Blind Guardian

Blind Guardian

Prelevati direttamente dal "Signore Degli Anelli" e armati di doppia cassa e chitarre distorte, i Blind Guardian sono l'essenza sinfonica del metal granitico e teutonico.
I primi passi i quattro guardiani li muovono a metà anni ottanta con un moniker, Lucifer's Heritage, che li butta nel calderone del death-thrash benché musicalmente i ragazzi si muovano nella scia di gruppi come Iron Maiden, Judas Priest e, soprattutto, i conterranei Helloween. Pubblicano due demo, "Symphonies Of Doom" nel 1985 e "Battalions Of Fear" l'anno dopo, che nonostante qualche fraintendimento dovuto al moniker ottengono buoni consensi e valgono al gruppo un contratto con la No Remorse Records.
L'occasione è ghiotta, ma bisogna trovare un nome più calzante: Hansi Kürsch (voce e basso), André Olbrich (chitarra solista), Marcus Siepen (chitarra ritmica) e Thomen Stauch (batteria) decidono di ispirarsi al titolo di un disco dei Fates Warning, "Awaken The Guardian", e sono pronti al debutto. Nel 1988 esce "Battalions Of Fear", primo album dei Blind Guardian, un lavoro di solida tradizione metal europea, tirato e melodico.
L'anno dopo i quattro bardi tornano alla carica con "Follow The Blind", un po' più duro del suo predecessore, che ribadisce quanto di buono già visto e lancia i Guardian sul mercato giapponese, spianando la strada al terzo capitolo discografico.
"Tales From The Twilight World" esce nel 1990 con copertina disegnata da Andreas Marshall (la prima di una lunga serie, amatissima dai fan) e si fa notare: vende trentamila copie, mostra lampi di grande classe e indica chiaramente che il gruppo è un cavallo di razza su cui puntare. Se ne accorge la Virgin, che approfitta del fallimento della No Remorse e si assicura i servizi dei quattro guardiani.
Con una major alle spalle, il gruppo inizia a fare sul serio: "Somewhere Far Beyond" esplode come una bomba nel mondo del metal, vende centomila copie più del suo predecessore e mostra che i ragazzi sono maturi, hanno personalità e qualità compositiva. "Ashes To Ashes" e "Somewhere Far Beyond" sono veri e propri inni di battaglia, "The Bard's Song - In The Forest" tocca il cuore anche dei metallari più ruvidi. In Giappone la band inizia la sua scalata verso la divinità, tant'è che i Guardian vanno a Tokyo a registrare il loro primo live, "Tokyo Tales", che esce nel 1993.
L'anno dopo Hansi, André, Marcus e Tomen decidono che è ora di incidere il loro capolavoro: entrano in studio con Flemming Rasmussen, produttore dei Metallica, e sfornano "Imagination From The Other Side". Il mondo urla al disco definitivo, eserciti di metallari si concedono sontuosi headbanging, i Guardian smettono di essere un gran gruppo di speed power e diventano i maestri del metal alla Blind Guardian. Idolatrati in Giappone, i quattro tedeschi diventano il terzo combo hard rock (dopo Metallica e Bon Jovi) a suonare in Tailandia, dove vengono accolti come sovrani in visita.
Cavalcando il trionfo di "Imagination", i Blind Guardian mettono in cantiere un progetto che ne rivela l'anima più spensierata e birraiola: nuovamente prodotto da Rasmussen, nel 1996 esce "The Forgotten Tales". È un magistrale LP di cover, in cui la cifra stilistica dei quattro tedesci (fatti di sovraincisioni vocali, chitarre granitiche, cori maestosi e percussioni schiacciasassi) macina pezzi come "Barbara Ann", "Surfin' USA" e "Mr. Sandman". Solido e divertente, l'album fa da preludio al secondo capolavoro della band.
Titanico, pieno di orchestrazioni e riff che sono colate di cemento, "Nightfall In Middle-Earth" è uno dei dischi più importanti del 1998. Tributo d'amore a J.R.R Tolkien, il concept racconta e riprende le vicende narrate nel "Silmarillion", regalando al mondo del metal qualcosa che da tempo si aspettava: una grande opera musicale ambientata nella Terra di Mezzo. "Nightfall" manda i quattro guardiani nell'Olimpo della musica pesante, vende trecentomila copie e procura un contratto di distribuzione con la Century Media, ovvero l'esordio sul mercato statunitense.
Il disco successivo si fa aspettare tre anni: nel mezzo il Blind Guardian suonano per tutta europa, fanno tour trionfali in asia e sud america e si concedono qualche digressione solista. Kürsch, soprattutto, mette in piedi un progetto con l'amico Jon Schaffer, chitarrista ritmico e mente degli Iced Earth, che si concretizza sotto il monicker Demons & Wizards. Pubblicano un album omonimo nel 2000 e suonano qualche data in Europa, poi è tempo di tornare a pensare ai Guardian, anche perché inizia a girare una voce clamorosa.
Peter Jackson, regista neozelandese, sta girando la trilogia cinematografica del "Signore Degli Anelli", capolavoro di Tolkien. I Blind Guardian sembrano a un passo dal firmare la colonna sonora. C'è da leccarsi i baffi. Finirà in un nulla di fatto, le musiche le farà Howard Shore (che vincerà pure due Oscar), ma dal materiale messo insieme il gruppo ha promesso di ricavare un disco orchestrale, previsto per il 2008.
Nel 2001 esce "A Night At The Opera", il lavoro più sinfonico, barocco e rifinito della band. È l'ennesimo successo, il singolo "And Then There Was Silence" entra nelle classifiche di mezzo mondo, il tour viene immortalato in un doppio live: Live, 2003.
Sempre nel 2003 la band organizza due giorni di Blind Guardian Open Air Festival a Coburg, in Germania, evento celebra definitivamente la meatosità sul palco dellla band, officiato davanti a 6000 fan fedelissimi e in delirio.
Il 2005 è un anno di cambiamenti: il gruppo firma con la Nuclear Blast e, dopo quasi vent'anni, c'è un avvicendamento. Thomen Stauch lascia per proseguire la sua attività coi Savage Circus, a rimpiazzarlo dietro la batteria arriva Fredrik Ehmke. Hansi, André e Marcus lasciano poco tempo per ambientarsi al nuovo acquisto e lo trascinano immediatamente in studio. Preceduto dal singolo "Fly", "A Twist In The Myth" esce nel settembre del 2006, ed è una nuova, magniloquente manifestazione di heavy metal.