Carlinhos Brown

Carlinhos Brown

Percussionista ma non solo.
C'è gente che picchia sui tamburi. Poi c'è chi li suona, ed è tutta un'altra musica: Carlinhos Brown appartiene a questa seconda categoria. Il bello è che non si limita a essere uno dei migliori percussionisti brasiliani di fine XX secolo.
È anche cantante, produttore, compositore, musicista a tutto tondo.
L'avventura comincia nel 1962, quando viene alla luce in un quartiere di Salvador de Bahia (Brasile). In quel momento Carlinhos si chiama Antonio Carlos de Freitas (il nome d'arte, un omaggio a James Brown, arriva più tardi).
Innamorato del ritmo come tutti i brasiliani, da bambino comincia a percuotere qualunque cosa gli capiti a tiro: niente set di tamburi nuovi di zecca, perché i soldi sono quello che sono, ma bottiglie vuote, all'occorrenza riempite con differenti dosi d'acqua per modificare la nota emessa.
Il primo passo verso una carriera pirotecnica avviene grazie all'incontro con Osvaldo Alves da Silva (Mestre Pintado do Bongô), che lo prende sotto la sua ala protettiva e comincia a insegnargli tutto quello che sa.
Il secondo passo avviene nel 1985, quando è già uno dei percussionisti più rinomati di Bahia. È in quest'anno che il grande Caetano Veloso gli chiede di entrare nella sua Banda Nova. Grazie a questa esperienza Carlinhos rafforza la sua fama in Brasile, si fa conoscere anche all'estero e inaugura in grande stile la carriera di compositore. Come? Convincendo Caetano Veloso a inserire un suo brano nel disco "Estrangeiro" (1989, il singolo è Meia-Lua Inteira").
Dal punto di vista della composizione musicale, Carlinhos sperimenta un'interessante incontro fra ritmi brasiliani e musica pop, un sound che cavalca la nuova onda della world music e lo fa in modo pregevole.
Mentre percorre la sua personale ricerca musicale, Carlinhos continua a essere uno dei percussionisti più richiesti: lavora con Gilberto Gil e Gal Costa, partecipa alle tournée internazionali di João Gilberto, Djavan e João Bosco. Insomma: lavora con i grandissimi del suo paese.
Giunti trionfalmente gli anni '90 è tempo per un gruppo tutto suo. Nascono così i Timbalada, una gigantesca band di percussionisti, oltre 120 persone riunite in un progetto di forte impatto sociale: Carlinhos utilizza infatti i Timbalada per andare nelle aree più povere della sua città, coinvolgere i giovani e toglierli dalle strade. Ne nascono diversi dischi e un esordio live entrato nella storia del carnevale di Bahia.
Ma non finisce qui: Carlinhos riesce anche a trovare il tempo per collaborare con una marea di musicisti, da Sergio Mendez ai Sepultura passando per Herbie Hancock, Marisa Monte, Xuxa, Daniela Mercury, Nando Reis e molti altri.
Nel 1996 esce il suo primo lavoro solista, "Alfagamabetizado", che contiene un brano destinato a diventare famosissimo ("A Namorada") e che manda in visibilio la critica.
Due anni dopo, fra un impegno e l'altro trova il tempo di pubblicare il suo secondo disco ("Omelete Man"): è un lavoro atteso con impazienza dai fan, ma anche molto temuto, soprattutto perché le aspettative sono enormi e la fama raggiunta non gli consente di sgarrare. Carlinhos Brown riesce a difendersi, pur senza strabiliare. Analogo esito con "Bahia Do Mundo - Mito E Verdade", album #3 uscito a 2001.
Il ritorno degli entusiasmi incontrollati è fissato per il 2002, quando insieme a Marisa Monte e Arnaldo Antunes crea i Tribalistas e pubblica un album omonimo destinato a grandissimo successo.
Annunciata la fine dei Tribalistas, che era previsto lavorassero a un solo disco, Carlinhos Brown torna alla carriera solista e nel 2003 pubblica "Carlinhos Brown E Carlito Marron".