Barenaked Ladies

Barenaked Ladies

Alternative e comici.
La loro idea è fare musica divertendosi e divertendo: i canadesi Barenaked Ladies mescolano jazz, folk e rock in modo eclettico, ma facendo bene attenzione a evitare territori seriosi in favore di un approccio scanzonato, con tracce demenziali soprattutto dal vivo.
Tutto comincia nel 1988 e con un duo: ci sono Ed Robertson e Steven Page, che cantano, suonano la chitarra, frequentano la stessa scuola, ma non diventano amici fino a quando non si incontrano a un concerto di Peter Gabriel.
Quando si conoscono scoprono di avere la stessa visione della musica e ne approfittano per fondare una band, oltre che per incidere in proprio la musicassetta "Buck Naked" (1989).
L'anno successivo si ripetono con "Barenaked Lunch" (conosciuto anche come "The Pink Tape"), che incidono insieme ai fratelli Jim Creeggan e Andy Creeggan (il primo al basso, il secondo momentaneamente alle percussioni e più avanti alle tastiere dopo l'ingresso in formazione del batterista Tyler Stewart).
La svolta arriva nel 1991, con "The Yellow Tape" (musicassetta conosciuta anche come "Barenaked Ladies"): pensata inizialmente come demo per il South by Southwest, diventa il primo nastro indipendente a conquistare lo status di platino in Canada, tanto che nel 1992 arriva l'esordio ufficiale con l'album "Gordon" (pubblicato da Reprise e contenente parecchio materiale presente nei tape precedenti).
Il successo del disco propizia la permanenza nel mondo delle major discografiche e la pubblicazione del successivo "Maybe You Should Drive" (1994), che raccoglie minori consensi ma non scalfisce la nicchia che i Barenaked Ladies hanno saputo ritagliarsi nel panorama indie nordamericano.
Prima del terzo album ("Born On A Pirate Ship", marzo 1996) è tempo di cambiamenti: Andy Creeggan lascia la band in favore degli studi, cedendo il posto a Kevin Hearn (tastierista e chitarrista). Il nuovo lavoro discografico è nel complesso poco riuscito, però la tournée estiva è un successone, trascinata soprattutto dai vecchi pezzi e dall'apparizione del gruppo in un episodio del serial TV "Beverly Hills 90210".
Insomma, finisce che entro la fine del 1996 arriva pure il live "Rock Spectacle", che diventa il primo disco del gruppo a raggiungere negli Usa lo status d'oro.
La conquista definitiva del mercato statunitense arriva col successivo lavoro in studio, "Stunt" (1998), che debutta alla terza posizione della classifica di Billboard e che propizia una tournée molto fortunata (quanto meno dal punto di vista delle presenze di pubblico, perché a Kevin Hearn viene diagnosticata una leucemia e per lui il grosso dell'anno significa sottoporsi a un trapianto di midollo spinale e a una lunga convalescenza).
Nel 2000 "Maroon" si muove bene, ma non replica l'exploit del disco precedente nonostante la presenza del brano "Pinch Me" e nonostante 2 nomination ai Juno Award (miglior album pop e miglior band) più 1 nomination ai Grammy Award (miglior performance vocale proprio grazie a "Pinch Me").
Il 2001 è tempo di tirare le somme di una carriera più che decennale, il che significa distribuire "Disc One: All Their Greatest Hits", raccolta di 17 brani storici più 2 nuovi.
"Everything To Everyone" (2003) segna un nuovo spartiacque nella carriera dei Barenaked Ladies: le recensioni sono positive, ma le vendite registrano la peggiore performance da quando la band è entrata nel mondo delle major.
La fine del contratto con Reprise Records, che non viene confermato, offre al gruppo l'occasione per tornare nel mondo indie (pur mantenendo un accordo con Warner Music per la distribuzione dei loro dischi).
Finisce che la band fonda la propria label (Desperation Records) e si appoggia in pianta stabile allo studio discografico di Steven Page. I risultati di questa rivoluzione vedono la luce nel 2004, quando i fan possono ascoltare "Barenaked For The Holidays", e nel 2006, quando esce l'album "Barenaked Ladies Are Me" (la cui tournée mondiale prosegue fino al tardo 2007).