Brand New Sin

Brand New Sin

Brutti, pelosi, con le unghie sporche e la pelle callosa. I Brand New Sin incarnano tutto quello che bisogna essere per fregiarsi del titolo di hard rock band. E non solo nel look: usciti da Syracuse, cittadella della vita pura, del vegetarianesimo e della spiritualità trasferita in musica, i Brand New Sin sono andati a cercare le loro radici nelle discariche del metal rock a stelle e strisce, come se si fossero rivoltati contro tutto quello che li ha circondati in gioventù.
E alla faccia di ogni politically correct: basta pensare che quando è uscito il loro omonimo album di debutto l'hanno paragonato al primo bicchierino che un alcolizzato vorrebbe farsi appena uscito da un centro di recupero. I 6 membri della band attraversano gli anni '90 nella band metal punk dei Godbelow, una specie di alieno nel mondo di Syracuse. Ma quando decidono di fare sul serio, e siamo intorno al 2000, buttano nel cesso quel nome, assumono quello di Brand New Sin e cominciano a darci dentro veramente: Joe Altier, leader e cantante, Chuck Kahl, bassista, Mike Rafferty, batterista, e i tre chitarristi Slider, Kris Wiechmann e Ken Dunham ravanano nei cassetti dei grandi padri del metal come Motörhead, Black Sabbath, e Pantera, non rinnegano le loro influenze southern che vanno da Lynyrd Skynyrd ad Alabama Thunder Pussy e Hammerlock e soprattutto se ne sbattono della moda nu metal.
Il disco di debutto, "Brand New Sin" arriva nel 2002 (prodotto da Pete Walker per la Now Or Never Records) e squassa l'hard rock come una spranga di ferro sui denti: ovviamente la critica parla dei Brand New Sin come della next big thing dell'hard rock USA e la band trascina legioni di headbangers ai loro show in compagnia di Black Label Society, Slayer, Breaking Benjamin e Saliva. Il grande botto fatto dal loro debutto discografico non protegge i Brand New Sin dai soliti rivolgimenti di lineup (Kevin Dean si piazza dietro la batteria) ma questo non corrode l'energia della band che a metà del 2004 torna in studio con Walker per lavorare alla loro seconda prova: corroborato da una serie di show in campagnia di leggende come Motörhead, Corrosion Of Conformity e Life Of Agony, "Black And Blue" è il 12" che anticipa, per la Century Media Records, l'atteso album "Recipe For Disaster", l'ennesimo calcio nelle parti basse dell'hard rock.