Bobby Womack

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Bobby Womack

The Last Soul Man. Solista, vocalist e chitarrista sopraffino, Bobby Womack attraversa le mille stagioni della musica black e, tra picchi e abissi, sforna un sequenza memorabile di pezzi soul. Bobby Dwayne Womack nasce il 4 marzo 1944 a Cleeveland, in Ohio da una famiglia religiosa e imbevuta di musica: suo padre è un operaio ma la sera, smessa la tuta da lavoro, suona la chitarra nei The Voices Of Love, uno degli ensemble gospel più celebri della città. La passione si trasmette di padre in figlio e i quattro fratelli di Bobby (Cecil, Curtis, Friendly Jr e Harry) si sono già fatti una fama in città pari a quella del cugino Solomon J. Womack, altro mito della scena black.
È proprio il padre Friendly a spingere pure Bobby alla musica e a formare i Womack Brothers, il quintetto di fratelli che diventa subito un punto fermo della musica religiosa di Cleeveland e comincia a girare ben presto in tour con i Pilgrim Travelers e con i Five Blind Boys. La famiglia Womack non naviga nell'oro, ma è la fede religiosa del padre che tiene in piedi la baracca in questi anni difficili, quando essere nero è quasi una condanna e la musica gospel, cantata nelle chiese battiste, è l'unica gioia quotidiana. I Womack Brothers hanno fortuna, e diventano i backing vocal dei Soul Stirrers, la band di uno dei personaggi destinati a segnare il mondo della musica black: Sam Cooke. Un giorno gli Stirrers hanno un problema con il chitarrista e Sam Cooke non ci pensa due volte a imbarcare Bobby che dopo un concerto diventa il chitarrista della band di Sam Cooke che in quel periodo sta maturando una delle scelte più rivoluzionarie della musica soul degli anni Cinquanta: abbandonare il gospel e la musica religiosa per saltare nel pop. Non è un problema di stile, ma di visione del mondo: nella comunità afro la musica e il canto sono un dono di Dio e a lui vanno ridonate, e il salto nel pop, nel music business è visto come l'abbraccio al diavolo della perdizione.
Sam Cooke è il primo e più importante artista black a compiere quel salto e dopo aver trovato la fortuna a Los Angeles con il singolo "You Send Me" e l'acquisizione di una fetta della SAR Records si ricorda di quei 5 ragazzi di Cleeveland e li chiama. Per Bobby e i suoi fratelli è impossibile pensare di andare a Los Angeles e dedicarsi al pop e allo star system e infatti non appena accennano del corteggiamento di Sam Cook al padre questo li butta fuori di casa letteralmente a pedate nel sedere. Per fortuna Sam ha già anticipato loro un gruzzolo di dollari con i quali i fratelli Womack comprano una Cadillac e si buttano sulla Route 66 in direzione di L.A. dove giungono in condizioni pietose (serve una settimana di ricovero in ospedale per liberarsi dai fumi del tubo di scappamento che sfiatava direttamente nell'abitacolo). Sam Cook prende in mano la vita dei fratelli Womack, cambia il loro nome i The Valentinos e li chiude in sala di registrazione da dove i fratelli escono con una manciata di riadattamenti dei loro successi gospel: "Somewhere There Is A God" diventa "Somewhere There Is A Girl", "Couldn't Hear Nobody Pray" si trasforma nella futura hit "Lookin' For A Love" e i Valentinos sono pronti a salire sul palco a raccogliere gli applausi per il primo brano a entrare nella top ten della R&B chart e per quello destinato a diventare fortunato con i Rolling Stones (consegnando anche un bel gruzzolo ai fratelli Womack). Il successo chiama il successo e i Valentinos si ritrovano accanto al satrapo James Brown ma l'11 dicembre 1964 la tragedia che porta via la vita e la carriera di Sam Cooke (trovato ucciso in circostante mai davvero chiarite in un motel di Los Angeles) pone praticamente fine alla carriera dei Valentinos. Ancora un album per la Checker e poi i cinque di sciolgono, lasciando spazio alla carriera solista di Bobby che intanto si attira una montagna di polemiche sposando la vedova di Cooke, Barbara Campbell
. Sciolti i Valentinos e unitosi a Barbara, Bobby decide anche di fare il chitarrista e compositore accompagnandosi nei 4 anni successivi a grandi solisti come Ray Charles, Aretha Franklin, King Courtis e Wilson Pickett per il quale scrive "I'm In Love", "I'm A Midnight Mover" e "99 And A Half". Dopo qualche tentativo sfortunato arriva anche il successo come solista, ed è quando nel 1968 incide per la Minit Records il singolo "What Is This" dal sapore souther soul: il pezzo vende bene e Bobby si trova a registrare una serie di cover e qualche brano a sua firma ("Fly Me To The Moon", "California Dreamin", "How I Miss You Baby", "More Than I Can Stand") prima che un domino tra label dia il via alla sua vera carriera solista: la Minit è assorbita dalla Liberty che a sua volta finisce nel portfolio della United Artist che gli concede la possibilità di incidere il suo primo album "Communication": "That's The Way I Feel About Cha" è il singolo che lo trascina in vetta alle chart (al numero 30 di quella pop e al 2 di quella R&B). negli stessi giorni in cui registra "Communication" conosce Sly Stone che gli toglie di dosso gli abiti seriosi con cui Bobby continua a presentarsi in pubblico e gli lancia l'idea dell'immagine riflessa negli occhiali da sole per la copertina del disco. Il momento è magico e nel 1972 Bobby registra "Understanding" con "I Can Understand It" e soprattutto "Woman Gotta Have It" che balza diretta al top della chart R&B e gli spalanca le porte per la colonna sonora di "Across 110th Street", un film che racconta della vita quotidiana nei ghetti USA. La label è contraria ma Bobby insiste e ha ragione perché il film è un successo clamoroso e diventa il manifesto della blaxploitation e della rivincita della comunità black che adotta nel giro delle radio "Harry Hippie", un pezzo scritto in memoria del fratello ucciso dalla fidanzata nella casa di Bobby.
Questo omicidio segna la vita di Bobby che si prende un anno di pausa discografica ma soprattutto comincia a scivolare lentamente nel gorgo della tossicodipendenza e di una vita sopra le righe che mina le sue produzioni a venire: nel 1975 torna in sala d'incisione per "Lookin' For A Love Again", un album che rilegge i suoi successi dal 1968 e, nonostante il successo di vendite, non aggiunge nulla di nuovo alla sua produzione. L'anno successivo si presenta ai boss della United con un album country che vuole intitolare "Step Aside, Charley Pride, Give Another Nigger a Try" prima di ripiegare su un più didascalico "BW goes C&W" ma che sostanzialmente è un flop e gli costa lo strappo del contratto con la label. La sua vita sregolata, l'insuccesso commerciale e le sue posizioni ne fanno ormai un artista scomodo che la Columbia ingaggia per un solo album ("At Home") esattamente come la Arista ("The Roads Of Life", disco dedicato a suo figlio Truth, morto agitandosi nella culla). È la nuova storia d'amore con Regina Banks che lo aiuta a risalire e il segnale del suo ritorno è l'album "The Poet" che rilascia per una piccolissima label indipendente: il successo è clamoroso, il disco vende anche in Europa ma i problemi con la Beverly Glenn nascono dalle clausole capestro infilate nel contratto e dalle dispute legali sui diritti d'autore che Bobby non incassa, finendo in un passivo di debiti che sfiora il milione di dollari (nel 1981!). Svincolatosi dalla Beverly, Bobby si rifugia sotto le ali della Motown per la quale incide "The Poet - Vol. II" impreziosito dagli straordinari duetti con la voce di Patti LaBelle.
Bobby è rinato e dal 1985 sforna una serie di successi clamorosi: "So Many Rivers" cavalca i singoli estratti "I Wish He Didn't Trust Me So Much" e "Let Me Kiss It Where It Hurts", lui riallaccia i contatti con i Rolling Stones e duetta per "Harlem Shuffle", con l'etichetta di Ron Wood incide "Resurrection" del 1994, il disco che segna una nuova svolta nella sua carriera. "Resurrection" è un album intimo che lo sprona a ricongiungersi con suo padre, morto alcuni anni prima, registrando un disco di ritorno alle origini non a caso intitolaro "Back To My Roots: ormai Bobby Womack vuole essere soltanto se stesso e dopo questa svolta gli album che seguono ("Master", "Get It Right", "Left Handed, Upside Down") sono tutto la pura quintessenza del suo stile, quello di Bobby The Survivor.