Bonnie Tyler

Bonnie Tyler: ultimi video musicali

God Gave Love To You (Die Pyramide 11.9.1993)

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Si demain... (Turn Around)

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Holding Out For A Hero

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Total Eclipse of the Heart

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Faster Than The Speed Of Night

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Here She Comes

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If You Were A Woman

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Tears

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Bonnie Tyler

La più bella voce della musica inglese. Considerata da molti (fan e critica) come l'equivalente femminile di Rod Stewart, Bonnie Tyler è l'interprete appassionata e inconfondibile di una serie di hit indimenticabili. Canzoni che non solo hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, assicurandole un posto definitivo nel panorama discografico internazionale, ma che le hanno pure reso affezionato un vasto pubblico mondiale, dagli States all'Europa fino all'Estremo Oriente.
Bonnie Tyler nasce con il nome di Gaynor Hopkins nei dintorni di Swansea, Galles, da una working class family numerosa e particolare: suo padre è minatore, lei è circondata da altri 5 tra fratelli e sorelle e sua madre è una fan sfegatata dell'opera lirica. Dalle finestre di casa Hopkins c'è sempre qualche aria lirica che esce e inonda tutto il vicinato, ma quando Gaynor cresce il disco sul grammofono di papà è presto sostituito da quelli con le più grandi voci del pop rock mondiale, da Janis Joplin a Tina Turner. Normale quindi che la piccola Gaynor si appassioni talmente al canto al punto che si racconta faccia le prove, di voce e portamento sul palco, davanti allo specchio nell'ingresso della casa. Giovanissima, è già pronta ad affrontare il pubblico, e ovviamente le sue prime esibizioni non possono che essere i diversi contest che si tengono negli affollati pub della sua città. Dopo pochi mesi l'annuncio che comincia a cambiarle la vita: una band locale, i Bobby Wayne & The Dixies, cercano una voce femminile. Gaynor si presenta, supera a pieni voti il rudimentale provino e decide di cambiare il suo nome (troppo simile ai suoi occhi a quello di Mary Hopkins) con uno d'arte, Sherene Davies.
La nuova band di Gaynor / Sherene strappa un accordo per suonare regolarmente in un pub di Swansea ed è qui che la futura Bonnie Tyler incontra l'uomo della sua vita: il proprietario del pub è un certo Robert Sullivan che il 4 luglio del 1973 diventa suo marito per uno dei più stabili e duraturi legami d'amore della storia del music business. Prima di diventare Bonnie Tyler c'è ancora tempo per la sua propria band, gli Imagination, ma è quando nel corso di una delle solite serate nei pub dei dintorni incontra Roger Bell che la sua carriera decolla: Roger Bell è quello che si chiama uno starspotter, un talent scout, e capisce subito che con questa ragazza è il caso di attivarsi per registrare un singolo. Roger contatta allora Ronnie Scott e Steve Wolfe e poco dopo ecco "My, My Honeycomb", il primo singolo di Bonnie Tyler (il nome scelto accostando le due parole su un giornale per vedere l'effetto che faceva) che però passa inevitabilmente sotto silenzio. Bonnie deve solo aspettare il 30 ottobre del 1976, quando pubblica "Lost In France" che entra nelle chart, ci rimane 10 settimane e le permette di essere invitara a Top Of The Pops per la prima volta. Ma nonostante questo primo singolo di successo la vera Bonnie Tyler non è ancora nata, e soprattutto non è ancora nata la sua leggendaria voce che sarà il frutto di un evento traumatico: appena prima della registrazione del suo album di debutto Bonnie è costretta a un ricovero in ospedale per un'operazione chirurgica alle corde vocali. Un intervento delicatissimo per una cantante in ascesa. L'intervento è tecnicamente riuscito e i medici si raccomandano il silenzio assoluto da parte sua, che però Bonnie trasgredisce quando genitori e fratelli si presentano al capezzale del suo letto con le fragole ma senza la panna che lei aveva richiesto. Quell'improvvisa arrabbiatura è l'origine e il motivo della sua voce così sensuale e ruvida, inconfondibile fin dal primo ascolto e che diventerà il suo esclusivo biglietto da visita. Sulla scorta del successo di "Lost In France" Bonnie Tyler registra il suo primo album "The World Starts Tonight". Arriva così anche il primo contratto con una major, la RCA, che subito dopo pubblica "Natural Force" con il primo grande successo internazionale di Bonnie Tyler, "It's A Heartache". È il traino per il suo primo tour americano e per il secondo singolo "Sitting On The Edge Of The Ocean", scritta da Scott & Wolfe.
Nel 1982 Bonnie Tyler passa alla Cbs e comincia a lavorare con il songwriter Jim Steinman (già con Meat Loaf) che firma subito per lei il più grande successo della carriera di Bonnie: il primo album per la CBS esce nel 1983 e tra i pezzi di "Faster Than The Speed Of Night" c'è la bellissima ballad di "Total Eclipse Of The Heart" che vende 60mila copie al giorno per settimane e balza immediatamente al numero 1 di buona parte delle chart mondiali, scalzando niente meno che "Billie Jean" di Michael Jackson e facendo di Bonnie anche una voce del Guinness dei Primati, visto che non era mai successo della storia della pop music. Le nomination si sprecano, l'album vende benissimo, la carriera di Bonnie è al suo apice tanto che una sua canzone, "Here She Comes", è richiesta per la nuova colonna sonora della versione restaurata del film culto "Metropolis".
La collaborazione con Jim Steinman continua anche ne successivo "Secret Dreams & Forbidden Fire", altro scrigno di hit come "Holding Out For A Hero" (che entra di diritto nella colonna sonora di "Footloose") e il duetto con Todd Rundgren di "Loving You's A Dirty Job But Somebody's Gotta Do It". L'avventura con la CBS si conclude con l'album "Hide Your Heart" (prodotto da Desmond Child) che per una strana scelta discografica è pubblicato negli States con il nome di "Notes From America": forse anche per via di queste scelte il disco fatica a vendere e tuttavia risulta ricco di pezzi di grande fascino come testimoniano le numerose cover che ne verranno tratte, da "To Love Somebody" rifatta da Michael Bolton a "Save Up All Your Tears" che Cher rende celebre qualche anno dopo fino a "The Best" che Tina Turner trasforma in una mega hit.
Il piccolo culto che i suoi fan costruiscono attorno a questo disco spinge Bonnie a scegliere una piccola laver coma la tedesca Hansa: dalla collaborazione con il produttore e performer Dieter Bohlen nascono due album fortunati come "Bitterblue" e "Angel Heart", entrambi multiplatino in diversi paesi d'Europa. A metà degli anni Novanta Bonnie torna a collaborare con Jim Steinman (e con Stuart Emerson) che l'aiutano per "Free Spirit" il cui primo singolo estratto ("Making Love (Out of Nothing At All)") è prodotto in un numero talmente esiguo di copie da scomparire immediatamente dagli scaffali. Anche questa scelta discografica si rivela poco felice e bisogna attendere il 1996, quando Bonnie registra il tema per le Olimpiadi "Limelight" per rivedere l'album ripubblicato in una nuova versione. Con la EastWest Bonnie pubblica anche un secondo disco, "All In One Voice" scritto con l'aiuto di Per Andreasson ("Heaven") che è stampato in edizione limitata e oggi è ormai quasi introvabile. Bonnie continua nella sua carriera, ma le ultime scelte sembrano averla fatta scomparire nell'ombra, e bisogna attendere il cinquantesimo compleanno di Andrew Lloyd Webber per ritrovarla tra gli ospiti speciali: reinterpreta "Tyre Tracks And Broken Hearts" che la riporta agli splendori di un tempo tanto che dopo il "Greatest Hit" pubblicato dalla Sony la label danese CMC le propone un nuovo album. "Heartstrings" vede Bonnie Tyler circondata dal suono della Philharmonic Orchestra di Praga per una serie di reinterpretazioni che vanno da "Against All Odds" di Phil Collins a "I Still Haven't Found What I'm Looking For" degli U2 fino a "In My Life" dei Beatles. L'anno successivo lo stesso album esce in Scandinavia con il titolo di "Heart & Soul: 13 Rock Classics" ma il 2004 è importante soprattutto per l'incontro con la cantante francese Kareen Antonn che le propone un duetto per la versione francese di "Total Eclipse Of The Heart": Bonnie non ci aveva mai pensato, ma quando pochi mesi dopo compare "Si Demain... (Turn Around)" le vendite schizzano in alto ed è il prologo a un nuovo album che esce con il titolo di "Simply Believe" e un altro duetto con Kareen, "Si Tout S'Arrêtte" ("It's A Heartache"). Anche se "Simply Believe" non vende le copie che ci si aspetta, è l'occasione per l'incontro con il produttore Jean Lahcene (aka John Stage) con il quale mette in cantiere il nuovo album "Wings" e che regala nuova linfa a Bonnie: superata la fatidica soglia dei 50 anni la sua splendida voce non ha nessuna intenzione di abdicare e pensa già a nuovi progetti discografici.