Arrested Development

Arrested Development

Gli ultimi esponenti della Golden Age.
Tra le formazioni più rilevanti del rap dei nineties c'è un collettivo che si è creato uno stile interessante, un'intrigante commistione di soul, blues, hip hop e funk, condito da rime e testi socialmente e politicamente orientati.
Quando gli Arrested Development irrompono nel musicbiz, nei primi anni '90, il rap si sta spostando sempre più verso gli 'outlaws' e il G-funk di Dr. Dre, Snoop Dogg e soci. Con loro si chiuse virtualmente un'epoca d'oro dell'hip hop, la stessa in cui furoreggiavano De La Soul, A Tribe Called Quest e compagnia bella.
Fondati ad Atlanta da Speech (al secolo Todd Jenkins) e DJ Headliner (Timothy Barnwell) e Dionne Farris (voce), gli Arrested Development si compongono anche di altri elementi: Nadirah Shakoor (voce solista), Aerle Teree (voce), Rasa Don (batteria), Kwesi Asuo (cioè DJ Kermit: dj, voce) e dei ballerini-cantanti Montsho Eshe e Ajile. A questo nutrito gruppetto non dobbiamo dimenticarci di aggiungere Baba Oje, il consigliere spirituale della formazione.
Gli Arrested Development raggiungono il successo con "Tennessee", brano dalle forti tinte spirituali (vi si parla delle morti di alcuni famigliari di Speech) che nella primavera del 1992 colpisce la top ten statunitense come un fulmine a ciel sereno.
L'effetto traino sul primo album della crew è grandioso: "3 Years, 5 Months & 2 Days in the Life Of..." vende ben quattro milioni di copie e i due successivi singoli - "People Everyday" (una sorta di riscrittura di "Everyday People" di Sly and the Family Stone) e "Mr. Wendal" - ottengono ulteriori affermazioni, accrescendo la reputazione del collettivo agli occhi della frangia più colta e consapevole dell'hip hop.
Dopo aver vinto svariati Grammy Awards, gli Arrested Development proseguono la strada delle divulgazione fra la gente nera di quegli ideali di autocoscienza che sono al centro delle loro liriche. Dopo aver suonato al Lollapalooza Tour 1993, la band realizza un MTV Unplugged e incide il brano "Revolution" per la colonna sonora del film di Spike Lee su Malcolm X. Di lì a poco tuttavia, Farris, la compagna di Speech, decide di abbandonare la formazione, evento che ne mina alle fondamenta la stabilità.
Il follow-up "Zingalamaduni", datato 1994, è un disco più afrocentrico e lo si capisce fin dal curioso titolo (che in Swahili significa pressapoco "incroci di culture"). Gli elementi legati al continente nero non riguardano solo la musica (li ritroviamo soprattutto nel cantato) ma anche nei testi e nei temi trattati. Più impegnato e impegnativo, forse proprio per questo motivo "Zingalamaduni" risulta meno divertente e alla fine meno d'impatto dell'eccezionale debutto di "3 Years, 5 Months & 2 Days in the Life Of...", che aveva nell'entertainment - seppur intelligente - il suo punto di forza.
Infatti gli Arrested Development non riescono a confermare lo stesso consenso né a catturare la stessa audience, anche perché soffocati dal filone gangsta, che in questo periodo imperversa incontrastato. Tuttavia le creazioni più disimpegnate sono assolutamente all'altezza delle precedenti hit della crew ("Tennessee" a parte), come "Mr. Landlord", "Ache'n for Acres", "Praisin' U" e "In the Sunshine".
Nel 1996 la band si scioglie, Speech intraprende una carriera da solista che non decollerà mai del tutto e col nuovo millennio e il boom dell'hip hop a livello planetario arriva il momento delle celebrazioni e una massiccia pubblicazione di greatest, remix e raccolte.
In questo senso sono significative due opere: l'antologia definitiva "Classic Masters", datata 2002, è una collezione completa di tutti i singoli pubblicati dagli Arrested Development a cui vanno aggiunti una B-side, "Southern Fried Funk", alcuni brani tratti dagli album e "Like Marvin Said (What's Goin' On)", il singolo pubblicato in solitaria da Speech nel 1995.
Di tutt'altra natura è invece il disco "Extended Revolution", uscito nel 2003: contiene una serie di remix eccellenti tra cui alcune rivisitazioni di due geni della console e della produzione come Paul Oakenfold e Steve Osborne.
Nel 2003, dieci anni dopo l'ultimo album, con qualche ruga in più e qualche sogno in meno, Speech rimette insieme la band. Il risultato lo si vede nei negozi prima della fine del 2004: "Among The Trees" è un disco che emana positività e che, ancora una volta, si discosta anni luce dagli altri album hip hop del periodo. Tra i brani più significativi emerge il fresco "Honeymoon Day", che predica che il sesso è migliore se fatto con la persona amata, e "Luxury (Pt. I)" che è un rimprovero contro la commercializzazione che sminuisce i valori fondamentali dell'hip hop.