Bering Strait

Bering Strait

Sette ragazzi poco più che ventenni, originiari di Obninsk, una cittadina collocata a un centinaio di chilometri di Mosca e conosciuta (almeno finora) per i suoi laboratori di fisica nucleare. Un mondo a parte, rigorosamente chiuso ai visitatori ed escluso persino da alcune carte geografiche in epoca sovietica, per asserite ragioni di sicurezza nazionale. Un luogo nel quale i sette pionieri del 'country alla russa' hanno trascorso la gioventù, formandosi con insegnanti di musica classica e arrivando a esercitarsi fino a 10 ore al giorno, come racconta Ilia Toshinski, oggi banjista della band. Uno strumento scoperto solo negli anni '90 - sotto lo sguardo perplesso dei maestri di un tempo - quando il gruppo cominciò a farsi notare suonando in alcuni locali di Mosca.
È qui che un mercante d'arte americano, Ray Johnson, li ha scoperti a fine anni '90, innamorandosi all'istante del talento dei sei musicisti (una ragazza, Lidia Salnikova, alle tastiere, e cinque maschietti) e della voce della scapigliata solista Natasha Borzilova: un amore a prima vista, sfociato nell'invito a Nashville, dove il gruppo si è affidato a un paio di manager di grido - Tim DuBois e Mike Kinnamon - e ha sfondato quasi subito.
Nel 2003, un evento storico: gli Stretto Di Bering vengono candidati ai Grammy Awards per 'Best Country Instrumental Performance', ancora prima di aver pubblicato il loro primo (e omonimo) album, uscito il 14 gennaio 2003.