Chic

Chic

Gli Chic hanno reso torride le disco-hall di fine anni Settanta.
Iniziano la carriera come la Big Apple Band e diventano Chic per evitare l'omonimia con la già famosa Walter Murphy & The Big Apple Band. Cambia il nome, cambia la musica: dalla fusion passano alla disco, che sta vivendo il suo apogeo. Bernard Edwards (basso), Nile Rodgers (chitarra) e Tony Thompson (batteria) completano la formazione assumendo Norma Jean Wright e Alfa Anderson per cantare.
Registrano una demo, "Dance Dance Dance", che viene snobbata dalle case discografiche, finché la Atlantic nel 1977 non decide di concedere una chance alla canzone: in un mese vende un milione di copie. Gli Chic, di botto, si ritrovano tra i grandi della disco music e in breve diventano i migliori in assoluto.
Luci Martin subentra a Norma Jane Wright, che lascia il gruppo per tentare la carriera solista. Nel biennio 1978-1979 la band sforna le sue hit più travolgenti: "I Want Your Love", "Good Times" e soprattutto "Le Freak", il brano che li identificherà per sempre e che verrà spesso ripreso negli house-remix il decennio successivo. Ma è il canto del cigno: la scena disco sta lentamente appassendo e così anche la fortuna degli Chic. Con "Believer" (1984) il duo creativo Rodgers-Edwards tenta di ammodernare il sound della band con l'inserimento di tastiere, drum machine e un cantato simil-rap; la mossa non riesce e il gruppo si scioglie.
La sua influenza però continua a essere enorme: ad esempio, "Good Times" ispira "Another One Bites The Dust" dei Queen (quasi un plagio) e "Rapper's Deligth" della Sugarhill Gang, forse il primo singolo rap vero e proprio. Rodgers ed Edwards si affermano come produttori di alto livello: il primo con i successi di "Let's Dance" di David Bowie, "Like A Virgin" di Madonna e il debutto solista di Mick Jagger; il secondo con i Power Station (che vedono Tony Thompson alla batteria) e Rod Stewart.
Nel 1992 i Chic si riuniscono e ci riprovano con "Chic-Ism", ma la fiamma della loro età dell'oro si è spenta.