Clutch

Clutch

I Clutch amano quel rock sudato e Seventies che compone il midollo stesso del grande rock americano.
E dire che la band parte con in testa qualcosa di piuttosto diverso. Germantown, Maryland, agosto 1991: quattro ragazzi (Neil Fallon alla voce, Tim Sult alla chitarra, Dan Maines al basso e Jean Paul Gaster alla batteria) cercano disperatamente qualcosa a cui appigliarsi per scampare alla depressione post-liceo e optano per formare un gruppo di hardcore idrofobo e infuriato - si ascolti l'EP "Pitchfork" del 1992 per farsi un'idea.
La vena hard rock - Led Zeppelin su tutti - comincia però già ad emergere nel disco di debutto "Transnational Speedway: Anthems, Anecdotes And Undeniable Truths" (1993) e nel successivo "Clutch" (1995), mischiandosi al metal e al funk. Alla fine, dopo la parentesi della raccolta di rarità "Impetus" (1997), le fondamenta roots rock e blues prendono definitivamente il sopravvento in "The Elephant Riders" (1998, sotto major) e in "Jam Room", pubblicato nel 1999 dalla label privata dei Clutch, la River Road Records. Nasce anche una sorta di ensemble strumentale parallelo, i The Bakerton Group formati da Maines, Sult e Gaster, che nella sua vita realizza però solo l'EP "Space Guitars".
Nonostante la copiosa produzione e l'appoggio di grosse case discografiche, i Clutch non riescono a sfondare (e forse nemmeno ci sperano), ma si consolano con lo status di band cult raggrumando intorno a sé un seguito fedelissimo - i gearheads, come i fan stessi amano chiamarsi. Dal vivo, poi, i quattro sono impressionanti: arriveranno a suonare oltre 2000 show, spesso di spalla a big del calibro di System Of A Down, Marilyn Manson, Pantera, Deftones, Helmet, Fear Factory, Iron Maiden, Korn, Sepultura, Monster Magnet...
Il catalogo del gruppo continua a infoltirsi senza sosta anche nel Terzo Millennio: in ordine, escono "Pure Rock Fury" nel 2001, "Live At The Googolplex" nel 2002, "Slow Hole To China: Rare And Unreleased" nel 2003.
Nel 2004 entra in formazione Mick Schauer, che aggiunge il suo Hammond all'imprevedibile impasto sonoro che i Clutch sfornano con l'LP "Blast Tyrant". Sempre nel 2004 arriva "Live In Flint", mentre l'anno dopo vengono pubblicati il nuovo album "Robot Hive/Exodus" e "Pitchfork & Lost Needles", che raccoglie la ristampa del primo EP oltre a un paio di inediti e a varie versioni demo.
E nel 2006 la band, inesauribile, si rimette al lavoro.