Bad Religion

Bad Religion
  • Punk, L.A. Punk, Hardcore Punk, Alternative Pop/Rock, American Underground, Alternative/Indie
  • I Bad Religion sono i maestri dell'hardcore melodico. Sono venuti per primi e sono sopravvissuti alla [... altro]

I Bad Religion sono i maestri dell'hardcore melodico.
Sono venuti per primi e sono sopravvissuti alla loro stessa progenie, consumata da fame di successo facile e predisposizione al trito-e-ritrito. Perché gli altri imitano, i Bad Religion creano, con coerenza, ironia e voglia di mettersi in gioco: melodia e riffing punk si fondono a digressioni metal, psichedeliche e rock tout-court. E riescono anche a rimanere credibili nel loro spirito underground.
Come tante altre band incazzate con il mondo, i Bad Religion nascono per moto di reazione ad un ambiente ostile: i sobborghi di Los Angeles, torridi e disumani, ispirano nel 1980 la furia ribelle di Brett Gurewitz (chitarra), Greg Graffin (voce), Jay Bentley (basso) e Jay Ziskrout (batteria, subito rimpiazzato da Pete Finestone). Per dare uno sbocco alla creatività del gruppo, e visto che il punk vive nel ghetto, Gurewitz fonda una sua etichetta, la Epitaph, che sarebbe diventata un faro per la scena indie americana.
Il primo LP, "How Could Hell Be Any Worse?" (1982), ha idee, adrenalina e un titolo nero come la pece: per molti, si tratta di una pietra miliare del punk californiano. "Into The Unknown" esce nel 1983 e subito catalizza una certa attenzione tra i fan dell'hardcore. Paul Dedona (Basso) e Davy Goldman (batteria) entrano a fare parte della band, ma la lineup non si assesta: quando Gurewitz, nel 1984, si chiama fuori per problemi di tossicodipendenza, Graffin resta l'unico membro fondatore e a lui si affiancano Greg Hetson (chitarrista, ex dei seminali Circle Jerks), Tim Gallegos (basso) e il ripescato Pete Finestone. I terremoti interni al gruppo minano la fiducia dei fan, ma basta l'EP "Back To The Known", più duro e più punk che mai, per far capire che i Bad Religion non hanno perso un grammo di aggressività.
Poi, per tre anni, la band scompare e non dà segni di vita; nel 1987, guidata dalla coppia Gurewitz–Graffin, torna con "Suffer", un disco alla nitroglicerina. Il successo è totale, l'album entusiasma appassionati e critica e dona energie nuove all'hardcore: i Bad Religion lanciano un modo di suonare che diventa un canone assoluto, da cui tutto il punk melodico a venire non potrà prescindere.
"No Control" (1989) e "Against The Grain" (1990) sono due autentiche mazzate e portano la band alla maturità completa. Quando esce "Recipe For Hate" (1993), il rock alternativo si è violentemente affermato come fenomeno di massa, travolgendo gli steccati dello showbiz; i Bad Religion, che già contano un seguito vastissimo, firmano un contratto con una major, l'Atlantic.
Si teme possa essere la fine della vis polemica della band, salita sul carrozzone del successo: e invece i Bad Religion non scendono a compromessi e partoriscono il capolavoro "Stranger Than Fiction" (1994), melodico e fulminante. Gurewitz, insoddisfatto del contratto e sommerso dagli impegni della Epitaph (che sta lanciando al successo mondiale niente meno che gli Offspring), lascia i compagni e si infila in un tunnel di annichilimento. Quando la droga ne ha quasi fatto l'ennesimo martire tossico del punk, riesce a trovare la strada per venirne fuori e tornare alla musica.
I Bad Religion, comunque, non rallentano la loro corsa: con "The Grey Race" (1996) si spostano su un rock intelligente e ibridato, che non rinnega il passato ma trascende i limiti del genere. "No Substance" segue nel 1998 e "New America" (prodotto da Todd Rundgren) nel 2000, ma la vena è stanca e la formula tende a ripetersi. Finalmente, Gurewitz rientra nei ranghi e la band ritrova la sua coppia di menti creative. Il loro primo lavoro insieme è un'illusione spezzata: "The Process Of Belief" (2002), attesissimo, si rivela solo un'opera di buon artigianato, un punk melodico di classe e di mestiere, ma senza i lampi che illuminavano i capolavori del gruppo.