Boyz II Men

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Boyz II Men

Quando si dice nati per cantare. La storia dei Boyz II Men, decine di milioni di dischi venduti in 10 anni di carriera, sembra una delle puntate più riuscite di "Saranno Famosi".
Wanya 'Squirt' Morris, Michael 'Bass' McCary, Shawn 'Slim' Stockman e Nathan 'Alex-Vanderpool' Morris sono 4 ragazzi black nati tra il 1971 e il 1973, che incrociano le loro strade alla Philadelphia High School Of Creative And Performing Arts. Come per i personaggi del favoloso telefilm degli anni '80, non basta avere talento per entrare nello star system: bisogna studiare, fare sacrifici e sgomitare un sacco. Corre l'anno 1988 quando la smisurata passione per la musica soul degli anni '60 spinge i quattro a formare un gruppo che emuli le gesta dei loro beniamini. Le loro indubbie qualità vocali li portano, sotto la sapiente guida di Michael Bivins dei Bell Biv De Voe, a firmare subito per la serie A delle etichette soul: la mitica Motown Records, la stessa di Marvin Gaye e Stevie Wonder, i loro miti.
Presi singolarmente i membri della band sono talentuosi, ma la loro forza è indubbiamente nel collettivo: quando intrecciano e uniscono le loro voci i Boyz II Men sono invincibili. Questo spiega l'esordio al fulmicotone: il primo singolo "Motownphilly", proietta i fantastici 4 alla terza posizione delle charts statunitensi. I singoli successivi riescono a fare ancora meglio e trascinano l'album di debutto ("Cooleyhighharmony", 1991) ai vertici delle classifiche: alla fine oltre sette milioni di persone se lo portano a casa. Non è tutto: "The End Of The Road", brano incluso nella colonna sonora del film "Boomerang", infrange un record stabilito da sua maestà Elvis Presley, rimanendo al primo posto negli Usa per tredici settimane. Un trionfo. Ma il bello deve ancora venire. Il secondo album, "Christmas Interpretations" (1993), è una chicca: si tratta di un interpretazione dei canti di Natale secondo i Boyz, alcuni dei quali cantati a cappella.
Il terzo album, "II", realizzato nel 1994 e seguito da una versione in spagnolo, contiene pezzi gettonatissimi, tra i quali "I'll Make Love To You" (14 settimane), "On Bended Knee" (6 settimane) e "One Sweet Day", cantato insieme a Mariah Carey. Quest'ultimo è ancora oggi il singolo con il maggior numero di settimane di permanenza – ben 16 - al numero 1 nella storia di Billboard.
A questo punto il successo del quartetto è ai massimi storici. Tuttavia sul finire del millennio il mondo (e il pubblico) dell'R&B, sempre più in combutta con l'hip hop, comincia a spostarsi dai temi del soul, tanto cari al quartetto, per caricarsi di tinte più fosche e aggressive.
Pur rimanendo su buoni livelli, ora anche per i favolosi Boyz II Men diventa più difficile stupire e ripetersi con i due album seguenti: "Evolution" (1997) e "Nathan, Michael, Shawn, Wanya" (2000) vantano prestigiose collaborazioni con l'allora Sean 'Puffy' Combs (oggi P. Diddy), Babyface, Keith Crouch, ma non riescono a ripetere gli incredibili exploit di quelli precedenti.
Nel 2002 giunge l'ora di "Full Circle", il sesto album del gruppo, il primo pubblicato sotto l'Arista Records, la nuova etichetta. Il disco ricorda i migliori, tra le hit si segnala "Relax Your Mind", che vede la partecipazione straordinaria di Faith Evans (ex moglie del defunto Notorius B.I.G.), "The Color Of Love" e "That's Why I Love You". Tuttavia i fasti della prima metà degli anni '90, quando un gruppo di ragazzi prodigio venuti dal nulla incantava lo star system stracciando tutti i record, appaiono oggi sempre più lontani.