Celine Dion

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Celine Dion

Quanti sono gli artisti che nella loro carriera sono riusciti a vendere più di 100 milioni di dischi? Pochi, pochissimi, ancora meno quelli che lo hanno fatto prima di aver compiuto il trentacinquesimo anno d'età. Bene, in questo club per poche, intimissime superstar, figura iscritta d'ufficio anche Celine Dion.
L'artista canadese comincia prestissimo a esibirsi di fronte al pubblico: a 5 anni possiede già un repertorio di brani tradizionali, a dodici incide una demo che finirà nelle mani di René Angelil, l'impresario musicale che scoprirà il suo talento e che finirà per sposarla. La leggenda racconta che Angelil, durante il provino, commosso dalla bellezza della voce della ragazzina, sia scoppiato a piangere, e da allora abbia fatto di tutto per farla diventare una stella di prima grandezza.
I primi dischi della fanciulla sono cantati in francese, sua lingua madre, e proprio in Francia Celine ottiene le sue prime soddisfazioni, quando il singolo "D'amour ou d'amitié" vende più di settecentomila copie e diventa disco d'oro. Il primo album in inglese, "Unison", esce nel 1990, e contiene un brano ("Where Does My Heart Beat Now") che fa da battistrada per il suo futuro successo, entrando nella top 5 statunitense. La vera consacrazione, però, si ha nel 1992 con il secondo album in inglese, e in particolare con il singolo "Beauty And the Beast". Tratta dalla colonna sonora del film omonimo, la canzone (impossibile non ricordarla) permette all'artista di esser conosciuta davvero in tutto il mondo, realizzando un desiderio segreto - diventare famosa come Michael Jackson - confidato una volta all'ormai intimo René.
Dopo altri singoli di enorme fortuna (tra i quali un duetto con Clive Griffin inserito nella colonna sonora del film "Sleepless In Seattle"), per Celine inizia un periodo di febbrile attività, durante il quale incide cinque album in quattro anni e trovando anche il tempo per sposarsi. Questo il giudizio del Time su di lei: "Una voce che senza alcuno sforzo passa da sussurri profondi a note altissime, una dolce sirena che combina con maestria forza e grazia". Un ulteriore passo avanti si ha nel 1996, quando "Falling Into You" diventa il disco più venduto dell'anno (ventisette – dicasi - ventisette milioni di copie!!!), rimanendo nei top 5 americani ventisette settimane di fila.
Nel 1997, dopo l'uscita del singolo "My Heart Will Go On", la fama di Celine Dion non conosce più confini: l'indimenticabile canzone della colonna sonora di "Titanic" rimbalza da un continente all'altro fino a trionfare nella notte degli Oscar.
Nell'album da cui il singolo è tratto ("Let's Talk About Love") la nostra artista si trova a collaborare con personaggi incredibili: da George Martin (il mitico produttore dei Beatles) a Carole King, dai Bee Gees a Barbra Streisand fino a 'Big' Luciano Pavarotti. Sarà forse per questo motivo, o forse perché lei è davvero brava, ma nuovamente una sua realizzazione vende più di ventisette milioni di copie (un numero decisamente fortunato per Celine). Ma non è tutto: la colonna sonora del film - caso strano ma significativo, avrebbe forse detto Jung - viene acquistata dallo stesso numero di persone, portando virtualmente al doppio l'audience della cantante.
Con "My Heart Will Go On" Celine guadagna un riconoscimento d'eccezione: non solo è l'interprete di un brano che ha vinto il premio Oscar ma che, oltre a ciò, fa parte della colonna sonora orchestrale più venduta in tutta la storia della musica.
Tanta felicità per il suo indiscusso successo professionale prelude tuttavia a un momento piuttosto buio, quando viene diagnosticato un tumore a suo marito. Di qui la decisione di porre un freno agli altissimi ritmi di vita sostenuti negli ultimi dieci anni, e di trascorrere più tempo in famiglia. Se una cura tempestiva sembra aver risolto la situazione critica, una gioia insperata fa il suo ingresso nella vita della coppia.
Nell'estate del 2000, infatti, Celine annuncia l'avverarsi di un evento da lei tanto atteso: la sua gravidanza. Con le sue stesse parole: "un sogno che è divenuto realtà". Lo stesso anno, infine, il singolo "That's The Way It Is" riporta la nostra artista ai vertici delle classifiche mondiali. Che cosa desiderare di più? A distanza di 3 anni dall'ultimo lavoro completo, nel marzo del 2002 viene finalmente pubblicato "A New Day Has Come", l'ennesimo album della diva. Ma l'attesa intorno alla cantante è sempre tanta, soprattutto ora che può contare su decine di migliaia di fedelissimi fan in tutto il mondo. E infatti la musica non cambia neanche stavolta: in una settimana l'album totalizza 600.000 copie.
Nel futuro immediato dell'artista c'è in programma un ritorno sul palcoscenico in grande stile, addirittura a Las Vegas con un musical intitolato "A New Day". La diva ha firmato un contratto multimilionario con il Ceasar's Palace, dove è stato allestito appositamente un anfiteatro da 4000 posti. Il mega musical, a cui parteciperanno 70 ballerini, vedrà impegnata l'artista canadese 200 sere all'anno per tre anni a partire da marzo 2003.
Ma il super impegno nella capitale del gioco d'azzardo non influisce sull'attività discografica della diva, anzi. Nello stesso giorno del debutto (25 marzo) viene pubblicato il nuovo album, "One Heart", per il quale Celine prende a prestito Max Martin (il 'guru' di Britney Spears) per ben tre canzoni, forse nel tentativo di allargare il suo pop al pubblico dei teenager.
Il primo singolo estratto, "I Drove All Night", è però una cover di Roy Orbison, già riportata alla notorietà da Cindy Lauper nel 1989. In poche settimane il disco guadagna 2 dischi di platino (2 milioni di copie) ma Celine è un vulcano in continua attività. Finisce l'estate ed arriva, pochi mesi dopo "One Heart", un altro album: "1 Fille & 4 Types", contenente 14 brani cantati in lingua francese. Il set di canzoni è prodotto da Erick Benzi sotto la direzione di Jean-Jacques Goldman, già supervisor di " The French Album" (1995) e "S'Il Suffisait D'Aimer" (1998). Quest'ultima fatica della Dion è caratterizzata dal tocco di alcuni pregiati compositori d'oltralpe, quali Jacques Veneruso, il chitarrista Gildas Arzel e lo stesso Benzi.