Cat Stevens (Yusuf)

Cat Stevens (Yusuf)

Musica e spiritualità.
Nel corso degli anni Settanta è uno dei cantautori che fanno grande la scena folk-rock inglese. Poi il 23 dicembre 1977 si converte all'Islam e inaugura un lungo silenzio musicale terminato oltre 15 anni dopo. Il suo nome è Steven Demetre Georgiou, ma tutti lo conoscono come Cat Stevens e, dopo la conversione, come Yusuf Islam.
Mamma è svedese, papà è greco: i genitori gestiscono un ristorante a Londra ed è qui che Steven nasce il 21 luglio 1947. La passione per la musica esplode durante l'adolescenza, fra le aule dell'Hammersmith College: già nel 1965 si esibisce in pubblico con lo pseudonimo di Steve Adams.
La svolta arriva quando Mike Hurst lo sente cantare e decide di trascinarlo in studio di registrazione per incidere un demo. Hurst, ex membro degli Springfields e ora produttore discografico, mette a frutto la sua esperienza per trovare nuovi talenti. È un lavoro che evidentemente gli riesce bene: Steve Adams registra il brano "I Love My Dog" e grazie a esso conquista un contratto con Decca Records. L'etichetta cambia il nome d'arte in Cat Stevens e lo affida alla sussidiaria Deram, fondata apposta per seguire gli artisti 'alternativi'. È il 1966.
Nello stesso anno viene pubblicato il disco d'esordio, "Matthew & Son". L'album passa quasi inosservato negli Stati Uniti, ma in patria entra in top10 con 3 singoli: la title track, "Here Comes My Baby" e "I'm Gonna Get Me A Gun".
Nel 1967 esce il secondo album, "New Masters", che però non riesce a bissare il successo. A peggiorare la situazione viene la tubercolosi, che colpisce Cat Stevens e lo costringe a passare 3 mesi in ospedale più 1 anno a recuperare le forze. Nel 1969, poi, l'atteso singolo del ritorno ("Where Are You") fallisce l'obiettivo commerciale e il contratto con Deran non viene rinnovato.
La delusione è forte, la sfiducia nel music business pure: Cat Stevens continua a scrivere musica, però lavora su brani più introspettivi e personali.
Il nuovo contratto con Island Records porta alla pubblicazione del terzo album, "Mona Bone Jakon", che non fa scintille in classifica però piazza il singolo "Lady D'Arbanville" nella top10 inglese.
È una piccola avvisaglia di ciò che sarebbe successo di lì a poco con la pubblicazione di due album capolavoro: "Tea For The Tillerman" (1970) e "Teaser And The Firecat" (1971). Si tratta degli LP che lo trasformano in una star anche in Usa e che spingono la critica a posizionarlo fra i grossi nomi del cantautorato folk-rock, gente come James Taylor o Carole King.
Il successo di pubblico segue a ruota, grazie a brani come "Wild World" e "Father And Son" (dall'LP "Tea For The Tillerman"), o come Moonshadow", "Morning Has Broken" e "Peace Train" (da "Teaser And The Firecat").
Sull'onda dell'entusiasmo Deram ripubblica i primi due album di Cat Stevens e prepara un paio di raccolte dedicate alle sue prime esperienze musicali (la più interessante è "Very Young And Early Songs").
Prima dell'uscita del sesto album ufficiale, Cat Stevens trova il tempo di occuparsi della colonna sonora di "Harold E Maude" (1971), commedia nera che diventa un film di culto. Poi, nel 1972, ecco "Catch Bull At Four", album #6 nonché maggior successo commerciale sino a quel momento (primo posto nelle classifiche Usa e secondo in quelle inglesi).
A questo punto, però, l'antica insofferenza per le regole dello show business ritorna a farsi sentire: Cat Stevens rallenta l'attività dal vivo e comincia a concedere interviste sempre più raramente.
Ad agosto del 1973 esce "Foreigner", settimo album in carriera: si tratta di un progetto molto ambizioso, che dedica un intero lato dell'LP a una suite musicale di oltre 18 minuti. La critica gradisce ma non si entusiasma; il pubblico invece sì, garantendo al disco un notevole successo commerciale (top5 in Inghilterra e Usa).
Stessa cosa per il suo ottavo lavoro in studio, "Buddha And The Chocolate Box" (1974), che diventa subito d'oro ed entra nuovamente in top5 da una parte e dall'altra dell'oceano. Entro la fine dell'anno viene pubblicato anche il suo unico disco live ufficiale, "Saturnight": uscito in Giappone come limited edition e con lo scopo di raccogliere fondi a favore dell'UNICEF, l'LP diventa un vero tesoro per i collezionisti.
A novembre 1975 esce il nono disco registrato in studio, "Numbers", che però è uno scivolone commerciale: nel giro di un paio di mesi diventa d'oro, d'accordo, ma fallisce l'entrata nelle classifiche inglesi e non va oltre la top20 negli States. Per un artista abituato a ben altri successi è un segnale pericoloso. Soprattutto perché il successivo "Izitso" (1977) riesce a comportarsi meglio ma senza rinverdire i fasti d'inizio anni '70.
Nell'aria, però, c'è qualcosa di ben più importante che una semplice questione di vendite: il 23 dicembre 1977 Steven Demetre Georgiou si converte alla religione musulmana e assume il nome di Yusuf Islam. A fine del 1978 esce il suo ultimo disco come Cat Stevens ("Back To Earth").
Da qui in avanti abbandona il musicbiz, si sposa, diventa padre di 5 figli, vende i suoi beni e apre una scuola musulmana vicino a Londra. Per una decina d'anni scompare dalla scena.
Poi, inaspettatamente, si torna a parlare di lui e non in termini positivi: la stampa riporta il suo appoggio alla fatwa pronunciata dall'Ayatollah Khomeini nei confronti dello scrittore Salman Rushdie (a causa del libro "I Versetti Satanici"). Lui denuncia di essere stato manipolato dai media, però non disconosce le dichiarazioni attribuitegli.
Il risultato è che molte radio smettono di programmare sue canzoni e che i 10.000 Maniacs eliminano la cover di "Peace Train" dal loro album "In My Tribe" (1987).
Nel 1995 Yusuf Islam torna a pubblicare musica. Lo fa attraverso la sua etichetta, Mountain of Light, e producendo dischi che dimostrano i grandi cambiamenti spirituali avvenuti negli ultimi anni. In alcuni casi la critica apprezza, in altri meno, però il grosso dei fan continua a preferire la vecchia produzione.