Fascino, originalità e letteratura si fondono nell'arte di
Kate Bush.
Kate è stata una delle regine della musica inglese negli anni Settanta e Ottanta: unica e originale, dotata di una voce intensa e penetrante e incline a insolite (per il pop) influenze letterarie, ha saputo ammaliare un pubblico eterogeneo.
Da piccola, Catherine Bush (nata nel 1958) si diverte suonando il pianoforte; quando diventa adolescente, già scrive canzoni di suo pugno. La ragazzina
ha talento, un amico di famiglia se ne accorge e la aiuta a registrare una demo. Le qualità di Catherine solleticano l'attenzione di
David Gilmour in persona, niente meno che il chitarrista dei Pink Floyd.
A sedici anni, Kate ha già firmato un contratto con la EMI Records, che decide di non bruciarla con un'uscita affrettata e la sottopone ad
un'accurata preparazione: per tre anni studia canto, danza, mimo e intanto continua a scrivere canzoni. Nel 1977 è pronta per entrare nello studio di registrazione e iniziare la carriera. Il debutto avviene con un capolavoro:
"Wuthering Heights", una pop song semplice e conturbante ispirata da "Cime tempestose" di Emily Brontë.
Per sfruttare il successo enorme della canzone, la casa discografica preme per pubblicare un disco completo. Kate raccoglie il materiale scritto nei tre anni precedenti e ne esce
"The Kick Inside": un milione di copie vendute solo in Inghilterra. Critica e pubblico la acclamano; ancora, si cerca di dare alle stampe il prima possibile un secondo disco. "Lionheart" paga un dazio salato alla fretta, è inferiore al predecessore e non ne eguaglia fasti artistici e di vendita.
Nel 1979 Kate si imbarca in quella che resterà la sua unica tournèe, caratterizzata da
17 cambi di costume per spettacolo, danze, coreografie e illuminazione sofisticata: un disastro, dal punto di vista economico, oltre che una fatica enorme per la musicista. Ma Kate si conferma artista
eccentrica e coraggiosa come pochi altri: la sua musica letteraria e originale attira un pubblico vasto ed eterogeneo. Con il singolo "Babooshka" (1980) ritorna in cima alle classifiche e il seguente album "Never For Ever" si piazza direttamente al primo posto.
Kate comincia anche a co-produrre il suo stesso lavoro, affrancandosi in parte dalle pastoie dei produttori per cercare una maggiore
indipendenza artistica; il passo sarà presto decisivo. Ad accelerare la voglia di fare da sé contribuisce anche il mezzo flop di "The Dreaming" (1982), che vende abbastanza bene ma non ha fortuna con il singolo che ne viene estratto.
La critica, che prima spargeva incenso, di colpo la abbandona e la dà per finita, ma la sua popolarità resta solida; Kate decide di allontanarsi dalle pressioni dello showbiz e di concedersi tempo per sperimentare. Allestisce uno studio di registrazione
in casa sua; dopo due anni di silenzio, nel 1985 ritorna sulle scene con il singolo "Running Up That Hill", che diventa il suo secondo 45 giri più venduto. La maturazione è completata, la ricerca è giunta al termine: il disco
"Hounds Of Love", il primo interamente realizzato sulle 48 piste del mixer casalingo, conquista la vetta della classifica inglese, vi rimane per un mese filato e le regala anche il primo successo americano.
"The Whole Story" (1987) racconta la storia della crescita di Kate, da ragazzina prodigio a
musicista matura; nello stesso anno vince il premio come 'miglior artista femminile inglese' ai Brit Awards, a Londra. I dischi, adesso che non c'è
niente più da dimostrare, si succedono con centellinata lentezza (se escludiamo le raccolte): "The Sensual World" è del 1989 e ci vogliono altri quattro anni per ascoltare "The Red Shoes" (1993). Kate, svincolata dalle pressioni del music business, dà alla luce un figlio e si gode la vita, libera di cominciare a lavorare al suo nuovo disco solo nel 1999.
La gestazione è lenta, anche se nel frattempo escono raccolte e rimasterizzazioni di album precedenti. Il CD esce a novembre del 2005 con il titolo "
Aerial" (a 12 anni da "The Red Shoes"), preceduto dal singolo "King Of The Mountain". Al lavoro partecipano il batterista Stuart Elliott, il percussionista jazz Peter Erskine dei gloriosi Weather Report, le musiciste classiche Emma Murphy e Susanna Pell, l'ex Japan. Mick Karn, e lo scomparso direttore d'orchestra Michael Kamen. La registrazione va avanti negli anni, negli studi EMI di Abbey Road con la partecipazione della London Metropolitan Orchestra. Il risultato è un album doppio con un'atmosfera vintage e 18 brani ancora ricchi di suggestioni letterarie. È un grande e atteso ritorno: riguardo al tour, Kate ne ha fatto solo uno nel 1979 e non le è piaciuto...