DIRE STRAITS

Genere: Rock

Una delle più grandi rock-band di tutti i tempi, che ha saputo coniugare melodia e chitarrismo, e con una star anomala. I Dire Straits hanno saputo dar vita, con le loro canzoni, a una colonna sonora che ha attraversato tutti gli anni Ottanta.
Mark Knopfler (voce e chitarra), giornalista musicale per lo Yorkshire [... continua]

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DIRE STRAITS: La biografia

Una delle più grandi rock-band di tutti i tempi, che ha saputo coniugare melodia e chitarrismo, e con una star anomala. I Dire Straits hanno saputo dar vita, con le loro canzoni, a una colonna sonora che ha attraversato tutti gli anni Ottanta.
Mark Knopfler (voce e chitarra), giornalista musicale per lo Yorkshire Evening Post, e il fratello David (chitarra e piano) formano i Dire Straits in un sobborgo meridionale di Londra, a Deptford: è l'estate del 1977. Nello stesso anno, assieme a John Illsley (basso) e Pick Withers (batteria), registrano il loro primo demo, "Sultans Of Swing": trasmesso dal Dj Charlie Gillett durante uno show della BBC, la risposta del pubblico convince il produttore Muff Winwood a far loro registrare il primo album, "Dire Straits", che con la versione definitiva di "Sultans Of Swing" scala le classifiche inglesi fino al quarto posto, per poi diffondersi negli Stati Uniti grazie alla potente distribuzione della Warner. Un'anomalia in un periodo in cui le etichette puntano tutto soltanto sulle formazioni di area punk.
La vera chiave del successo è rappresentata dal talento di Mark, sia come chitarrista che come compositore e autore di liriche. La sua chitarra domina con un sound assolutamente originale tutti i pezzi del gruppo, riuscendo a tessere riff, a insinuare melodie nascoste, e a proliferare in fughe di assoli che rimangono davvero memorabili. Per quanto riguarda la composizione, il segreto è piuttosto semplice: mescolare all’energia rock-blues una sapiente dose di melodia, e il gioco è fatto. Il suo stile gli vale il titolo di chitarrista del 1979 e sua maestà Bob Dylan lo convoca a corte per le session di "Slow Train Coming".

Le cavalcate chitarristiche degli anni Ottanta
Di qui in avanti la strada è tutta in discesa, e i Dire Straits inanellano una hit dopo l’altra (tra cui "Tunnel Of Love" e "Romeo And Juliet") producendo album di valore quali "Communiqué" (1979) e "Making Movies" (1980). Il primo, una mera clonazione dell'album d'esordio, vende qualcosa come tre milioni di dischi. Durante la lavorazione del secondo David Knopfler abbandona il gruppo per intraprendere una carriera solista non molto fortunata, e viene rimpiazzato temporaneamente da Roy Bittan, pianista della E. Street Band di Bruce Springsteen, quindi da Hal Lindes, mentre si aggiunge alle tastiere il polistrumentista Alan Clark.
Nel 1982 viene realizzato l’intimistico "Love Over Gold", che nuovamente scala le classifiche mondiali, soprattutto grazie a un singolo d’eccezione come "Private Investigation". Subito dopo le sedute per la realizzazione di questo album il gruppo perde un altro pezzo, il batterista Withers, sostituito qualche mese dopo da Terry Williams dei Rockpile. Ma il vero successo planetario arriverà con i successivi due album: il doppio album live "Alchemy" (1984), uno dei più belli dal vivo mai registrati, e "Brothers In Arms" (1985), che sarà uno dei più venduti dell’intera decade: grazie a esso i Dire Straits arrivano infatti al primo posto nelle classifiche statunitensi e rimangono per ben tre anni in quelle britanniche. Singoli come "Money For Nothing" (il primo video trasmesso da Mtv Europe), "Walk Of Life", "So Far Away" vengono trasmessi senza sosta su tutte le frequenze, permettendo ai Dire Straits di godere di una sorta di seconda giovinezza, grazie anche a una intensissima attività live.

Tra alti e bassi
Tuttavia fin dalla registrazione di "Alchemy", Knopfler preferisce concentrarsi su produzioni e session di alto profilo: fin dal 1982, con "Local Hero", si dedica alla realizzazione di colonne sonore, poi torna ancora da Dylan per la session di "Infidels" e affianca il fratello David per il suo album d'esordio "Release". Tutte iniziative che rallentano notevolmente la prolificità discografica dei Dire Straits.
Dopo la loro partecipazione (luglio 1985) al concerto londinese Live Aid a sostegno dei popoli africani, il gruppo va in letargo. I vari elementi del gruppo decidono di dar vita a progetti solisti, mentre Knopfler annuncia la fine del lungo viaggio insieme. Nel 1991, tuttavia (e dopo svariati flop commerciali degli ex-membri, tra cui quello dei Notting Hilbillies guidati proprio da Mark Knopfler), i Dire Straits ritornano al loro pubblico con un nuovo album intitolato "On Every Street". Il sound della band è rimasto quello di sempre come ribadiscono i singoli "Calling Elvis" e "Heavy Fuel". Dopo questo ulteriore colpo di coda segue una tournee di 150 date testimoniata da un live-album ("On The Night"). "Live at the BBC", invece, non è che la registrazione di una vecchia session radiofonica poco prima dell'esplosione della loro popolarità nei primi Anni Ottanta.
I Dire Straits, divenuti ormai la sessionband di Mark Knopfler, nel 1993 vengono messi definitivamente in naftalina da Knopfler, che si riserva tuttavia la possibilità di suonare ancora con il vecchio gruppo. L'ultimo album del gruppo rimane ancora quello del 1998 "Sultans of Swing", una compilation per festeggiare i vent'anni di musica insieme.
Molto prolifica, invece, è la carriera solista di Knopfler: sviluppatasi parallelamente all'impegno con i Dire Straits fin dal 1983, dopo la colonna sonora del film "Local Hero" realizza quelle di "Cal, comfort and joy" e "The Princess Bride" (assieme a Guy Fletcher). Oltre a un apprezzato lavoro come produttore (tra gli altri di Bob Dylan, Randy Newman e Tina Turner), sono da segnalare senz'altro il divertente album "Notting Hillbillies" (1989), divertissement in stile retrò realizzato assieme agli amici Brendan Croker e Steve Phillips, e gli album da solista "Golden Heart" (1996), "Sailing To Philadelphia" (2000; ospiti: James Taylor e Van Morrison) e "The Ragpicker's Dream" (2002), entrambi influenzati dalle sonorità della musica popolare americana. Un lavoro più cantautorale, decisamente roots è quello di "Shangri-La", pubblicato nel 2004.

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