Cherry Ghost

Cherry Ghost

Malinconia targata UK.
Una cosa è certa: all'ufficio del turismo di Bolton non lo assumeranno mai. Simon Aldred, fondatore e leader dei Cherry Ghost, infatti, non si impegna molto a far fare una bella figura alla sua città natale. "Abbastanza deprimente", la definisce, raccontando la realtà di una città operaia in cui uno dei pochi passatempi è rinchiudersi in un centro commerciale.
Lui, però, ha sempre preferito ammazzare il tempo suonando e ascoltando musica: Mahalia Jackson, Johnny Cash e Willie Nelson sono tra i suoi artisti preferiti, ma non disdegna il classico pop anni Ottanta.
Il primo amore è la chitarra, che il giovanissimo Simon suona in chiesa, dietro l'insistenza della madre. Inizia poi una lunga gavetta che lo vede militare in una serie di band e arrabattarsi con un sacco di lavori part time, tra cui l'agente immobiliare e il promotore finanziario.
Dopo anni di viaggi infruttuosi a Londra con le sue band nella speranza di attirare l'attenzione di un discografico di buona volontà, l'occasione d'oro arriva inaspettata grazie a una serie di esibizioni soliste a Glasgow, tra cui una di appena venti minuti in un ristorante messicano. Il suo sound fatto di ballate e ritornelli orecchiabili piace, e nei giorni successivi, anche grazie a un demo, "Mathematics", le case discografiche che lo contattano sono ben quattro. La spunta la Heavenly Recordings, che lo spedisce a registrare l'album d'esordio in uno studio nel bel mezzo del nulla. Insieme a lui nei Cherry Ghost, nome ispirato da una canzone dei Wilco, ci sono Jim Rhodes, Ben Parsone, Grenville Harrop e Phill Anderson e in dodici settimane di lavoro "Thirst For Romance" è pronto per spiccare il volo.
Anticipato da "People Help The People", il CD esce in Gran Bretagna nel luglio 2007.
La band non perde tempo e inizia un'intensa attività live. Partecipa a una serie di Festival, tra cui Glastonbury e Oxegen, e viene chiamata in tour insieme ad Amy Winehouse, Crowded House e Polytechnic.