Athlete

Athlete

Una volta volevano diventare i nuovi Oasis.
(A un certo punto degli anni Novanta tutti volevano diventare i nuovi Oasis.)
Poi hanno deciso che preferivano percorrere strade nuove e diverse. E allora gli Athlete hanno intrapreso la sfida del pop sperimental-psichedelico: alla Pavement, Beta Band, Flaming Lips, Beck, Mercury Rev, Beach Boys, XTC, Turin Breaks. Ma anche primi Blur. Qualche nome, giusto per dare le coordinate, dato che i 4 ragazzi hanno da subito freschezza e personalità a sufficienza per camminare con le proprie gambe.
Torniamo alla fine degli anni Novanta, dominata e permeata dal Britpop. Joel Pott, cantante e chitarrista, Carey Willetts, bassista, e Steve Roberts, batterista, originari del quartiere londinese di Deptford, decidono di mettere insieme una band e di salire anch'essi sul carrozzone.
Suonano dalle parti di Camden e riescono a formarsi un certo seguito locale, ma quando si fanno avanti le prime etichette discografiche loro vengono assaliti dai dubbi. Chi siamo, dove andiamo, eccetera: ma più che una crisi esistenziale, è una crisi musicale. Il fatto è che dopo aver ascoltato cose tipo Grandaddy e Flaming Lips, e aver captato la nuova direzione del pop (Radiohead e Coldplay), il Brit scolastico non dà più brividi e stimoli di sorta.
Dopo una pausa di riflessione, nel 2000 viene il tempo della rifondazione: con l'aggiunta dell'amico e tastierista Tim Wanstall, di ritorno dall'università, il trio si eleva a quartetto e si presenta come Athlete. Tim è baricentro necessario a dare equilibrio agli effetti e ai suoni strani in cui la band si sta immergendo, alla ricerca della sua nuova e vera identità.
Il primo demo, pronto nel giro di un anno, viene spedito all'emittente londinese XFM, faro della scena indie-alternativa inglese, e i tipi della radio decidono di trasmettere alcune canzoni e di invitarli a suonare per una live session. Un colpo di fortuna (e di bravura) pazzesco.
Gli Athlete, originali e appetitosi, vengono abbordati con un contratto di passaggio dalla Regal Recordings e giungono al debutto con "The Athlete EP" (primavera del 2002). Dopo di che, si fa avanti la Parlophone che li adotta e li coccola affettuosamente; loro, grazie agli anticipi, si tolgono lo sfizio di acquistare uno studio a Deptford, nel quale si mettono all'opera sul disco di debutto, insieme al produttore Victor Van Vugt (Nick Cave & The Bad Seeds, PJ Harvey, Sparklehorse).
Intanto suonano in tutta l'isola – con The Polyphonic Spree, Mansun, Minutemen, Simian, Electric Soft Parade – facendo parlare di sé molto e bene, e i singoli "Beautiful" e "You Got The Style" impazzano nelle classifiche di genere.
Mesi (e sintetizzatori, arrangiamenti stocastici, pasticci da asilo) dopo, "Vehicles And Animals" giunge alla sua forma definitiva: pop che trasuda benessere, fresco e ispirato, una brezza di mobilissima arguzia elettronica. Il singolo "El Salvador" anticipa l'uscita dell'LP, che avviene nella primavera del 2003; pochi mesi dopo, il 1° giugno, gli Athlete suonano al Flippaut Festival di Bologna.