Beenie Man

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Beenie Man

Un piccolo grande uomo proveniente dalla ridente Giamaica. Un bambino prodigio passato dai toast fra le palme agli inni socio-razziali al gotha della scena reggae internazionale.
Con una voce profondamente roca e flessibile al tempo stesso, Beenie (in slang giamaicano vuol dire 'piccolo') Man ha fatto impazzire le folle di tutto il mondo grazie al suo reggae esplosivo. Lui sì che sa come si fa muovere l'audience a ritmo di dancehall e lovers' rock!
Nella sua carriera ha ottenuto più di 60 singoli alla #1 in patria, numerosi album in vetta alle chart, riconoscimenti di spicco (Grammy, Tamika, ASCAP, JAMI), ha sperimentato il grande schermo (“Dancehall Queen”) ed è apparso in TV.
Con testi consapevoli e un sottile sense of humour, è facile credere che questo deejay abbia raggiunto tali traguardi, nonostante fosse cresciuto in un ambiente in cui la violenza era l'unico mezzo di sopravvivenza.
Anthony Moses Davis nasce il 22 agosto 1973 nel quartiere popolare di Waterhouse, a Kingston (Giamaica). Inizia la sua carriera alla tenera età di 5 anni, quando fa i primi toast, incoraggiato dallo zio Sydney Wolf – che suona la batteria per Jimmy Cliff. Dopo aver vinto il Teeny Talent Show a otto anni, viene presentato a King Jammy's, Volcano e altri sound system, che lo prendono subito a lavorare con loro. A nove anni ottiene la sua prima hit con “Too Fancy”. Durante l'adolescenza però, si interessa sempre di più alla scrittura di canzoni a sfondo sociale piuttosto che a pezzi pop o rime gangsta (i due generi più popolari in patria al tempo). Come risultato, per tutta la seconda metà degli anni '80 non se ne sente più parlare.
Ritorna sulle scene nei '90, con “Wicked Man” che apre un periodo felice in vetta alle chart. Come risultato della ritrovata popolarità, Beenie si trova coinvolto in una faida con DJ Bounty Killer, che lo accusa di avergli rubato il suo caratteristico stile di MC'ing (ed è tacciato dello stesso reato da Beenie). La rivalità raggiunge il picco in due veri e propri match all'ultimo toast nel 1993 e nel 1994. Lo scontro finisce 1-1, ma poco importa chi ha ragione e chi ha torto: quello che conta è che adesso entrambi sono più famosi che mai.
Subito dopo le scaramucce, viene fatto uscire “Guns Out”, un album in cui appaiono entrambi, ciascuno con 6 tracce appositamente studiate per darsi contro. Beenie – grazie alla collaborazione di Sly Dunbar e Robbie Shakespeare – coverizza due hit di Bob Marley: “No Woman No Cry” (qui ribattezzata “No Mama No Cry”), con cui condanna la violenza del ghetto che aveva provocato la morte di molti top-performer dell'isola, e “Crazy Baldhead” (con Luciano).
Segue un tour in UK dove registra il suo primo pezzo jungle e dove ottiene successo con “Under Mi Sensi X Project Jungle Spliff”, un brano ragga che entra in Top 40.
Sempre alla ricerca della controversia, Beenie pubblica nel 1995 “Blessed”, che contiene il singolo “Slam”, i cui testi insinuano che le ragazze dei sobborghi sono amanti migliori di quelle ricche. Il successo che ne scaturisce porta molti a credere che il piccolo uomo sia riuscito a meritarsi la corona di Buju Banton come miglior dj giamaicano. Anche la sua vita sentimentale alimenta la sua ascesa nel gotha: si fidanza con Carlene The Dancehall Queen e i due diventano l'equivalente giamaicano della famiglia reale. Ormai una vera e propria star, decide pure di rappacificarsi con Bounty Killer.
Nel 1996 lo vediamo imbarcarsi in un tour internazionale acclamatissimo, insieme alla crew dei Shocking Vibes. Ad esso segue “Many Moods of Moses”, un altro album ben accolto dal pubblico che genera la hit “Who Am I”, entrata direttamente in Top 10 inglese nel 1998 pur non avendo il supporto promozionale di una major o delle radio.
Il suo debutto per la Virgin Records arriva nel 2000, con “Art & Life”: il disco – che gli vale un Grammy Award come Best Reggae Album - è frutto del lavoro con un'ampia gamma di luminari della musica urban fra cui Kelis, Wyclef Jean e Mya con cui produce l'inno estivo “Girls Dem Sugar”. È in quest'occasione che comincia a stringere i primi legami professionali con il team di super-producer The Neptunes, da cui esce la traccia “No Doubt”, inclusa nella colonna sonora del film “Il Diario Di Bridget Jones”.
Due anni più tardi arriva “Tropical Storm”, un cocktail di collaborazioni eccezionali, fra cui So Solid Crew, Stargate e Janet Jackson, voce irresistibile del primo singolo “Feel It Boy”, prodotto dai Neptunes. L'LP è un vero party-album, un passaggio obbligato dalla brezza alla pioggia allo splendore del sole.
Con i piedi ben piantati a terra, Beenie Man ha fatto grandi passi da quando era un piccolo giamaicano di modeste origini: il suo è stato un viaggio musicale incredibile e che riesce a trasmettere la feel-good vibe a tutti i suoi ascoltatori.