Ash

Ash

Puoi avere successo come punkband se nasci a Fitzpatrick, Irlanda del Nord? Sì, se ti chiami Ash e sei arrabbiato al punto giusto.
Di rabbia Tim Wheeler (voce e chitarra) e il compagno di scuola Mark Hamilton (basso) ne hanno sempre avuta, fin dal 1989, quando a 12 anni si mettono a suonare metal sotto il nome di Vietnam. Tre anni dopo decidono di fare più sul serio, trovano il moniker definitivo (Ash) e passano al grezzo punk inglese, Buzzcocks-style, per intenderci.
I primi passi sono incoraggianti, tanto che NME va in deliquio per i "teen punk from Belfast" e il loro singolo "Jack Names The Planets", il primo brano ufficiale, inciso con il batterista Rick "Rock" McMurray. Nel 1994 la Infectious Records li mette sotto contratto per un EP, "Trailer" che esce nell'autunno dello stesso anno, trainato dal singolo "Petrol". Gli Ash sono giovanissimi e seducenti, con un tocco di ruvidità irish e di sonorità vagamente Usa, un po' Pavement, un po' Lemonheads. Quando 3 dei loro singoli entrano trionfalmente nelle top 5 indie charts americane, i tre non hanno ancora finito le scuole superiori.
Il 1995 scorre tra session, release di singoli (ben 5, di cui i più ascoltati saranno "Girl from Mars" e "Angel interceptor") e concerti da supporter a mostri sacri della scena come Suede, Dinosaur Jr. e Elastica; le premesse per un LP ci sono ormai tutte e l'anno dopo nei musicstore esce "1977", pubblicato negli Stati Uniti con la Reprise. Che senso ha un titolo del genere? È il tributo degli Ash all'anno di uscita del film "Star Wars", nonché un omaggio alla loro passione per tutto ciò che è fantascienza. Melodie pop più indie-rock e chitarre aggressive: gli Ash sono gioventù ed emozione, infettivi più che mai: debuttano al numero uno delle charts inglesi e diventano uno dei maggiori successi dell'anno. Dietro il disco sta Owen Morris, uno che di Britpop si intende (Oasis e Verve, ma anche New Order e Paul Weller) e la cura per la produzione e l'affilato sound chitarristico trasforma da un mese all'altro il trio in un fenomeno musicale. Immediatamente si aprono le porte dei maggiori festival rock (T in the Park, Glastonbury, Roskilde, Reading) e di centinaia di club, per un estenuante e entusiasmante tour mondiale (il disco, oltre che in Europa, sfonda anche in Usa, Giappone e Australia).
Nel giugno 1997 esce "Live At The Wireless"; poi è il turno del singolo "A Life Less Ordinary", della colonna sonora del film omonimo ("Una Vita Esagerata" in italiano, regia di Danny Boyle, con Ewan McGregor e Cameron Diaz). Ma il 1997 è un anno capitale grazie all'ingresso nella band della conturbante chitarrista Charlotte Hatherley, che cambia look a un gruppo di maschiacci, provocando un aumento improvviso del pubblico maschile…Gli anni del liceo sono finiti.
Anche il sound vira verso riff più heavy e i testi si fanno più ispidi, come emerge dal secondo album, "Nu-Clear Sounds", pubblicato nel 1998 sotto la supervisione di Butch Vig dei Garbage, autore dei successi di Smashing Pumpkins e Nirvana. La formula punkrock si arricchisce di venature surf e giunge, per una musica godibile, da pub universitario. Stavolta la stampa non è dalla loro parte e NME si rivolta contro di loro, definendo la nuova vena degli Ash "terrifying, ghoulrawk thrashnik deathcore noiseterrior sultans of satanic verse".
Il quartetto nordirlandese se ne strabatte delle critiche negative e nell'aprile 2001 dà alle stampe "Free All Angels", con il quale, a suon di poppunk recupera la stima dei fan inglesi e la fiducia dei promoter di concerti. Senza fermarsi, gli Ash si rimettono al lavoro e pubblicano la raccolta di singoli "Intergalactic Sonic 7"s"; poi girano il bizzarro e autoironico cortometraggio "Ash: Love And Destruction", di cui curano anche le musiche: l'elettronica dark di questo lavoro sarà alla base del quarto album, che vedrà la luce a fine 2003. Nel frattempo si spostano in Usa per prendere parte a "Slashed", un film low-budget tra l'horror e il musical.
Nel maggio 2004, dopo tre anni da "Free All Angels", la band partorisce "Meltdown", ritornando agli albori musicali che li hanno creati, vale a dire un rock più duro infarcito con un pò di heavy metal. Gli Ash portano in tour il nuovo album facendo tappa a Milano al Coca Cola live @ MTV in giugno.