WHITNEY HOUSTON

Genere: Pop WHITNEY HOUSTON

Una delle più grandi stelle della musica pop al femminile.
Una voce unica e potente, un'immagine sofisticata e mai volgare, una famiglia che sembra fatta per crescere una star: tutto questo è Whitney Houston, artista capace di fare la storia della musica a suon di record.
Due esempi, tanto per capirci: è la [... continua]

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WHITNEY HOUSTON: La biografia

Una delle più grandi stelle della musica pop al femminile.
Una voce unica e potente, un'immagine sofisticata e mai volgare, una famiglia che sembra fatta per crescere una star: tutto questo è Whitney Houston, artista capace di fare la storia della musica a suon di record.
Due esempi, tanto per capirci: è la prima a raggiungere la posizione #1 nella classifica dei singoli per sette volte consecutive. Non solo: il brano "I Will Always Love You" diventa il singolo di maggiore successo nella storia del pop.
Comincia tutto il 9 agosto 1963, a Newark (New Jersey): la mamma di Whitney Elizabeth Houston è la famosa cantante gospel Cissy Houston; sua parente è l’altrettanto celebre Dionne Warwick.
Insomma, nessuno si sorprende quando a soli 11 anni è la solista del coro gospel della locale chiesa battista. Stessa cosa quando, ormai adolescente, accompagna mamma nei concerti e fa da corista a gente come Lou Rawls e Chaka Khan. Ovviamente, aiuta il fatto di cantare un gran bene, perché avere i parenti giusti non basta.
Non solo canto, però: siccome è un metro e settantatre di bellezza, riempie il suo portafoglio da adolescente facendo la modella e recitando in alcune sitcom.
Con tutta questa esperienza alle spalle il debutto come cantante solista avviene nel 1982. L'occasione, visto il suo futuro pop e r&b è piuttosto bizzarra: canta infatti insieme ai Material, un gruppo di jazz-funk sperimentale capitanato da Bill Laswell. Il risultato, un album dal titolo "One Down", finisce col collocarla accanto ad artisti dell'avanguardia jazz come Archie Shepp e Fred Frith. Sono personaggi di primissimo piano e dunque va tutto bene. Solo che il futuro di Whitney Houston è un sound del tutto diverso.
La virata verso il pop e l'r&b arriva nel 1983: durante un concerto in un club la sua voce colpisce al cuore Clive Davis, presidente dell'etichetta Arista e talent scout di spessore. Lui non ci pensa su più di tanto e le offre un contratto.
Da questo momento in avanti le cose procedono a gran velocità: nel 1984 duetta con Teddy Pendergrass nel singolo "Hold Me".
Nel 1985 debutta con un album tutto suo, l'omonimo "Whitney Houston". Il trionfo è immediato: trascinato dai singoli "How Will I Know", "The Greatest Love Of All" e "Saving All My Love for You" (premiato con un Grammy), l'album vende oltre 13 milioni di copie e diventa il debutto di maggiore successo nella storia delle cantanti donna.
Altri due record storici arrivano grazie a "Whitney" (1987): la seconda prova diventa il primo disco di un'artista donna a debuttare direttamente in testa alle classifiche. Non solo: i 4 singoli estratti conquistano tutti la prima posizione. Si tratta di "I Wanna Dance With Somebody (Who Loves Me)", che vince un Grammy, "Didn't We Almost Have It All", "So Emotional" e "Where Do Broken Hearts Go".
Questi magnifici 4, insieme ai 3 singoli del primo album, stabiliscono il record storico di 7 singoli consecutivi che raggiungono la prima posizione.
L’anno successivo entra in Top5 con "One Moment In Time" (1988), un singolo non incluso in alcun album, inciso per una compilation sulle Olimpiadi.
Per il terzo disco solista bisogna aspettare fino al 1990, ma in mezzo Whitney Houston trova il tempo per fondare un’organizzazione no-profit che assiste bambini poveri, senzatetto, malati di Aids e di cancro (la Whitney Houston Foundation For Children Inc.).
Il ritorno alla musica avviene con "I’m Your Baby Tonight" (1990), un album che si allontana dalla matrice pop per esplorare più in profondità le radici r&b e hip hop. Dovrebbe essere un esempio della sua estrema versatilità, ma il pubblico lo percepisce come un disco più debole dei precedenti e la permanenza in classifica non regge il confronto con i predecessori (alla fine venderà 'solo' 4 milioni di copie).
A questo punto la sua vita prende una direzione differente: dopo aver sposato il cantante Bobby Brown nell’estate 1992, Whitney affronta la sua prima esperienza cinematografica. "Guardia Del Corpo", accanto al premio Oscar Kevin Costner, è un successo al botteghino e la theme-song, "I Will Always Love You" (cover della country-ballad di Dolly Parton) diventa il singolo più venduto nella storia del pop (5 milioni di copie, 14 settimane consecutive alla posizione #1).
Mentre Whitney diventa mamma di Bobbi Kristina (marzo 1993) e la relazione col marito si fa tempestosa, la carriera d'attrice prosegue anche se con esiti meno lusinghieri.
Quello che non sembra mutare mai, invece, è il successo nel campo musicale: le colonne sonore dei due film successivi realizzano incassi di tutto rispetto (si tratta di "Donne: Waiting To Exhale" del 1995 e di "The Preacher's Wife" del 1996).
Finalmente, nel 1998 vede la luce il primo lavoro in studio dopo 8 anni: "My Love Is Your Love" nasce dalla collaborazione con Babyface e David Foster, ma anche con star hip hop come Missy Elliott, Wyclef Jean, Lauryn Hill e Q-Tip.
Il disco vende ancora meno di "I’m Your Baby Tonight", ma le fa ottenere recensioni entusiaste e fa diventare il brano "Heartbreak Hotel" uno dei più grandi successi r&b (7 settimane al primo posto).
Dopo i casini con suo marito, però, la sfortuna da cronaca rosa non la abbandona: all’inizio del 2000 viene arrestata alle Hawaii quando le autorità aeroportuali trovano della marijuana nel suo bagaglio: il chiasso intorno alla sua presunta vita dissoluta diventa talmente assordante da portare alla cancellazione della sua partecipazione alla cerimonia degli Oscar di quell’anno.
Niente che non si possa superare, però: a fine 2000 firma un contratto-record con Arista, 100 milioni di dollari per sei nuovi album e due best of. Il primo, "Greatest Hits", arriva immediatamente: contiene un CD di successi passati e uno di remix, oltre a duetti inediti con Enrique Iglesias, George Michael e Deborah Cox. Il secondo arriva nell’estate del 2001 e si intitola "Love, Whitney".
Il ritorno con un album di materiale inedito è per la fine del 2002, quando "Just Whitney" conferma una voce fuori dal comune ma dissipa solo in parte i timori di inaffidabilità causati da mesi e mesi di indiscrezioni su droghe, litigi feroci col marito e concerti annullati all'ultimo momento.
Quasi un anno dopo, a novembre del 2003, esce "One Wish: The Holiday Album", la prima incursione della carriera nel mondo dei brani natalizi. La sua vita privata, però, è un po' più complicata: abuso di droghe, visite in clinica di riabilitazione e percosse da parte del marito non cancellano una delle voci più belle della sua generazione. Certo però le rendono la vita difficile.
Nel 2007 esce la terza raccolta dei suoi grandi successi, "The Ultimate Collection".
Nel giugno 2009 la casa discografica Arista Records annuncia l'uscita dell'album "I Look to You, pubblicato in Italia ed in Germania il 28 agosto 2009 e negli Stati Uniti il 31 agosto successivo. La cantante lo ha presentato dal vivo in Italia in due concerti nel 2010, a Milano e Roma.
Nonostante questa voglia di riprendere in mano la sua carriera e la sua vita, Whitney è morta tragicamente l'11 febbraio 2012: è stata trovata in condizioni critiche in una stanza di un hotel a Beverly Hills ed è morta poco dopo. La cantante è scomparsa a poche ore dalla 54esima edizione dei Grammny Awards 2012 ed è stata ricordata con grande commozione da tutti i presenti alla cerimonia.

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