Più che una promessa del
french touch.
Martin Solveig (classe 1977), dopo aver studiato musica classica da bambino, perde la testa a tredici anni
per i piatti da DJ e inizia ad esibirsi alle feste di compleanno degli amici e ai matrimoni. Nel 1992 la scoperta della musica elettronica introduce Martin in un universo di suoni che prima ignorava; la sua formazione prosegue quando diventa commesso nel negozio
Champs Disques sugli Champs Elysées di Parigi.
A soli 18 anni, appoggiato dal rinomato DJ Claude Monnet, ottiene la sua prima
residency al celebre club Le Palace, poi passa al Les Bains Douches (dove incontra DJ da urlo come Todd Terry, Roger Sanchez e Mousse T), all'Enfer nelle notti Pure e al Queen, anche come art director. All'attività nei locali Martin accompagna la nuova passione per la produzione: per la sua etichetta Mixture Stereophonic pubblica
"Heart Of Africa" (1999) e "Come With Me" (2000), che uniscono la strumentazione live all'efficenza ritmica della dance in un sound afro-electro di grosso calibro.
Il collega Bob Sinclair ascolta, approva e invita l'enfant prodige a partecipare al progetto Africanism. Il nuovo pezzo di Martin,
"Edony" (2000), esce in CD e lo rende noto ad un pubblico più vasto; seguono altri singoli fortunati come "Mr. President" (2001) e "Linda" (2002).
Nel 2002 esce l'LP "Sur La Terre", che raccoglie il meglio della produzione di Martin unita a materiale inedito. Molti artisti di fama internazionale chiedono al DJ francese di mettere mano ai loro pezzi e tra tutti splende il remix di
"Madan" di Salif Keita (2003), che impazza in Francia per tutta l'estate e viene inserito in 60 compilation edite in 23 paesi. Sempre nel 2003 Solveig realizza anche i singoli
"Heartbeat" per Africanism e "Rocking Music". La Miami Winter Music Conference 2003 lo premia come DJ rivelazione dell'anno.
Nel 2005 pubblica il disco "
Hedonist", seguito nel 2006 da "
So Far", nel 2008 da "
C'est La Vie", nel 2009 da "
C'est La Vie Remixes" e nel 2011 da "
Smash".