il 10 aprile del 1946, ma cresciuta a Sassuolo, Caterina Caselli a quattordici gira già per palchi e balere della sua zona in veste di cantante e bassista della band Gli Amici; a diciotto, nel 1964, partecipa al Festival di Castrocaro nella [... continua]

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CATERINA CASELLI: La biografia

Da reginetta del beat a guru della produzione italiana.
Nata a Modena il 10 aprile del 1946, ma cresciuta a Sassuolo, Caterina Caselli a quattordici gira già per palchi e balere della sua zona in veste di cantante e bassista della band Gli Amici; a diciotto, nel 1964, partecipa al Festival di Castrocaro nella categoria Voci Nuove: arriva solo in semifinale, ma viene notata dall'abile discografico Alberto Carish, che ne intuisce le potenzialità.
Dopo aver firmato con la neonata casa discografica milanese MRC, registra il singolo d'esordio "Sciocca/Ti Telefono Tutte Le Sere", che si rivela un fiasco. Per la Caselli arriva però una seconda e più fortuna occasione: nel 1965 si esibisce a Roma, prima al Capriccio e poi al mitico Piper, dove attira l'attenzione di Ladislao Sugar, numero uno dell'etichetta CGD, che la mette sotto contratto.
Partecipa quindi al Cantagiro con "Sono Qui Con Voi" (versione italiana di "Baby Please Don't Go" dei Them) e, avvenimento decisamente più importante, al Festival di Sanremo del 1966. In coppia col cantante statunitense (all'epoca molto noto) Gene Pitney, la Caselli presenta "Nessuno Mi Può Giudicare": il pezzo, seppure non vince, ottiene un successo di pubblico straordinario, lanciando la cantante con il soprannome di Casco d'oro, per via della pettinatura bionda a caschetto (creazione dei parrucchieri milanesi Vergottini) con cui si era presentata sul palco di Sanremo.
La canzone resta al primo posto della classifica per ben nove settimane e sull'onda del successo la Caselli gira anche un omonimo film con Gion Bramieri e Nino Taranto. Nel frattempo "Nessuno Mi Può Giudicare" viene tradotta ed esportata all'estero: in Spagna diventa "Ninguno Me Puede Juzgar", mentre in Francia, con il titolo "Baisse Un Peu La Radio", viene portata al successo dalla cantante Dalida. Segue un'altra hit, la cover dei Rolling Stones in versione italiana "Tutto Nero".
Anno davvero fortunato il 1966: la Caselli vince il Festivalbar con "Perdono" (altro grandissimo successo di vendite) e si piazza quarta al Disco Per L'Estate con "L'Uomo D'Oro"; gira un altro film, questa volta ispirato a "Perdono", e pubblica il suo primo 33 giri, dal titolo "Caterina Meet The We Five", realizzato con la band inglese We Five.
Il 1967 si apre con un'altra partecipazione al Festival di Sanremo: questa volta è in coppia con Sonny & Cher e presenta la canzone "Il Cammino Di Ogni Speranza", che non riesce a vincere ma si rivela una buona hit da classifica, seppur non ai livelli di "Sono Bugiarda", cover italiana della celeberrima "I'm A Believer" di Neil Diamond e portata al successo dai Monkees nel 1966.
Dopo aver pubblicato l'album "Diamoci Del Tu", la Caselli si dedica al cinema recitando nel solo 1967 in ben quattro pellicole: "Io Non Protesto, Io Amo", film musicale nel quale ha una parte anche Mario Girotti, il futuro Terence Hill; "Quando Dico Che Ti Amo", altro film musicale in cui compaiono molti cantanti noti dell'epoca, da Enzo Jannacci a Tony Renis; "Play Boy – Sono Bugiarda", dove canta nel ruolo di se stessa; e infine "Una Ragazza Tutta D'Oro", musicarello con Iva Zanicchi, Patty Pravo e Rocky Roberts.
Il 1968 è ancora un anno di grandi successi: "Carnevale", che si piazza seconda a Canzonissima, e "Il Volto Della Vita, cover di "Days Of Pearly" del folk-singer nordirlandese David McWilliams che vince il Cantagiro. Ma il 1968 vede l'uscita anche della splendida "Insieme A Te Non Ci Sto Più", il cui testo porta la firma di un giovane Paolo Conte, all'epoca ancora paroliere: piccolo gioiello di cantautorato pop, è una canzone destinata a rimanere per sempre impressa nell'immaginario collettivo degli italiani, tanto che nel 1984 Nanni Moretti la inserirà in dei suoi film più belli, "Bianca".
Tra il 1969 e il 1971 la Caselli torna a Sanremo per tre edizioni consecutive: prima in coppia con Johnny Dorelli (la loro "Il Gioco Dell'Amore" arriva in finale), poi con Nino Ferrer (ancora in finale grazie a "Re Di Cuori") e infine al fianco dei Dik Dik con il brano "Ninna Nanna". Nel frattempo c'è stato il matrimonio con Piero Sugar, figlio di Ladislao, titolare della Sugar Music, al quale segue la nascita del primogenito Filippo nel 1971.
Dopo una manciata di singoli, nel 1975 la cantante di Sassuolo decide di ritirarsi dalle scene e dal 1978 si dedica a tempo pieno all'attività di produttrice e talent-scout fondando l'etichetta Ascolto, finanziata dalla CGD, alla quale verrà in seguito fusa: è l'inizio di una seconda carriera fortunatissima e costellata di scoperte e intuizioni sorprendenti. In questa prima fase della sua nuova attività, tra la fine dei '70 e gli anni '80, lancia e promuove artisti come Pierangelo Bertoli, Mauro Pagani, gli Area, Enrico Ruggeri, Raf e Francesco Baccini.
Nel 1989, dopo che la CGD viene assorbita dalla Warner, nasce l'etichetta Insieme-Sugar, con la quale la Caselli diventa vera e propria imprenditrice. Ed è subito successo con la produzione di "Un'Estate Italiana", la sigla dei Mondiali di Calcio Italia '90 con le voci di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato.
I primi anni '90 segnano la scoperta di alcuni giovani gruppi e cantanti italiani, come Paolo Vallesi, Aeroplani Italiani, Gerardina Trovato e soprattutto Andrea Bocelli, che in breve tempo diventa una star internazionale dalle vendite stratosferiche. Passano gli anni ma il fiuto della Caselli (per la fortuna della musica italiana) non sembra conoscere momenti di calo: c'è infatti il suo zampino dietro ai successi di Elisa e Negramaro.

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