Children Of Bodom

Children Of Bodom

Bambini terribili dell'heavy metal, i Children Of Bodom hanno rivoltato come un guanto le convenzioni del death-black nordeuropeo, creando un impasto unico di melodie classiche e sferzate estreme. Con riff supersonici e ritornelli rabbiosi, i cinque finlandesi sono diventati maestri di se stessi e punto di riferimento per la propria generazione, avvolti dall'ombra del Tristo Mietitore.
La storia del gruppo inizia a Espoo, città vicina alla capitale Helsinki, nel 1993, quando l'ondata grunge inizia a dare segni di cedimento e il black metal della penisola scandinava comincia a fare scuola. Alexi 'Wildchild' Laiho, enfant prodige delle sei corde classe 1979, e il suo amico d'infanzia Jaska Raatikainen (batterista) decidono di fondare una band di hard rock estremo, ispirandosi a gruppi come Stone e Obituary. Arruolato al basso Samuli Miettinen, i giovani Inearthed sono pronti a fare sul serio.
In mezzo al traffico di gruppi emergenti, i ragazzi ci mettono tre demo prima di farsi notare dalla Spinefarm Records nel 1996. Nel frattempo, dopo un valzer adolescenziale di musicisti più o meno incisivi, il gruppo trova un suo assetto definitivo: Laiho solido a chitarra e microfono, Raatikainen alla batteria, Henkka 'Blacksmith' Seppälä al basso (Miettinen a lasciato per seguire la sua famiglia negli Stati Uniti), Alexander Kuoppala come seconda chitarra e Janne 'Warman' Wirman alle tastiere.
Prima del debutto, però, c'è da cambiare il nome alla band: Inearthed proprio non funziona. Cartina stradale e guida telefonica alla mano, i cinque ragazzi trovano l'ispirazione nella loro terra, grazie a una storia di cronaca nera ammantata di mito e mistero. Nel 1960, nei boschi attorno al lago Bodom, quattro adolescenti sono stati aggrediti e massacrati ferocemente. Non si è mai scoperto l'aggressore, in quarant'anni di indagini s'è sospettato persino dell'unico sopravvissuto. È uno dei più gravi e noti omicidi di massa nella storia finlandese, viene talvolta usato al posto del Babau per spaventare i bambini capricciosi. Ecco, Children Of Bodom è un nome che funziona, e alla grande.
L'esordio dei Bambini di Bodom deflagra nel mondo del metal come una granata a frammentazione: estremo, melodico, a cavallo tra power metal e black irriverente, "Something Wild" (1997) lascia il segno. In un momento in cui i grandi maestri del death e del gothic virano verso melodie e sonorità sperimentali, i Children Of Bodom riescono comunque a imporsi sin dall'esordio come band da imitare. E dire che Laiho, leader carismatico e artisitco del gruppo, non ha ancora compiuto vent'anni. La Nuclear Blast annusa l'affare, e firma un contratto per la distribuzione internazionale.
Il successo di "Something Wild" porta grande attenzione attorno al talento esuberante di Wildchild, che alla lunga si dimostrerà uno dei migliori axeman della scena metal. Si accorgono di lui gli Impaled Nazaren, che lo chiamano per qualche collaborazione, e Kimberly Gross, tastierista dei Dimmu Borgir e rimpiazzo di Wirman in qualche data dei Children, che lo vuole con sé nel progetto Sinergy. Si tratta di un gruppo speed power con una cantante e frontman donna, alla cui nascita partecipa, nel 1999, anche Jesper Strömblad degli In Flames.
La prima occupazione di Laiho restano comunque i Children Of Bodom: dopo qualche data di spalla ai Dimmu Borgir, la band di Espoo torna in studio per il disco della conferma. "Hatebreeder" esce a inizio 1999 e sdogana definitivamente i Children da promessa a gruppo di primo piano. Più veloce, pesante e sfaccettato del suo predecessore, "Hatebreeder" si porta dietro un intenso tour europeo. "Downfall", primo singolo tratto dall'album, sfonda anche in Giappone, la band va a suonare a Tokyo e registra un live: "Tokyo Warhearts - Live In Japan".
Nella copertina di "Tokyo Warhearts" Godzilla se la vede col Grim Reaper, protagonista di tutte le copertine dei Children Of Bodom e amichevolmente ribattezzato Roy dalla band. Guidati dalla sua falce, i cinque finlandesi inaugurano il nuovo millennio col singolo "Hate Me!", che diventa disco di platino in Finlandia e spiana la strada alla terza fatica in studio.
"Follow the Reaper" esce a fine 2000 e fissa un nuovo standard qualitativo, mixando l'elegante brutalità "Something Wild" col mostruoso livello tecnico di "Hatebreeder". Segue un tour da headliner in Europa e qualche data in Giappone e Corea, poi c'è da pensare alla situazione contrattuale. Esaurito, con tre dischi, l'impegno con la Spinefarm, il gruppo inizia a guardarsi in giro per provare nuove esperienze. La ricerca non dura troppo, e la soluzione si rivela essere già in casa: la Spinefire si lega alla Universal, i Children Of Bodom rifirmano con la vecchia label trovandosi un colosso discografico a gestirli sul mercato internazionale.
Il quarto capitolo discografico dei Bambini di Bodom esce nel 2003, ed è nuovamente un massacro sonoro. "Hate Crew Deathroll" è cantato con odio, riffato a rasoiate e martellato alla ritmica come per annunciare la fine del mondo. A metà del tour promozionale, che porta la falce del Mietitore in giro per Europa e Nord America, Alexander Kuoppala lascia senza preavviso. A rimpiazzarlo all'ultimo viene chiamato Roope Latvala, che finirà per diventare membro fisso della band. Con Latvala i Children Of Bodom si portano in casa una leggenda vivente dell'hard rock finlandese, compagno di Lahio nei Sinergy e fondatore degli Stone, band seminale del movimento metal nordico.
Finito il tour, Laiho, Raatikainen, Seppälä e Wirman portano il loro nuovo acquisto in studio per registrare il quinto lavoro firmato Children Of Bodom: "Are You dead Yet?", anno 2005. Incisivo come una pioggia di napalm, "Are You Dead Yet?" porta impresso a fuoco il marchio di fabbrica del combo finlandese, pur presentando un riffaggio più asciutto e qualche sonorità al limite dell'industrial. I fan più conservatori storcono il naso, ma il disco si piazza in alto nelle classifiche di mezza Europa, trita quando deve tritare e mostra che i Children Of Bodom sono maturati in fretta, senza dormire sugli allori di un talento esorbitante.