Belle & Sebastian

Belle & Sebastian

Da perfetti sconosciuti a volti noti senza avere il look giusto: per una volta, ciò che conta è la musica. Ecco a voi Belle & Sebastian, preziosi senza vezzi, intimi senza isolarsi, incantati ma non astratti.

LA FORTUNA DEL POP DA CAMERA
All'origine di tutto ci sono un pub, un corso di specializzazione e una gran botta di fortuna. Il gruppo nasce in un locale di Glasgow nel gennaio del 1996, grazie all'incontro di Stuart Murdoch (cantante e compositore) e Stuart David (basso). I due incidono in tempo zero un buon numero di brani – coordinate: pop da camera, anni Sessanta, folk-rock, cantautori acustici come Donovan e Drake - e alcune demo finiscono in mano a un collaboratore dell'etichetta discografica Jeepster, che sta frequentando allo Stow College un corso di specializzazione per addetti ai lavori.
Ed ecco la botta di fortuna: dato che alla fine del corso bisogna realizzare un disco per la Electric Honey (la label della scuola), la scelta cade sui Belle & Sebastien. Nota: il nome viene dal titolo di un romanzo di Madame Cecile Daubry, da cui fu tratto il cartone animato del bambino con il cane bianco che tracce ha lasciato in tante memorie d'infanzia.

TIGERMILK
Nel giugno dello stesso anno i B&S registrano un intero album, il mitico "Tigermilk", di cui vengono stampate 1000 copie rigorosamente in vinile - un vero e proprio feticcio per molti collezionisti, che raggiungerà valutazioni considerevoli (si va sulle 400 sterline).
Trascorre poco più di un mese e la band viene scritturata dalla Jeepster. In soli due anni incide tre EP: "Dog On Wheels", "Lazy Line Painter Jane" e "3, 6, 9 Seconds of Light" (miglior singolo della settimana per NME e Melody Maker), tutti nel 1997, tutti semplici e perfetti; e due LP, "If You're Feeling Sinister" nel 1996 e "The Boy With The Arab Strap" nel 1998, in un crescendo di ronzio intorno alla band. La stampa specializzata va in visibilio, grazie al fascino degli arrangiamenti e all'eleganza delle performance. È un rock alternativo venato di indie, di originalissimo pop da camera e di una punta di Smiths.
I Belle & Sebastian esulano dagli stereotipi della band di arrivisti, sviano sulla propria vita privata, coltivano l'indipendenza con ironia e senza sventolarla, schivano le canoniche corvée fotografiche (mandano a farsi ritrarre una ragazza che non c'entra nulla con loro), suonano in posti insoliti: case private, chiese, librerie. Il primo concerto si tiene alla Union Chapel di Islington, a Londra, e unisce sacro e profano in bello stile.
Dopo un mini tour in terra bretone, il combo sbarca anche negli Stati Uniti e a settembre si esibisce a New York.
Un passo indietro: al tempo di "Tigermilk" la band è un settetto; oltre a Stuart Murdoch e Stuart David, ci sono Isobel Campbell (violoncello), Sarah Martin (violino), Richard Colburn (batteria), Chris Geddes (pianoforte e tastiere) e Stevie Jackson (chitarra). In realtà, sin dall'inizio c'è anche Mick Cooke (tromba), che però entra ufficialmente a far parte del gruppo solo dalla pubblicazione del terzo album, trionfale traguardo di un biennio al cardiopalma.

I PRIMI CAMBIAMENTI
Entro la fine del 1998 i Belle & Sebastian hanno guadagnato la stima della critica specializzata, un numero crescente di fan e una certa fama. Per uscire dalla nicchia basta solo attendere un paio di mesi e affidarsi alla Rete: nel febbraio 1999 il sito dove si raccolgono i voti per i British Awards viene letteralmente mandato in tilt dalle mail dei fan, il gruppo vince il premio come miglior band emergente e conquista la copertina dell'edizione scozzese del Sun.
"Tigermilk" finalmente è ristampato, per il gaudio della moltitudine che se l'era perso; debutta il Bowlie Weekender, il festival dei Belle & Sebastian che accoglie Mercury Rev, Teenage Fanclub, Flaming Lips, Godspeed You Black Emperor, Mogwai e Broadcast.
Ma quando le cose iniziano ad andare bene, Stuart David lascia la band per dedicarsi completamente ai Looper, suo progetto parallelo: è il marzo del 2000. La separazione è amichevole, gestita con rispetto reciproco, e il gruppo non si mette immediatamente alla ricerca di un sostituto. Ognuno ne approfitta per concedersi qualche diversivo: Isobel con i suoi Gentle Waves, Mick con gli Amphetameanies, Stevie con i V-Twin e Richard con gli Snow Patrol.
Ci vuole più di un anno perché arrivi in pianta stabile Bob Kildea, giusto in tempo per un tour mondiale acclamatissimo. Nel frattempo è stato pubblicato il quarto album "Fold Your Hands Child, You Look Like A Peasant" (2000), primo LP del gruppo a fare la sua comparsa nella Top Ten (e a Top Of The Pops), accompagnato dal fortunato singolo "Legal Man". Anche se i fan della prima ora mugugnano per qualche cedimento stilistico.

E ISOBEL SE NE VA
Il 2001 è un anno relativamente tranquillo, scandito da alcune nuove canzoni, tra cui quella "Jonathan David" che in Inghilterra si comporta discretamente e in Brasile (?) impazza, e da una serie di concerti in patria, in America, in Giappone, in Spagna e appunto in Brasile. Nel 2002 il gruppo vola a New York per registrare la colonna sonora di un film ("Storytelling", di Todd Solondz), ma il lavoro di editing fatto dal regista non piace a Stuart Murdoch e solo una piccola parte del disco poi pubblicato finisce nella pellicola.
Il resto dell'anno, tolto il singolo novembrino "I'm Waking Up To Us", è impiegato a suonare in giro per il mondo, dall'Italia al Canada, ma la vita sulla strada miete un'altra vittima: Isobel non si sente a suo agio in questa nuova identità dei Belle & Sebastian, stressante e totalizzante, e lascia la band nel bel mezzo della tournée. Altro cambiamento significativo è il passaggio alla Rough Trade: con la pubblicazione (che avverrà nell'ottobre del 2003) di una compilation in DVD, "Fans Only", si scioglie il contratto storico con la Jeepster. A fine anno i B&S partecipano alla festa natalizia di John Peel e trascinano l'uditorio sedotto in un coro di nenie e strenne.
Nell'agosto del 2003 la band conduce i concerti più importanti della sua storia a New York, Los Angeles e San Francisco. Ferve intanto la preparazione del nuovo LP, sotto la guida del produttore trendy Trevor Horn (in curriculum, tra gli altri: Yes, Frankie Goes To Hollywood e TATU). "Dear Catastrophe Waitress" (senza Isobel...) esce in ottobre e viene presentato con un tour americano e uno inglese. Il primo singolo è "Step Into My Office, Baby".

HORN'S TOUCH
La mano dell'abile Horn e il talento di Murdoch, che sale in cattedra diventando l'autore principale e il cantante solista, si fanno sentire: il disco appare come il più convincente e compatto dai tempi di "The Boy With The Arab Strap".
I novi mesi che seguono vedono la band impegnata in tour, con tappe in Giappone, Stati Uniti e per la prima volta in Australia. L'estate del 2004 è segnata da due trionfali concerti gratuiti all'aperto: il primo a Glasgow presso il Botanic Garden, il secondo a Londra, nella splendida cornice della Somerset House.
Il secondo singolo estratto da "Dear Catastrophe Waitress", "I'm A Cuckoo", che contiene anche un remix del brano (ad opera degli australiani Avalanches, e il primo nella storia dei B&S), si rivela come il loro maggior successo commerciale, raggiungendo la quattordicesima posizione nella classifica britannica.
Dopo aver ricevuto una nomination al prestigioso Mercury Prize, la band partecipa in novembre al party/concerto (evento per loro assolutamente inusuale) organizzato da Trevor Horn per festeggiare i suoi 25 anni di carriera musicale, durante il quale i B&S condividono il palco con Pet Shop Boys, Grace Jones e Seal, artisti che fino poco tempo prima guardavano con il binocolo.

Con la fine dell'anno il gruppo rientra a Glasgow e inizia a lavorare alla scrittura di nuovo materiale, che per l'estate del 2005 li porta a Los Angeles in studio di registrazione (alla produzione non c'è più Trveor Horn ma Tony Hoffer). Nel frattempo esce una doppia raccolta dei singoli e degli EP del periodo Jeepster, "Push Barman To Open Old Wounds". L'attesissimo ottavo disco della formazione scozzese, "The Life Pursuit", vede quindi la luce nel febbraio del 2006. A lanciarlo è il singolo "Funny Little Frog".