Client

Client

Ok, facciamo synth and roll.
"Giudicateci per i nostri meriti artistici, tutto il resto non conta". Questa frase uscita dalla bocca di Client B non cela soltanto un invito a badare al sodo, ma forse anche uno sfogo sulle difficoltà e i pregiudizi che devono mal sopportare molte DJ in gonnella.
A seguito di una ben precisa scelta di mantenere l'anonimato, quando le Client appaiono sulla scena dance europea (nel 2003) non si sa proprio niente di loro, a parte che si fanno chiamare Client A e Client B e che sono le prime artiste ad aver firmato un contratto per la Toast Hawaii, la label fondata da Andy Fletcher, ex-Depeche Mode. Questa condizione di 'prime scelte', tra l'altro, si rivela fortunata perché regala loro una discreta notorietà ancor prima di aver prodotto alcunché.
Ad ogni modo, guardando e ascoltando le enigmatiche Client si possono dedurre e capire tante altre cose: a giudicare dall'accento provengono dall'Inghilterra del nord, sono figlie legittime del synth pop anni '80 (e ammiratrici dei Depeche Mode, appunto) e sono quindi riconducibili al cosiddetto genere electroclash. I loro pezzi sono caratterizzati da suoni rotondi e rassicuranti, quasi sempre accompagnati dalle loro voci carezzevoli.
I primi due singoli, "Price Of Love" e "Rock And Roll Machine" (2003) fungono da apripista all'esordio estivo del disco completo, l'omonimo "Client", undici brani di electropop incisi in una casa adibita a studio di registrazione utilizzando PC portatili ed equipaggiamenti non professionali. All'uscita di "Client" fa seguito un mini tour promozionale in Europa e nel Regno Unito, che consente al duo di farsi conoscere nei club e di vendere anche un discreto numero di copie.
L'anno successivo, a settembre, arriva subito l'occasione per un bis, questa volta con tutti i crismi: "City", scritto con Joe Wilson (Sneaker Pimps e Trash Money), è figlio di una collaborazione con nientemeno che Pete Doherty e Carl Barat dei Libertines e con Martin Gore (altro storico Depeche Mode). E si sente: le trame musicali sono finalmente sviluppate fino in fondo e la produzione è decisamente più curata rispetto al disco precedente.
Alla fine del 2005 entra a far parte della band Client E; lo pseudonimo è d'obbligo anche se ormai le identità delle Client sono note: Client A è Kate Holmes, già nei Frazier Chorus e Technique, Client B è Sarah Blackwood, cantante dei Dubstar e Client E è la modella e artista Emily Strange. Le instancabili ragazze tornano a macinare chilometri in giro per il mondo. Data l'intensa attività live non c'è da stupirsi se il nuovo disco si fa attendere fino al 2007: "Heartland" esce a marzo per la label indipendente Out Of Line ed è preceduto dal singolo "Lights Go Out".