Audioslave

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Audioslave

La superband del rock.
Gli Audioslave nascono dall'unione di figure chiave del rock (pesante) americano: da una parte Chris Cornell, abrasiva, inimitabile voce degli splendidi Soundgarden, passati al mito nel 1997 – data del trapasso. Dall'altra tre quarti dei micidiali Rage Against The Machine, falange (basso batteria e groove esplosivo) macinariff prestata alla militanza politica.
Da una parte i fondamentali "Badmotorfinger" (1991) e "Superunknown" (1994), pietre miliari del grunge; dall'altra gli inni intransigenti e ribelli di "Rage Against The Machine" (1992) ed "Evil Empire" (1996).
La storia inizia nell'ottobre 2000, quando il cantante Zack de la Rocha lascia i Rage Against, che si trovano di colpo orfani del leader carismatico, oltre che del marchio sonoro tipico del loro crossover-metal. Le voci sul sostituto si rincorrono per mesi, fino a quando – con uno strepitoso colpo di teatro, che manda alle stelle gli ormoni di tutti gli amanti del rock di qualità – nel maggio del 2001, Chris Cornell (depresso e in fase declinante, anche per colpa del mediocre album solista "Euphoria Morning" del 1999) si unisce a Tim Commerfold, Brad Wilk e Tom Morello in studio di registrazione.
Cosa aspettarsi da questa nuova creatura, dotata di potenzialità fuori dal comune, è impossibile a dirsi: i 4 passano un anno intero a cercare un'identità comune, componendo e registrando musica insieme. I risultati si fanno attendere: l'ottimismo intorno alla band, a lungo andare, comincia a scemare.
Primavera 2002: muoiono ufficialmente i Rage Against The Machine, sorge un nuovo ensemble ancora da battezzare. Il debutto agli occhi del mondo dovrebbe essere l'Ozzfest estivo, e invece Chris lascia i nuovi compagni. Kaputt, fine della storia.
Altro colpo di scena: arriva l'autunno e Chris rientra alla base; dopo aver valutato il monicker Civilian (obiettivamente brutto), per fortuna il combo decide di chiamarsi Audioslave. Il momento della verità è l'uscita del singolo "Cochise" (settembre 2002), dedicato all'indomito capo indiano. Il pezzo gira bene sulle radio americane e poi va in rotazione su MTV; a breve segue la pubblicazione dell'album di debutto, "Audioslave": un disco forse non seminale, come in molti speravano, ma potente e convinto, che ha soprattutto il merito di restituire alla scena rock mondiale quattro protagonisti imprescindibili.
Se la maggior parte della critica storce il naso, accusandoli di non avere personalità ma di essere soltanto la somma delle melodie vocali di Cornell e la musica dei RATM, il pubblico risponde con entusiasmo: l'album ottiene un doppio disco di platino negli Stati Uniti e il tour mondiale che copre tutto il 2003 registra il sold out quasi ovunque. Ad azzittire i critici più feroci e le frequenti voci sulle tensioni interne alla band contribuisce poi un notevole e inaspettato affiatamento del quartetto sul palco.
La primavera del 2005 segna il ritorno (col botto) degli Audiosalve. Dopo la pubblicazione del secondo album, "Out Of Exile", il 25 maggio sono la prima rock band statunitense della storia ad esibirsi a Cuba. L'evento è memorabile, e lo è ancor di più perché Cornell e soci inseriscono in scaletta brani del repertorio dei Soundgarden e dei Rage Against The Machine (vale a dire capolavori come "Black Hole Sun" o "Killing In The Name Of").
Il disco, a differenza del suo predecessore, viene nel frattempo accolto caldamente dalla stampa specializzata. Dopo circa quattro anni di convivenza il gruppo sembra infatti aver trovato la giusta alchimia sonora: "Out Of Exile" suona compatto e se Chris Cornell torna in forma come ai vecchi tempi, le sperimentazioni sonore di Morello non vengono assolutamente castrate.
Nel mese di luglio partecipano al concerto berlinese del Live 8, poi annunciano un tour autunnale con esibizioni negli Stati Uniti e in Canada. "Live In Cuba", DVD che documenta la storica esibizione a L'Avana, viene pubblicato l'11 ottobre 2005.