Cameo

Cameo
  • R&B, Funk, Urban, Quiet Storm
  • Il funk che spacca. Gran presenza scenica e ritmo che ti entra nelle vene: questa è la ricetta utilizzata [... altro]

Revised Audio

Il funk che spacca.
Gran presenza scenica e ritmo che ti entra nelle vene: questa è la ricetta utilizzata dai Cameo per fare due cose. La prima: entrare nella storia del funk anni Settanta e Ottanta. La seconda: influenzare un'intera generazione r&b e hip-hop. Con in più un brano destinato a renderli famosissimi, e che qualche anno dopo viene ripreso in chiave rock dai Korn. Il titolo? "Word Up!".
Alla base di tutto questo c'è una formazione ballerina: gente che va, gente che viene, una volta sono un terzetto, la volta dopo un sestetto. Sostanzialmente c'è un unico punto fermo: il suo nome è Larry Blackmon, vero e proprio centro gravitazionale del gruppo.
Comincia tutto nel 1974, a New York.
Larry Blackmon sta frequentando la prestigiosa Juilliard School: per mantenersi lavora come commesso, per divertirsi passa le notti in discoteca, per regalarsi un futuro decide di mettere insieme una funk band. Detto fatto, contatta Tomi Jenkins e Nathan Leftenant: insieme diventano il nucleo centrale dei New York City Players, formazione che si fa le ossa suonando dal vivo con i Parliament e i Funkadelic.
Poi Casablanca Records si innamora di loro, li mette sotto contratto e li affida alla sottoetichetta Chocolate City. È in questo momento che il gruppo cambia nome e diventa Cameo.
L'esordio ufficiale è per il 1977, quando viene pubblicato "Cardiac Arrest". Il disco piace un sacco alla critica e sforna 3 singoli che riescono a conquistare la Billboard R&B chart: si tratta di "Rigor Mortis" (che arriva alla posizione #33), "Funk Funk" (#20) e "Post Mortem" (#70). Nel frattempo, Larry Blackmon ha già salutato da un pezzo il lavoro come commesso.
"Cardiac Arrest" dice piuttosto chiaramente che i Cameo sono influenzati da maestri del funk come i Parliament e i Funkadelic. Fin qui niente di eccezionale, se non fosse che dimostrano anche di avere tutte le carte in regola per un'evoluzione originale, destinata a portare il genere verso esiti tutti nuovi.
Situazione dopo l'esordio: molte idee musicali, riposta di pubblico e critica lusinghiera. Insomma, i Cameo decidono di cavalcare l'onda: nel corso del 1978 pubblicano due dischi, "We All Know Who We Are" e "Ugly Ego". L'esito è meno esaltante del debutto, però consente di sperimentare e sviluppare le potenzialità della band, per di più ottenendo comunque critiche incoraggianti.
Anche il pubblico dimostra di gradire: il singolo "It's Serious" (dal secondo album) manca di poco l'entrata in Top20. Ci riesce invece "Insane" (dal terzo), che raggiunge la posizione #17.
nel 1979 esce "Secret Omen", quarto lavoro dei Cameo e conferma per la critica dell'eccellenza annunciata nell'esordio. Il disco diventa una pietra miliare della loro carriera e proietta il brano "I Just Want To Be" fino alla terza posizione delle classifiche r&b.
È stato un inizio folgorante: 4 album in 3 anni, con la critica conquistata e il pubblico che ripaga lo sforzo. Ci sarebbe di che prendersi una vacanza e invece no: fra il 1980 e il 1982 i Cameo pubblicano altri 4 dischi ("Cameosis", "Feel Me", "Knights Of The Sound Table" e "Alligator Woman").
Il risultato di tanta prolificità sono una manciata di singoli da Top20, la conferma che i Cameo ci sanno fare, ma anche il dubbio che non abbiano più molte frecce da sparare in direzione della novità (ci si aspetta sempre questo da chi comincia come hanno cominciato loro).
Invece, nel 1982 fanno armi e bagagli, si trasferiscono ad Atlanta e stabilizzano la formazione in modalità quintetto, lasciando a casa un po' di vecchi collaboratori occasionali. Già che c'è aria di cambiamenti, Larry Blackmon fonda un'etichetta tutta sua, la Atlanta Artists. Il primo disco pubblicato dalla casa è il nono album dei Cameo, "Style" (1983). L'aria nuova si respira anche nelle tracce dell'LP, che per la prima volta affidano un ruolo preminente ai sintetizzatori. Il tutto in piena sintonia con l'evoluzione che l'intero mondo soul e r&b sta affrontando. Insomma: i Cameo sono ancora sulla cresta dell'onda.
A partire da "She's Strange" (1984) la critica ricomincia a esaltare la qualità del quintetto. Il pubblico conferma il gradimento e spedisce la title track in vetta alle classifiche r&b. Non solo: da questo momento i Cameo si affacciano seriamente anche nelle classifiche europee.
Stessa musica coi successivi "Single Life" (1985) e "Word Up!" (1986), che piazzano tutti i relativi singoli all'interno della Top5 statunitense ("Attack Me With Your Love", "Single Life", "Word Up!", "Candy" e "Back And Forth").
Non finisce qui: il brano "Word Up!" scala anche le classifiche pop, trascinando le vendite dell'album fino al disco di platino e diventando il più grande successo funk del decennio (aiuta anche la conquista delle classifiche europee).
La fama è una ruota, però: a volte gira a favore, altre volte no.
E così, dopo l'abbuffata di successo arriva anche per i Cameo il tempo di tornare un po' coi piedi per terra: ci pensano gli album "Machismo" (1988) e "Real Men Wear Black" (1990). Nonostante un paio di singoli da Top5, infatti, le vendite dei dischi non vanno come sperato.
La conferma del momento difficile arriva l'anno successivo, quando viene pubblicato "Emotional Violence" (1991). La critica non stronca, ma riserva le recensioni meno entusiaste della loro carriera. Le vendite vanno di conseguenza.
Il passato è di quelli che fanno la differenza, però: anche se le date dal vivo diminuiscono, lo zoccolo duro dei fan le trasforma sempre in un successo. Bisogna anche fare i conti con le nuove leve, quelle che pensano che esista "Word Up!" e basta, però non tutte le ciambelle riescono col buco.
Nel corso degli anni Novanta i Cameo lavorano sempre meno a materiale nuovo. C'è giusto quanto serve per "In The Face Of Funk" (1994), ma niente più di questo fino al 2000 (quando esce "Sexy Sweet Thing").
Naturalmente, vengono pubblicate parecchie raccolte, alcune delle quali di tutto rispetto: per esempio "12 Collection & More" (1999) e il doppio CD "Anthology" (2002, entrambi pubblicati da Polygram, che aveva assorbito Casablanca Records nel 1980).