Backyard Babies

Backyard Babies
  • Hard Rock, Indie Rock, Punk Revival, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Brutti, sporchi e tatutati come tamarri. Ma con un'esplosione di rock'n'roll da sparare sul palco da far ricredere tutti i parrucconi che di tanto in tanto annunciano che il rock è morto.
Il rock è vivo, vegeto e sta benissimo, anche dalle parti del circolo polare artico, che non è proprio la California dal punto di vista del clima ma è capace di regalare band all'insegna del più brutale stile rock'n'roll. I Backyard Babies nascono infatti nel 1987 a Nässjö, una cittadina nel sud della Svezia dove il buio cala troppo presto per metà dell'anno e le notti, troppo lunghe e troppo buie, si ammazzano infilando la spina della chitarra in quell'amplificatore su cui sono posate decine di lattine di birra.
Sono gli anni dell'esplosione del grunge e della trinità di 'sesso droga e rock'n'roll' all'eccesso, quando Tobbe (voce), Dregen (chitarra), Johan Blomqvist (basso) e Peder Carlsson (batteria) decidono di dar vita al loro sound punk'n'roll e provare a saltare fuori dall'anonimato della tranquilla provincia svedese.
Il primo ruvidissimo demo tape del 1989 serve alla band per capire che la passione per il rock arrabbiato, quello dei Pistols, dei Ramones, dei G N'R e dei Kiss è la stessa e che il poco brillante Tobbe non è adatto per esprimere tutta la rabbia che la band ha in corpo. Licenziato il primo vocal per Nicke Borg i Backyard Babies confezionano un altro paio di demo sempre diretti e potenti che valgono l'ingaggio per la prima lunga tournée nazionale, preludio al primo disco ufficiale, l'EP “Something To Swallow” del 1991.
Il vero album di debutto, “Diesel And Power” arriva solo tre anni più tardi, dopo la firma del contratto con la Megarock, ma la band a questo punto si concede un'altra lunga pausa per permettere al chitarrista Dregen di seguire a tempo pieno il progetto parallelo degli Hellacopters nati dall'incontro con l'allora batterista degli Entombed Nicke Andersson.
Quando i Backyard Babies tornano definitivamente insieme nel 1997 lo fanno mandando alle stampe “Total 13”, il primo vero capolavoro della loro discografia che li fa esplodere alla notorietà della scena rock mondiale: la rabbia da 'fuck off' del disco apre loro le tournée con Social Distortion, Monster Magnet e L7 (documentate dal disco live “Safety Pin And Leopard Skin”) fino al culmine dei concerti accanto a AC/DC nell'autunno del 2000.
Nello stesso periodo, forti delle nuove amicizie (Ginger - The Wildhearts/Silver Ginger 5 - e Tyla - Dogs D'Amour - scrivono parte di canzoni come “Brand New Hate”e “Painkiller”) i Backyard Babies si chiudono al Great Linford Manor a Milton Keynes in compagnia di Thomas Skogsberg (Entombed/Hellacoptors) e Joe Baresi (Queens Of The Stone Age/Kyuss/Hole) per lavorare a “Making Enemies Is Good”, l'album più importante della loro carriera.
Come se volessero confermare la regola dei 3 anni di lavoro per ogni disco dopo il successo mondiale di “Making Enemies Is Good” i Backyard Babies si prendono il tempo necessario per lavorare a “Stockholm Syndrome”, un inferno di chitarre tesissimo e dannatamente esplosivo che la band porta più volte anche in Italia.