I
Kasabian sono ultraconvinti di essere la the next big thing del rock'n'roll inglese. E forse hanno ragione.
Vengono dalla campagna inglese di Blaby, dalle parti di Leicester. Hanno la sfacciataggine degli
Oasis, l'euforia acid-dance dei
Primal Scream e un nome di quelli che accendono subito pruriti, discussioni e polemiche. Linda Kasabian infatti è la donna che nel 1969 fece da palo all'omicidio di Sharon Tate e poi fu la principale accusatrice della 'famiglia' Manson per il massacro di Hollywood.
I membri della formazione iniziale si sono conosciuti al liceo. La ricetta è di quelle che funzionano: due leader,
Tom Meighan che canta con una voce che a qualcuno ha riportato alla mente
Johnny Rotten, e
Serge Pizzorno che scrive testi che sono un omaggio ai loro padri putativi (leggi
Stone Roses e
Happy Mondays) e imbraccia la chitarra. Completano i ranghi il chitarrista e multistrumentista
Christopher Karloff e il bassista
Chris Edwards.
Per dare forma al loro sound, irritati dal pop di plastica che invade la scena musicale, vanno a vivere insieme in una fattoria sperduta nei campi, dove passano le giornate a suonare e far girare dischi di
Neu!,
The Who,
Super Furry Animals,
Blackalicious,
DJ Shadow e
Beatles.
Nel 2003, dopo mesi di prove e feste, sono pronti a spaccare il mondo. Scelgono un look militaresc-rivoluzionario, rispondono arroganti alle domande dei giornalisti (che di ricambio cominciano ad adorarli) e a fine anno danno alle stampe il singolo di debutto "
Processed Beats", prodotto da Jim Abbiss così come le canzoni che verranno.
E infatti, per non passare per la solita band che cala un singolo e poi bisogna andare a cercarla in fondo alle chart, i Kasabian pubblicano in sequenza "
Reason Is Treason", "
Club Foot" e "
L.S.F. (Lost Souls Forever)" prima di lanciare l'omonimo album di debutto "Kasabian" nel settembre del 2004. Il disco balza immediatamente al #4 delle chart e va avanti a vendere caterve di copie (arriverà quasi a quota un milione). Una curiosità: "Kasabian" è il primo disco al mondo in formato DualDisc, con la parte audio su un lato e contenuti video in DVD dall'altra.
L'escalation prosegue gloriosa e raggiunge picchi di gloria con la partecipazione nel 2005 ai festival di Glastonbury, Reading/Leeds e T In The Park e poi al tour di "
Don't Believe The Truth" di spalla agli Oasis. Esauriti gli impegni live, è tempo di rimettersi in pista per l'opera numero due.
Intanto la band ha acquisito un nuovo membro, il batterista
Ian Matthews, ma nel 2006 Karloff annuncia la sua decisione di mollare. Il rimpiazzo, inizialmente solo dal vivo, è il chitarrista
Jay Mehler. Curiosamente, a breve Pizzorno e Karloff si ritrovano per collaborare a una canzone dell'LP "
The Outsider" di
DJ Shadow.
Poco dopo la rottura con Karloff esce il caldissimo "
Empire", registrato in gran parte nel giro di cinque settimane.
Nel 2009 è la volta di "
West Ryder Pauper Lunatic Asylum", seguito nel 2011 da "
Velociraptor!".