Audio Bullys

Audio Bullys: ultimi video musicali

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Audio Bullys - I'm In Love

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Audio Bullys

Gli Audio Bullys eruttano anthem ciclopici.
Assorbono, sminuzzano e metabolizzano una mole sterminata di influenze – loro, onnivori, dicono Beatles, The Specials, Kinks, Who, Bob Dylan, Biggie Smalls, Method Man, Blondie, Police - in una formula garage/house/hardcore tanto potente e iconoclasta da far tremare le fondamenta di qualunque club londinese (e non solo).
Simon Franks (classe 1981) e Tom Dinsdale (classe 1979) crescono nella West London più sghemba e cruda, lontana dai lustrini dei quartieri della finanza, della moda, della borghesia rampante. Negli anni accumulano frustrazione suburbana, rancoroso senso del reale e assoluto disinteresse per la musica decorosa e innocua.
Simon impara da piccolo a suonare il pianoforte e la batteria, grazie agli insegnamenti del padre musicista. Presto arriva anche la passione per campionamenti, jungle, house e garage: Simon si immerge in un cosmo notturno e sotterraneo di rave e club, apprende sul campo i segreti del mestiere e diventa un manipolatore di suoni.
Tom è il DJ del duo. Inizia a destreggiarsi con i piatti quando ha 16 anni e nel giro di dodici mesi è resident al club Milk N' Sugar. Mixa cose improbabili (i Kinks su "Phat Planet" dei Leftfield, per dirne una) e propone molto materiale scritto da lui stesso. Nessun limite, massima libertà nel ricreare suoni diversissimi dagli originali, trasvolando da un genere all'altro, in linea con la filosofia del "basta che funzioni".
Nel 2001, Tom e Simon iniziano a creare musica insieme, senza grosse aspettative, curiosi di vedere cosa salta fuori unendo house ad ampio spettro, fuori dagli schemi, e testi che raccontano di vita urbana e di cose di tutti i giorni. I due si ritrovano tra le mani, quasi senza crederci, canzoni incandescenti come "I Go To Your House" e "We Don't Care", due dei primi parti: esperimento riuscito, gli Audio Bullys sono pronti a scatenarsi nell'arena.
Nel 2002 esce "Audio Bullys EP" e la canzone "Real Life" va in rotazione radiofonica. Il 2003 si apre con il primo singolo vero e proprio, quella "We Don't Care" minacciosa e sbraitante, che suona come un Armageddon da club. Il video - efficacissimo nel suo taglio realistico - è firmato da Walter Stern, regista di "Firestarter" dei Prodigy, "'Bitter Sweet Symphony" dei Verve e "Teardrop" dei Massive Attack.
Dopo un altro singolo, "The Things", in aprile viene pubblicato il disco di debutto "Ego War", che va ancora oltre la formula abrasiva di "Real Life" e "We Don't Care" assorbendo stilemi punk, ska, hip-hop e new wave. Gli Audio Bullys si propongono come una delle realtà emergenti più incisive della scena house; l'occasione per farsi travolgere è il set live che tengono il 18 aprile al Brancaleone Mtv Clubbing di Roma.