Behemoth

Behemoth

Furia infernale.
A partire dalla prima metà degli anni Novanta i Behemoth si impongono come una delle realtà di spicco nel panorama blackened death metal dell'Europa orientale (vengono dalla Polonia). Famigerati presso i credenti a causa della ostentata blasfemia, si trascinano dietro non poche polemiche ma anche una fan base che sa apprezzare il loro sound estremo e i loro interminabili tour.
Tutto comincia nel 1991 grazie al cantante, chitarrista e compositore Nergal (vero nome: Adam Michal Darski, classe 1977), che di fatto resta nel corso degli anni l'unico membro fisso di una formazione piuttosto ballerina, soprattutto quando si parla di bassisti (5 nel giro di 13 anni).
All'inizio il gruppo è un trio, si piazza sicuro nel solco del black metal norvegese e presto sforna un paio di demo belli pesanti. Uno di questi, "From The Pagan Vastlands", viene preso al volo e pubblicato dall'etichetta polacca Pagan Records.
Risultato: i Behemoth firmano con l'italiana Entropy e pubblicano il mini album "And The Forests Dream Eternally" (1994), seguito l'anno successivo dall'esordio lungo "Sventevith (Storming Near The Baltic)" (1995, edito da Pagan). Il pubblico e la critica di settore si sintonizzano su di loro e cominciano a tenerli d'occhio con grande attenzione. Nel frattempo si fa avanti l'etichetta tedesca Solistitium, che li mette sotto contratto e così facendo li sdogana come una delle realtà più interessanti del panorama metal est europeo.
Il secondo album lungo ("Grom", 1996) destabilizza un po' gli estimatori: ci sono linee vocali femminili, chitarre acustiche, sintetizzatori e insomma ci sono una quantità di influenze, ma forse troppa carne al fuoco.
Il successivo "Pandemonic Incantations" (1998) mette invece tutti d'accordo grazie all'affinamento della composizione e all'ingresso del batterista Inferno (vero nome: Zbigniew Robert Prominski, classe 1978, che sostituisce Adam 'Baal' Ravenlock). In un certo senso, però, le potenzialità dell'album vengono scoperte definitivamente a posteriori, perché la distribuzione non riesce imporlo in giro per il mondo.
Le cose vanno meglio dopo il lungo tour di lancio, quando la band torna in studio e ne esce dando alle stampe "Satanica" (1999). Il disco segna l'esordio con la nuova etichetta (l'italiana Avantgarde) e segna una virata decisa verso territori death metal, che contaminano con decisione le origini black. Il disco piace e i fan della band aumentano, grazie anche ai concerti insieme a pezzi grossi del genere come Deicide e Satyricon.
L'ingresso nel nuovo millennio viene battezzato con "Thelema.6" (2000) che per la prima volta vede i Behemoth diventare un quartetto: a Nergal e Inferno si uniscono infatti il bassista Marcin 'Novy' Nowak e il chitarrista Mateusz 'Havok' Smierzchalski. Per la prima volta la band vede un suo disco ottenere una massiccia distribuzione internazionale e questo favorisce i numerosi live nel mondo.
Il momento d'oro dal punto di vista musicale viene confermato nel 2002, grazie a "Zos Kia Cultus (Here And Beyond)" e alla prima tournée in terra statunitense. Poi però sorgono alcune difficoltà all'interno della formazione e così Novy e Havok se ne vanno per la loro strada.
Nel 2004 il settimo album in studio ("Demigod") segna l'approdo della band sotto l'ala di Regain Records e il ritorno alla formazione come trio grazie all'ingresso del bassista Tomasz 'Orion' Wróblewski.
La medesima lineup sforna anche il disco successivo ("The Apostasy", 2007). Segue l'ennesima tournée internazionale, che pur non superando il record dei 325 concerti tenuti dopo "Demigod", regala ai fan il primo live ufficiale della band: "At The Arena Ov Aion – Live Apostasy" (ottobre 2008), che tra l'altro rende merito al contributo di Patryk Dominik 'Seth' Sztyber, frequente collaboratore alla chitarra sia durante i concerti sia durante le sessioni di registrazione.